La cura è un altro aspetto irrinunciabile...Non a caso abbiamo scelto un numero ridotto di partecipanti, per aver la dovuta cura nei confronti di ognuno, se la necessitasse, e allo stesso tempo lasciare la libertà di esplorare, in un luogo comunque "protetto", dove gli adulti ci sono sempre per ogni evenienza.
Insomma, pensiamo che stare fuori voglia dire camminare, respirare, parlare, ascoltarsi a vicenda e farsi incuriosire dai luoghi. Ho avuto modo di ascoltare e parlare con diversi preadolescenti e adolescenti, raccontarmi tanti pezzetti di loro e ne sono grata, perché penso che questo non sia così scontato.
Forse complici sono stati quei sentieri dove gli unici esseri viventi erano gli alberi che ci davano riparo con la loro ombra.
Naturalmente la mia Sally è stata una fedele mascotte tutto il tempo, anche se voleva sempre passare avanti quando c'erano le strettoie...
Non è mancata neanche la gita all'Adventure Park le Pigne
La vita comunitariaIl bello del residenziale è quello che c'è oltre la giornata classica. Il risveglio godendosi il silenzio mentre tutti sono addormentati. In questo caso vedere il sole sorgere tra i monti mentre apparecchiavamo fuori. Il rientro, la sera. La notte...
Abbiamo condiviso colazioni, pranzo e cena, lasciato spazi non strutturati a bambine, bambini, ragazze e ragazzi da 7 a 14 anni, 15 residenziali (altri 4 erano non residenziali). Ci siamo abbracciati profondamente al mattino, godendoci il sole che sorgeva, per darci la carica. Ci siamo goduti le notti stellate che arrivavano e le grida festose dei ragazzi, che non infastidivano nessuno. Abbiamo chiesto a tutti di dare una mano, dal pulire i piatti all'aiutare in cucina, fino a preparare cocktail prelibati (ma questo è un dono che ha fatto Pietro ad alcuni ragazzi, che spero ne facciano tesoro: virgin pina colada o virgin mojto).
Ho assaggiato la carbonara vegetariana e un pesto impreziosito con la menta, ma di questo voglio parlarne poi.
Gli incontri con il corpo e con il boscoAngelo e Antonella ci hanno donato del tempo per scoprire la parte selvatica in noi
e Pietro quella spirituale (per conoscere il Lama Michel, che abbiamo incontrato dal vivo venerdì, seguirà post), incominciando da un bellissimo fuoco acceso la prima sera dove i ragazzi hanno buttato i biglietti dove avevano scritto quello che non piaceva di loro e quello che desideravano diventare).



Angelo ci ha fatto scoprire come esprimere la consapevolezza del nostro stare nel qui e ora attraverso la frase "come sto", declinandola in pensieri o immagini. Ne sono sorte di bellissime e questo è diventato un rituale molto coinvolgente (che ora ho iniziato a praticare anche all'asilo del Bosco di Milano dove collaboro da un anno). C'è chi si sentiva un "deserto di ghiaccio" e chi un "sole all'alba che aspetta un nuovo giorno", chi "una foglia con la rugiada", "una nuvola che si dissolve", "come un peluche", "un coniglio che salta", "una capra senza pelo", "una quercia millenaria", "un cielo parzialmente soleggiato", "un pesce blu", "terra bagnata con funghi e piccoli germogli", "una gallina che riceve una sculacciata dal padrone" "acqua limpida" "un fiore dopo che ha piovuto", "una goccia di pioggia che si dissolve nell'oceano", "il bambin Gesù".


Nel bosco Angelo ci ha invitato a respirare profondamente, chiudere gli occhi e trovare un luogo che sentissimo casa, una tana dove trovare rifugio. Sono usciti dei progetti bellissimi, sviluppati nel corso della settimana, arricchiti con entusiasmo e cura. Piccoli capolavori che restano ancora a Mirabello.
Antonella ci ha portato a riflettere sulla religione e sull'apertura che dona quella buddista anche a chi non crede e invitati a risvegliare il corpo e portare attenzione sui gesti e sulla nostra presenza. Ci ha invitato a dipingere lo spazio con il corpo, a curare la postura, a esplorare lo spazio intorno a noi e in relazione agli altri, Siamo diventati alberi, abbiamo scritto il nostro nome con il corpo nei modi più disparati. Ci siamo nutriti di bellezza e io ho goduto di questi tempi in cui ho fatto esperienza insieme agli altri membri del gruppo.
Ogni giorno ci siamo avvicinati a uno dei pilastri del buddismo grazie a Pietro...
Sono stati giorni intensi, molto gratificanti e pieni di sorprese. Con compleanni festeggiati e feste a sorpresa.
Non potevamo chiedere di meglio per questo gruppo di giovani persone speciali che i genitori ci hanno affidato e ci continuano ad affidare ogni anno e a cui siamo grati.
Una bellissima esperienza che speriamo possa proseguire il prossimo anno e che verrò estesa anche ai ragazzi più grandi, finché lo vorranno e ci vorranno.
Insomma siamo aperti ai curiosi, esploratori che vogliono vivere tempi e spazi diversi, in comunità, sempre fuori e senza tecnologia. Scoprendo la bellezza dei giochi insieme e la lettura condivisa.
PS un grazie di cuore a chi è stato accanto a noi ma dietro le quinte, facendo funzionare tutto a meraviglia, dunque alla nostra amministratrice Paola a
Micol e Silvia, che hanno curato la comunicazione.
Insomma, Dragolago è fatta da tante persone che mettono il cuore nei progetti e solo così riusciamo a realizzarli. Last but not least grazie al nostro presidente Marco Peduzzi.
PS Sally ringrazia per le passeggiate e per le coccole ricevute.