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domenica 3 agosto 2025

Avventure e panorami mozzafiato






Il Mottarone da qualche tempo è diventato per me un rifugio dove potermi ritrovare, un luogo dove respirare e godere non solo dei monti e dei panorami, ma dove mi sembra quasi di raggiungere le nuvole e l'infinito.

Anche se sembra affollato, per fortuna le persone si disperdono, i sentieri sono talmente tanti che è difficile incontrare qualcuno e se succede si tratta di un appassionato di montagna.

Quest'anno per la prima volta abbiamo osservato i gheppi con la loro tipica postura "a spirito santo",con la quale rimangono in verticale e immobili con le ali spalancate.

I prati sono lasciati liberi di crescere, sia per proteggere le specie, sia per consentire il pascolo delle vacche.

In alto i faggi sono molto diversi da quelli che si incontrano salendo dal lato di Armeno (NO), che appaiono alti e slanciati, con un unico tronco e le branche che compaiono da una certa altezza. Qui sono intricati, con molti tronchi che si dipartono da un'unica base, si intrecciano e a volte si fondono, la struttura è prostrata. Da lontano quando sono pieni di foglie appaiono quasi tondeggianti, solo da vicino si osserva questa complessità.

Non sono esperta e vorrei andare in giro con qualche appassionato/a per scoprire i nomi delle montagne che si osservano, dei paesi e persino dei laghi oltre al Lago d'Orta e al Lago Maggiore.

Sulle alture e tra le eriche è pieno di fiori e insetti, le farfalle la fanno da padrone insieme a cavallette e altri ortotteri, che quest'anno creavano un sottofondo molto intenso.





Per chi volesse mangiare consiglio il Rifugio Genziana (qui) dove si può gustare la tipica polenta con formaggi o pasticciata e altre delizie.

lunedì 12 luglio 2021

Esploratori in paradiso: alla scoperta del biacco



Venerdì scorso, passeggiando lungo il "viale dei castagni", Sally ha avuto un atteggiamento strano: avvicinandosi a un castagno maturo, si è subito ritratta. Poco dopo, Andrea - 10 anni e mezzo - osserva in quel punto un serpente. Per la prima volta, in questi luoghi, ci siamo dunque trovati faccia a faccia con un giovane biacco, incuriosito e forse spaventato allo stesso tempo per la nostra presenza. Ci siamo subito premurati di legare il cane a un albero e ci siamo messi a osservarlo a distanza. Non appena provavo ad avanzare di pochissimo, il serpente iniziava a muoversi verso di me in modo sinuoso agitando la lingua. Stava cercando di comprendere chi avesse di fronte?

Ho fatto un breve video, anche perché non volevamo disturbare troppo il serpente, ma non potevamo non rimanerne affascinati. 


Qualche notizia in più

Il biacco - noto anche come biacco maggiore o colubro giallo-verde (Hierophis viridiflavus) - è un serpente comune che si trova in ogni tipo di habitat naturale e semi-naturale, ma predilige ambienti aridi, aperti e con buona copertura di vegetazione: cespugli, siepi, macchia, boschi aperti (decidui e misti), aree coltivate, giardini rurali, strade, rovine, muretti a secco. Elencata in appendice II della Convenzione di Berna (qui), tra le specie rigorosamente protette (compare con la vecchia dicitura specifica Coluber viridiflavus) e in appendice IV della Direttiva Habitat (92/43/CEE), qui, relative alle specie animali e vegetali di interesse comunitario che richiedono una protezione rigorosa. 
Dunque, anche se comune, il biacco è un rettile prezioso. Il biacco non è velenoso ma può essere all'occorrenza mordace, ovvero se infastidito o se si sente in pericolo può mordere. Il suo corpo è slanciato e presenta una coda lunga e sottile e il muso arrotondato con occhi prominenti con
pupilla rotonda (memoranda: le vipere hanno la pupilla disposta verticalmente, la testa triangolare e il corpo tozzo). La colorazione è scura sopra (dorsalmente) con macchiettatura chiara dal giallo al biancastro. Sul tronco le macchie tendono a formare bande trasversali. Il ventre (parte sotto) è chiaro e va dal giallo chiaro al bianco-grigio.

Molto veloce ed agile, anche se è prevalentemente terricolo, si può trovare su arbusti e rami bassi. Gli accoppiamenti avvengono tra la fine di aprile e maggio e i maschi compiono combattimenti ritualizzati; le femmine depongono le uova (da 5 a 15, ovali, delle dimensioni di 2/4 cm) in estate, una volta l'anno, spesso aggregate in nidificazioni comuni. Le uova si schiudono dopo 6/8 settimane, quindi a fine agosto/settembre e alla nascita i biacchi sono lunghi una trentina di centimentri.
Il biacco ha un'alimentazione  -spettro alimentare o trofico - molto ampia e si nutre di anfibi anuri (privi di coda, quindi rane o rospi), uccelli, micromammiferi (topolini), insetti ortotteri (es. cavallette) e sauri (lucertole). Caccia a vista inseguendo la preda sul terreno o nella tana: una volta localizzata la afferra mordendola e la ingoia (inghiottendola senza masticarla) ancor viva.
Il biacco caccia a vista inseguendo attivamente le prede sul terreno o ricercandole in
tana (Capula et al., 1997). Come le altre specie di Colubrini, una volta localizzata la
preda, questa viene morsa e trattenuta mentre il serpente la avvolge in una o più spi-
re del corpo. L’azione di costrizione non è molto efficace nel genere Hierophis e per
questo nella maggior parte dei casi la preda è ingoiata ancora viva
Il biacco caccia a vista inseguendo attivamente le prede sul terreno o ricercandole in
tana (Capula et al., 1997). Come le altre specie di Colubrini, una volta localizzata la
preda, questa viene morsa e trattenuta mentre il serpente la avvolge in una o più spi-
re del corpo. L’azione di costrizione non è molto efficace nel genere Hierophis e per
questo nella maggior parte dei casi la preda è ingoiata ancora viva
Il biacco caccia a vista inseguendo attivamente le prede sul terreno o ricercandole in
tana (Capula et al., 1997). Come le altre specie di Colubrini, una volta localizzata la
preda, questa viene morsa e trattenuta mentre il serpente la avvolge in una o più spi-
re del corpo. L’azione di costrizione non è molto efficace nel genere Hierophis e per
questo nella maggior parte dei casi la preda è ingoiata ancora viva
La specie sverna negli ambienti più vari: sotto cataste di legna, petraie o tane abbandonate, dove rimane fino a marzo.