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sabato 29 marzo 2025

"Coso" "E gli altri", Arianna Papini, Uovonero: la potenza dell'arte e dell'arteterapia

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Con la sua solita delicatezza, Arianna Papini (qui) ci dona un abbraccio (anzi due), affrontando un tema difficile ma anche molto "stringente", specie di questi tempi, quello di sentirsi fragili e diversi e trovare degli "alleati" per consolarsi, per stare bene con se stessi: dopo un lavoro di oltre tre anni, offre al pubblico, grazie a Uovonero, due libri tenuti insieme da "un filo rosso" da non perdere: "Coso" (qui) E Altri (qui). 

I due libri sono tra loro correlati ma possono essere anche letti separatamente (ma vi consiglio vivamente di prenderli entrambi).

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Partiamo da "Coso", l'albo parla di un amico immaginario che si presenta in questo modo: "Noi Cosi iniziamo a esserci solo se i bambini ci sognano e ci immaginano. Esistiamo se qualcuno ha bisogno di noi". Coso è stato inventato, disegnato e creato così com'è da una bambina (Anna, protagonista de "E gli altri) per una necessità. Nel libro si racconta che spesso gli amici immaginari vengono  "abbandonati" dagli adulti che pensano di non averne più bisogno o se ne vergognano. 

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"Allora capita di non esistere più, ma i Cosi usati vengono ripescati da chi ha rinunciato alla fantasia. Quando accade torniamo a vivere senza bisogno di essere inventati".

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Siamo sicuri da adulti di non avere più necessità di una voce bambina accanto? Di qualcuno che ci sproni a vedere la bellezza, ad accorgerci delle piccole cose? Di non aver paura?

Questo albo illustrato è riuscito a farmi commuovere fino alle lacrime quando l'ho chiuso dopo una prima lettura. Ecco la potenza di chi sa, sapientemente, unire parole lievi e profonde al tempo stesso e illustrazioni che dialogano e che riescono in modo potente a smuovere parti nascoste dentro di noi, che hanno bisogno di emergere. Ecco dunque un libro che ci fa immaginare come poter venire fuori da alcune situazioni - che pensiamo di dimenticare da grandi ma che sono ancora lì, a volte come macigni sulle spalle - attraverso l'arte.

Un albo che dona speranza e racconta cosa sia la vera magia della vita

"Essere fieri di noi e delle nostre stranezze".

Del resto in un'intervista (qui) dopo aver preso il Premio Andersen come migliore illustratrice (2018) Arianna Papini stessa diceva: 

"Le immagini sono potenti. Arrivano a definire anche cose indefinibili a parole, accolgono e raccolgono argomenti difficili di molte persone, Noi parliamo anche per chi non ha voce, per chi non ha parole e quindi questa grande responsabilità dell'illustrare e dare agli altri le nostre immagini, raccoglie attraverso l'empatia tante persone. Per me non esiste il lavoro isolato dell'illustratore. Siamo comunque collegati alle persone e allo sguardo degli altri: senza lo sguardo degli altri non esistiamo. Io sono anche arteterapeuta e credo nel potere delle immagini anche per veicolare temi profondi, molto complessi," 

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"E gli Altri": un diario intimo di Anna, una ragazza che racconta le sue fragilità, il suo essere diversa, l'essere vista come diversa sin dalle prime pagine, per la sua sensibilità - che le impedisce di far parte delle persone "normali" ma le fa notare cose piccole o grandi che gli altri non vedono - e che le fa essere empatica con la Natura e con tutti gli esseri viventi. Questa sensibilità provoca a volte gioia a volte sofferenza, perché tutto viene amplificato ed è difficile conviverci.

Ed ecco Coso qui sotto.

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"Credo che sia un maschio ma qualche dubbio c'è. Mi fa ridere. Ogni volta che l'urlo dentro aumenta allora si affaccia alla mia vita. Si nasconde nei momenti faticosi e si traveste da cose semplici e buffe. Ridere mi fa bene. Penso di averlo sognato all'inizio, poi è rimasto con me. ...."

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In questo libro vediamo un'evoluzione del personaggio dai suoi primi pensieri (nella prima pagina racconta di un prima e di un dopo: una frattura, qualcosa che si è rotto e che va aggiustato... ne parla spesso Arianna nelle sue interviste) all'età adulta, quando finalmente Anna trova una strada - grazie a Coso - per dare un senso alle sue potenzialità, a non soffrire più per qualcosa che agli adulti o al mondo sembra più importante della vita stesso, fino a scoprire il suo talento nascosto e farne un uso "benefico", ovvero a donare benessere a sé e agli altri, restituendo attraverso l'arte quella profondità e quella sensibilità che all'inizio la facevano solo soffrire.

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Dunque il potere salvifico di lavorare su di sé, di esprimersi attraverso qualcosa di gratificante che fa sgorgare la bellezza insita dentro, darle forme e colori, attraverso un processo che porta a una maggiore consapevolezza e al tempo stesso dona gioia,

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Il libro colpisce per la sua bellezza, leggerezza e profondità già dalla copertina: scopriamo una figura meravigliosa. - in cui ritrovo le sembianze del volto di Arianna con il suo sguardo dolce, i suoi occhi verdi - ammantata dalla Natura, con capelli che sembrano un microcosmo come il luogo dove trovi i muschi, rivestita da un abito fiorito e verdeggiante, che tiene intrecciati a sé un tarassaco pronto a disperdere nel mondo i suoi fiori nel becco di un uccello bianco che richiama la pace, e ancora in toni più lievi un'ombrellifera con su un altro uccello, come ricamati e un filo arancione intrecciato a quelle magiche dita snelle con lo smalto bianco (che compaiono più volte nelle illustrazioni interne).

Se nella copertina c'è Anna - la protagonista - nei risguardi e nel frontespizio lo spazio è dedicato a Coso.

Ogni parola che sgorga dal profondo dell'anima di Arianna Papini colpisce al cuore e fa riflettere innanzitutto su sé stessi e poi ci fa guardare intorno, per osservare con occhi diversi le fragilità - innanzitutto quelle nostre, poi quelle degli altri intorno a noi - per poterle trasformare e farci volare in alto.

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C'è cura in ogni racconto in cui emergono parti dolorose, come la perdita di una sorella:

 "Mia sorella non è nata. Mi dicono non c'è mai stata. Per gli altri forse, il nostro abbraccio di nove mesi io me lo ricordo. Sono nata e non dormivo mai. Tutti erano sfiniti ma felici che fossi sopravvissuta. Io no. Felice dico. Come decide la vita. Io esisto lei no. Non dormivo più. L'ha capito qualcuno e mi hanno concesso una gatta piccina nel letto. Era lei."

O il sognare: "È faticoso sognare perché la memoria ti rivela i tuoi segreti."

Ogni pagina analizza o dichiara un dolore, quello "squarcio" che spesso non viene notato da nessuno. Ma che c'è e fa male.

Chiunque abbia una ferita ancora aperta può ritrovare in queste pagine un senso: un senso alla propria sofferenza, la ricerca da compiere per sanarla, il conforto di non sentirsi soli, la speranza di poter trovare la propria strada per riuscire a emergere, nel senso più semplice del termine, ovvero uscire fuori dall'acqua, dal sommerso, da quello stato che ti blocca e che ti impedisce di trasformarti, di uscire da una gabbia a volte autoimposta a volta creata da altre persone, e riuscire a volare o camminare con le proprie gambe, con la fierezza del riconoscersi interessanti per quel che si è, per la propria unicità anche se non conforme alla massa.

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Se non bastasse, Arianna ci fa un ultimo dono: sopra alcune immagini c'è un QR code. Inquadrandolo si possono vedere dei piccoli filmati creati in stop motion con il Coso che ha creato davvero in 3D (come vorrei abbracciarlo dal vivo!).

Grazie Arianna e grazie a Uovonero per aver pubblicato questo capolavoro di cui c'era bisogno. Spero che possa andare in tantissime case ad abbracciare bambine, bambini, ragazze, ragazzi, adulti...

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Chi capitasse a Bologna non si perda la presentazione lunedì 31 marzo.


PS A Bologna ci sono stati momenti magici

Vi riporto intervista Rai per ascoltare Arianna Papini (qui)


L'autrice ad aprile apre ancora una volta il suo studio per fare vedere le tavole e altro...Il 15 aprile dalle 16 alle 19  vi aspetta nel suo studio d'arte in via Garibaldi 12, Firenze, per una nuova e toccante immersione nella sua mostra "Il mondo di coso e gli altri"




Per chi volesse, ecco una visita allo studio/atelier di Arianna Papini in cui potrete cogliere la bellezza e l'energia che lo circonda e perché è magico incontrarla di persona.


mercoledì 29 marzo 2023

Perugino Rinascimento Immortale Al cinema

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Dal 3 al 5 aprile ricordatevi di prendere i biglietti e rintracciare l'elenco delle sale cinematografiche. Avrete infatti l'occasione di fare un tour virtuale meraviglioso alla scoperta di Piero Vannucci, altresì noto come il Perugino. Perugino. Rinascimento Immortale, diretto da Giovanni Piscaglia, (regista anche di Van Gogh. Tra il grano e il cielo e Napoleone. Nel nome dell’arte) con Marco Pisoni e Filippo Nicosia. L'elenco delle sale è rintracciabile su nexodigital.it.

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Perugino: Adorazione dei Magi

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Perugino: Annunciazione Ranieri 

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Perugino: Madonna della Consolazione


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Perugino: Pala Tezi_Madonna col bambino

Stando comodamente seduti viaggerete tra l'Umbria, la Toscana e Roma, con una piccola incursione estera, alla scoperta delle sue opere, da quelle meno note a quelle che lo hanno portato alla ribalta. 

Vedrete le città che forse conoscerete bene come Perugia, Firenze, Roma (e la meno nota, forse, Città della Pieve che gli diede i natali e dove tornò nell'ultima parte della sua esistenza) con una prospettiva aerea, per coglierle nel loro insieme con il paesaggio circostante; sosterete sul Lago Trasimeno. Il tutto accompagnati da tantissimi esperti , che ci racconteranno la vera storia di questo longevo e produttivo artista.



Ho avuto la fortuna di vedere in anteprima questo documentario e posso dirvi che non ve ne pentirete: la qualità è molto elevata e, inoltre, quello che ho apprezzato tantissimo è che il documentario è complementare al catalogo alla Mostra sul Perugino e pensato appositamente insieme a essa. Sarà quindi meraviglioso poterlo vedere sia per chi ha in programma di visitarla, sia per chi l'ha già vista.

Ed ecco dunque alcuni motivi per vederlo.

La storia della persona e dell'artista

Il documentario racconta, a 500 anni dalla morte, la vita e l’opera di Pietro Vannucci, detto "Il Perugino" partendo dal suo legame con l’Umbria, terra natale ricca di paesaggi che spesso l'artista ha immortalato sullo sfondo dei suoi dipinti, come alcuni squarci luminosi lungo le sponde del lago Trasimeno. Conosco amici artisti che vi abitano e ammetto che ho pensato a loro quando ho visto le riprese (Silvia e Sualzo!).

Ci sono tante cose che scoprirete... e che non voglio svelare... Posso dirvi che l'artista da Castel della Pieve, un borgo immerso in quei paesaggi, comincia il suo percorso artistico che lo porterà a farsi conoscere  anche a Roma e Firenze, a contatto con maestri quali Verrocchio - che ospitava a bottega artisti del calibro di Botticelli e Leonardo da Vinci  - e Mantegna. 


Nonostante Perugino sia stato un artista centrale del Rinascimento, il più famoso e richiesto nel ventennio che va dal 1480 al 1500, la sua fama si è via via spenta con lo scorrere dei secoli. Molto ha inciso l'opera di uno dei suoi allievi come Raffaello. Infatti, il Perugino è spesso citato e conosciuto solo come maestro del pittore urbinate. Ma al di là dei meriti di Raffaello, gran parte della sfortuna critica del Perugino si deve anche a Giorgio Vasari, il biografo degli artisti che nelle sue “Vite” relega il Perugino a figura di secondo livello e lo descrive con toni dispregiativi riportando aneddoti e tratti del carattere negativi.

In realtà si scoprirà che questo artista era molto abile non solo nel disegno e nella pittura ma anche nel trovare committenti e farsi apprezzare.

 

Chi è stato coinvolto



Nel documentario sentiremo molte voci eccellenti: il direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria Marco Pierini, il direttore delle Gallerie degli Uffizi di Firenze Eike Schmidt, la professoressa di Storia dell’architettura presso l’Università di Firenze Emanuela Ferretti, il geografo all’Università di Bologna Franco Farinelli, la storica dell’arte della Galleria Nazionale dell’Umbria Veruska Picchiarelli, lo storico Franco Cardini, il coreografo e ballerino Virgilio Sieni,

Preparatevi a viaggiare davvero...

Il viaggio attraverso l’Italia porterà alla scoperta dei grandi capolavori: dagli affreschi della Cappella Sistina alle due sale a lui dedicate alla Galleria Nazionale dell’Umbria, dal Collegio del Cambio all’Archivio di Stato di Perugia, dalla Biblioteca Augusta alla Cappella San Severo a Cerqueto, e ancora l’Oratorio di Santa Maria dei Bianchi e la Cattedrale dei Santi Gervasio e Protasio Città della Pieve, la Chiesa San Sebastiano a Panicale, la Chiesa di Santa Maria dell’Annunziata, la Galleria Palatina, gli Uffizi, Museo Galileo Galilei, Cenacolo del Fuligno, Liceo Michelangiolo, Archivio di Stato di Firenze, Biblioteca San Marco a Firenze e la Pinacoteca di Bologna.... insomma poi ci sarà da programmare una serie di viaggi per vedere anche le opere originali che non sono esposte in mostra.

Mi ha colpito molto scoprire sia come si sia evoluta la sua arte, sia l'approfondimento legato al paesaggio e all'architettura, sia scoprire chi sia stata la sua Musa. In effetti, io ammetto di avere una preparazione artistica che risale solo a rudimenti di storia dell'arte che risalgono al Liceo Classico e a mostre e contaminazioni correlate alle persone che frequento, in particolare i miei genitori (che mi hanno educato all'arte sin da piccola) e il mio compagno.


Ci tengo a citare chi ha contribuito, perché penso che sia prezioso sapere come alcune produzioni arrivino poi a noi. Eccole qui sotto.

Il progetto è stato sostenuto da: Ministero della Cultura, Regione Umbria, Arpa Umbria.

La Grande Arte al Cinema (di cui io sono grande fan!) è un progetto originale ed esclusivo di Nexo Digital.

Per il 2023 la Grande Arte al Cinema è distribuita in esclusiva per l’Italia da Nexo Digital con i media partner Radio Capital, Sky Arte, MYmovies.it e in collaborazione con Abbonamento Musei.

venerdì 30 dicembre 2022

Le Belle dell'arte di Carla Volpi, ElectaJunior

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Ci sono tanti modi per avvicinare i giovani - e anche i meno giovani - all'arte e la scelta di Carla Volpi, autrice e illustratrice di Le Belle dell'arte  ElectaJunior (qui) appare vincente. Appassionata di storia dell'arte e artista autodidatta, ha scelto quaranta icone femminili, protagoniste sempre di un ritratto, di cui raccontare la storia

Un excursus attraverso i secoli, a partire da Giotto fino al Novecento, per scoprire un'opera non solo attraverso alcune sue peculiarità che l'hanno resa famosa al grande pubblico ma anche curiosità e dettagli poco noti sulle donne dipinte, a volte nascosti da un vero e proprio mistero.

Le carte iniziali, quasi delle "flash card", possono risultare molto utili per avere una visione d'insieme o per improvvisare - a mio avviso - anche qualche gioco per memorizzare o concentrasi su alcuni aspetti salienti.

Come racconta nella prefazione la stessa autrice si tratta di "un viaggio tutto al femminile nella storia dell'arte attraverso riproduzioni a matita o acquerello di donne presenti in dipinti celebri. Quaranta 'ritratti di ritratti' per conoscerle meglio, a partire dai loro volti e soprattutto dai loro sguardi, per cogliere attraverso i lineamenti del viso e le pose adottate la loro personalità, le sfumature del carattere e lo stile dei grandi Maestri che le hanno dipinte rendendole immortali."

Come riuscire a catturare, dunque, l'attenzione e l'interesse verso opere che hanno caratterizzato dei passaggi emblematici nella storia dell'arte? Innanzitutto nel libro le opere vengono presentate visivamente solo in parte, in modo da evidenziare lo sguardo e le caratteristiche peculiari del volto, delle vesti e a volte delle mani. Nel testo, invece, vengono evidenziate alcune parole chiave essenziali. 

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Per esempio, della Maestà di Ognissanti di Giotto (tempera su tavola, delle dimensioni di 325 x 204 cm, qui) vediamo solo il volto sorridente della Madonna rivolta di tre quarti. Nel testo, esaustivo e semplice - ma accattivante al tempo stesso - viene spiegata in breve la nascita della prospettiva e la rappresentazione delle espressioni, che mancavano del tutto nei pittori precedenti. Ecco che in una pagina sono concentrati alcuni elementi essenziali per scoprire un passaggio fondamentale dalla rappresentazione iconografica aulica e rigida del Medioevo (nonostante sia mantenuto uno sfondo d'oro secondo la tradizione) a quella che sarà la caratteristica dal 1400 in poi.

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Nella celeberrima "Nascita di Venere" di Botticelli (qui) viene messa in risalto la capigliatura sciolta, elemento "considerato poco decoroso durante il Rinascimento". Una descrizione raffinata mette in luce un aspetto che nell'opera intera potrebbe restare in secondo piano.

Nella recensione devo passare oltre i capolavori rinascimentali, dalle opere di Leonardo a quelle del Bronzino... ma chi vorrà scoprire l'opera resterà sicuramente incuriosito dalle spiegazioni, frutto di approfondite indagini scaturite da domande inconsuete che si è posta l'autrice.

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Oltrepassando velocemente i secoli arriviamo a una serie di donne artiste, come Élisabeth-Louise Vigée Le Brun, una pittrice famosa per essere diventata la ritrattista della Regina Maria Antonietta e, dopo la rivoluzione francese, in molte corti europee. Il suo Autoritratto con cappello (1782 c.a. qui) appare particolarmente progressista per essersi dipinta all'aria aperta (non siamo ancora al plein air ottocentesco) guardando lo spettatore in faccia - come di fronte a uno specchio - e mostrandosi con un cappello di paglia decorato con fiori e una piuma di struzzo, in atteggiamento informale.

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Passando oltre ancora arriviamo all'inizio del Novecento con un'altra Donna con il cappello, questa volta opera di Henri Matisse (qui) protagonista dell'arte fauve - in cui i colori vengono giustapposti "senza sfumature e senza ricercare somiglianza cromatica" - dove la moglie del pittore Amélie viene ritratta con un "volto variopinto".

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La carrellata finisce con un'opera di pop art del 1965 di Roy Lichtenstein M-Maybe (qui) che si "ispira al mondo del fumetto" come si vede dalla tipica "nuvoletta" in alto a sinistra ... dove "le linee di contorno sono ricalcate con il nero e i colori limitati". Un'opera che da vicino è rappresentata da tanti puntini ma che da lontano appare omogenea. 

Un libro che invita a sperimentare come l'autrice, a cimentarsi con vari mezzi di illustrazione o fotografie, perché come ben sa chi è stato "a bottega" copiando e cercando di riprodurre le opere dei Maestri si può comprendere più a fondo lo stile e la pennellata, senza voler per questo imitare o diventare a propria volta artisti, ma anche solo per il gusto di mettersi alla prova.

Per concludere, se volete "conoscere" meglio l'autrice e la sua opera, vi segnalo qui un approfondimento video.

domenica 22 agosto 2021

REBIRTH | RINASCITA di Tamara Ferioli e Olga Niescier



Se volete regalarvi una giornata tra arte, natura, cultura e buon cibo, vi consiglio di andare al borgo del Castello Ginori di Querceto, in Val di Cecina (LI).  Qui troverete fino al 12 settembre la mostra REBIRTH | RINASCITA di Tamara Ferioli e Olga Niescier, ospitata in un luogo fresco che vi consentirà di contemplare immersi nella quiete le opere di queste due giovani artiste che hanno un legame molto stretto con la natura.

Mentre salite potrete osservare il tipico paesaggio toscano dove le essenze della macchia mediterranea (come lentisco o cisto) si intrecciano con i cipressi, i fichi e i pini, immersi nella campagna dove regnano zolle pronte per la semina, stoppie e altre meraviglie.

Arrivati, si può godere del silenzio di questo piccolo borgo dove la vite americana, ancora verde, ammanta le pareti esterne del castello e di altre case, il sole se c'è picchia ancora forte, e alla vista compare qualche gatto assonnato.





Ho visto diverse volte (ne ho parlato qui), dal vivo, i fiori realizzati da Tamara Ferioli (qui, qui, qui), ma ogni volta mi sorprendo per la preziosità e delicatezza delle singole opere realizzate con ossa di pesce, per la biodiversità che è riuscita a realizzare


Ogni fiore è infatti diverso dall'altro, non solo per dimensione, ma anche per altri dettagli dei petali o del pistillo che li rende unici. Far nascere la vita da ossa che sarebbero scartate. Un bellissimo messaggio trasversale, sia di riutilizzo in forma artistica di qualcosa che normalmente non è considerato più interessante, sia di dare forma e nuova vita a qualcosa di morto. Questo invito a una nuova nascita, che arriva dopo un periodo di quiete forzata, è ancora più forte e potente, ora. Scoprire la bellezza delle forme, della creatività, dell'armonia. Fiori che sembrano interagire e creano un tutt'uno con il dipinto sullo sfondo di Olga Niescier, anche lei amante della natura. Un dipinto essenziale che porta in verticale le essenze vegetali che sembrano voler uscire dalle pareti che le definiscono.

Un'armonia preziosa che vi lascerà tanta gratitudine. Lo consiglio sia a chi ama l'arte, sia a chi ama la natura come la sottoscritta.

Il progetto è a cura della galleria d’arte Kalpa Art Living che ha realizzato un video affascinante su vimeo qui. Se volete approfondire il lavoro delle due artiste vi rimando qui, per Tamara Ferioli, qui, per Olga Niescier.

Per informazioni: ART GALLERIES & INTERIOR DESIGN - Via Porta all'Arco 12-24, 56048 Volterra (PI), Italy - info@kalpa-art.it | www.kalpa-art.it  - tel: +39 338 117 9741

Se prima o dopo la visita avete voglia di un pasto, vi consiglio la Locanda del Sole (qui).

venerdì 9 febbraio 2018

"Magritte. Questo non è un libro" di Margherita e Rosetta Loy, Gallucci


"Magritte. Questo non è un libro" di Margherita e Rosetta Loy, edito da Gallucci (qui la scheda) è un albo molto interessante per avvicinare i bambini ai quadri del grande pittore surrealista belga.

Attraverso un bellissimo racconto a opera della scrittrice Rosetta Loy e della figlia Margherita (che, non a caso non solo è scrittrice anche lei, ma ha accompagnato per anni i bambini a visitare i quadri) il lettore è condotto alla scoperta di alcune opere significative di René François Ghislain Magritte.


Attraverso la storia ci immergiamo in atmosfere oniriche, dove tutto è possibile: da un camino può uscire una locomotiva a motore, la stanza essere completamente avvolta da una grande mela verde, si possono incontrare i contrasti di una casa immersa nel buio quando il cielo è ancora azzurro e pieno di nuvole, o ancora, possono piovere uomini con la bombetta in testa (o stanno salendo?).

Alcune parole chiave sono evidenziate con caratteri particolari, per invogliare a rifletterci su o acuire lo sguardo. Un albo che invita a soffermarsi, a dare spazio ai sogni e alla magia, a gustare i quadri e le parole che li accompagnano.


Il libro è composto sia da una prefazione in cui Rosetta Loy racconta la storia dell'artista, sia da una parte finale in cui sono riproposti tutti i quadri con il nome, l'anno di realizzazione e il luogo in cui sono custoditi. Un'opera che può essere stimolante anche per gli educatori e gli insegnanti che vogliano approfondire sia sul piano dell'arte sia su quello lessicale.

In catalogo esistono altri titoli: "Pop al pomodoro" (dedicato a Andy Warhol, qui la scheda), "La cameretta di Van Gogh" (al momento non disponibile, qui la scheda), "Chagall. Autoritratto con sette dita (qui la scheda).