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venerdì 6 maggio 2016

Giuliano Pisapia: il sindaco amico dei bambini



Ci sono giornate speciali in cui ti senti fiera di appartenere non solo a una sfera di valori ma a una famiglia. Ieri sera è stata una di quelle. Sono stata insieme a un papà amico Giovannij Lucci (ne ho parlato qui), che si candida per il Municipio 3 (capolista Caterina Antola, ne ho parlato qui) al Barrio Alto in occasione dell'apertura della campagna elettorale di Daria Colombo, moglie del cantantautore e artista Roberto Vecchioni. Tra gli invitati c'era anche il sindaco Giuliano Pisapia e sono ancora emozionata per le parole che ho ascoltato, che mi porterò nel cuore e che vorrei condividere con chi avrà voglia di leggere cosa ha detto.
Mi hanno riportato al lontano 2011, quando per l'unica volta, come famiglia, abbiamo accompagnato quello che sarebbe diventato il nostro sindaco a conquistare in modo travolgente Milano, contro ogni previsione. Una campagna fatta di emozioni e affetto, di valori.
Penso di non essere comunque la sola a essersi emozionata ieri sera...


Il sindaco e i bambini

"Una delle prime cose di cui voglio parlare sono i bambini e le bambine. Una delle cose di cui sono più orgoglioso è che recentemente l'Unicef indicato Milano come “La città delle bambine e dei bambini”. Credo che sia una cosa fantastica, che non dimenticherò mai. Perché mi ricordo che uno dei primi passi che mi hanno portato alla candidatura sia stata una domanda posta da alcuni amici che hanno quattro figli, che mi hanno chiesto "perché ti candidi?" E io ho risposto: per loro. Questo riconoscimento, che mi rende felice, è una realtà realizzata grazie al contributo di tante persone che ho conosciuto, tanti bambini e tante bambine con cui mi sono confrontato quasi quotidianamente. E sapete quanto il confronto e l'ascolto siano importanti. 

Se si "crea" una città a misura di bambini, allora la città è a misura di tutti. 

Non so se lo sapete ma il mio pranzo è una banana. In genere non mangio perché altrimenti non riesco a lavorare.
Per me è stata una ricchezza incredibile andare a mangiare nelle scuole (facendo una cosa a quando mi occupavo di giustizia, quando visitavo le carceri). 
Quando vado nelle scuole faccio come quando andavo nelle carceri: non avviso prima. Entravo, chiamavo il direttore, e dicevo sono qua, da solo, sto girando. Questo è stato fondamentale, perché ha impedito che non vedessi le cose che non volevano fami vedere. Ho visto cose tremende.

La politica non è professione ma generosità
Sono stato parlamentare e ho lasciato l'incarico sia come parlamentare, sia ora come sindaco per dare questo segnale: la politica non è una professione ma generosità. 
Vedere oggi in televisione deputati che erano deputati nel 1996, quando ero deputato anch'io, penso che sia una cosa vergognosa. Questa amministrazione, questa città hanno dimostrato che questa non è la strada da percorrere. Al mondo di chi crede alla possibilità di fare politica dal basso e a una cittadinanza attiva.

A pranzo con i bambini
Ora vado in un luogo molto più gioioso e bello, che guarda al futuro, di persone che hanno l'innocenza e non la responsabilità. Con i bambini dunque faccio la stessa cosa: all'inizio era divertente, entravo e le ausiliarie mi chiedevano: vuole parlare con il dirigente scolastico?... Non c'è..  lo chiamo? E io rispondevo: non importa, sono qua, a parlare e mangiare con i bambini ma non è un'ispezione. Voglio venire per capire. 
E' bellissimo perché passo nelle classi, li saluto, poi in fila con loro vado alla mensa, faccio un po' di giochi di prestigio per suscitare simpatia e si divertono da matti (tanto che un mio collaboratore per il mio compleanno lo scorso anno mi ha regalato una scatola di giochi di prestigio).

E poi però parlare con loro, con le insegnanti, con i genitori presenti è stato importante anche per capire se il cibo era buono. Vi assicuro che è buono. Certo, non sempre, può capitare qualcosa che non va.
Poi parlo e cerco di capire con i bambini e mi sono accorto subito di quelli che avevano bisogno di portare del cibo a casa: allora ci è venuta questa bellissima idea del "Io non spreco”, un'iniziativa per cui i bambini se vogliono possono portare a casa pane o frutta che non mangiano. Anche questo è un livello educativo, una "battaglia" che abbiamo fatto a livello di sprechi alimentari. 

I bambini a Palazzo Marino
Un altro momento bellissimo, se posso, è invitare le classi a Palazzo Marino, ci mettiamo in Sala Orologio, che è la sala più bella, ci mettiamo per terra e vi assicuro che è un momento bellissimo perché mi fanno delle domande difficili. E questo è bello, perché mi mettono in difficoltà. Non sono domande preparate."

Ricordo ancora quando, con Andrea nella fascia, come tutti i cittadini sono andata a salutare il mio sindaco a Palazzo Marino. Abbiamo fatto la coda come tutti e gli abbiamo stretto la mano. Andrea è stato un angelo. Marco invece ha vissuto la campagna elettorale dal vivo, sul campo e mi chiede spesso: ma è vero che Giuliano è sindaco di Milano? Sì, Giuliano è sindaco di Milano. Così verrà ricordato da molti bambini.

Mi riserbo di riportare in un altro post un'altra parte di intervento, altrettanto interessante, insieme ad alcuni momenti chiave della serata in cui anche le musiche di Roberto Vecchioni mi hanno emozionata non poco.

lunedì 21 marzo 2016

La giornata dedicata alla sindrome di Down, Lo zaino di Emma, Il pentolino di Antonino e una maratona per AGPD



Ricorre oggi 21 marzo, come ogni anno, la Giornata Mondiale dedicata alle Persone con Sindrome di Down (World Down Syndrome Day o WDSD link qui). La data non è stata scelta a caso, ma ricorre il 21° giorno del 3° mese dell'anno, per indicare  la trisomia (triplicazione) del cromosoma 21 che causa la sindrome di Down. Il 19 dicembre 2011, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite (ONU) ha dichiarato il 21 marzo la Giornata Mondiale dedicata alla sindrome di Down, da osservare ogni anno a partire dal 2012 invitando "tutti gli Stati membri, le organizzazioni pertinenti del sistema delle Nazioni Unite e altre organizzazioni internazionali, così come la società civile, tra cui organizzazioni non governative e il settore privato, a osservare la sindrome di Down la Giornata mondiale in modo adeguato, al fine di sensibilizzare l'opinione pubblica di sindrome di Down". Alcuni link interessanti: qui, qui.
"Le persone con sindrome di Down, in condizioni di parità con le altre persone, devono essere in grado di godere dei diritti e delle pari, sia come i bambini e gli adulti. Ciò include la possibilità di partecipare pienamente alla loro comunità.
La realtà per molti è che prevalgono atteggiamenti negativi si traducono in aspettative basso, la discriminazione e l'esclusione, la creazione di comunità dove i bambini e gli adulti con sindrome di Down non possono integrare con successo con i loro coetanei.
"



La Conferenza internazionale delle Nazioni Unite sulla Sindrome di Down
Da cinque anni a questa parte si tiene la conferenza internazionale sulla Sindrome di Down presso la sede delle Nazioni Unite ed è organizzata da Sindrome di Down International e promosso ogni anno da Missioni permanenti degli Stati membri delle Nazioni Unite e dalle agenzie internazionali e dalle organizzazioni non governative. La Conferenza affronta ogni volta un tema diverso, che mira in generale per far avanzare i diritti umani delle persone con sindrome di Down e disabilità, attraverso la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (UNCRPD) e altri strumenti sui diritti umani. I relatori provengono da Paesi di tutto il mondo e hanno diverse competenze e qualifiche. 
Al quinto meeting della Conferenza mondiale sulla Sindrome di Down a New York (qui un video di presentazione e qui un videomessaggio) ci sarà oggi Martina Fuga, Consigliere di CoorDown ONLUS Italia, che porterà l'intervento su "Come costruire una cultura inclusiva: Comprendere la sindrome di Down attraverso la lente della diversità". 
PS qui trovate la relazione che Martina Fuga ha tenuto alle Nazioni Unite e che ha postato sul suo blog Imprevisti oggi 31 marzo.

Il video di Coordown #HowDoYouSeeMe
CoorDown Onlus (Coordinatore delle Associazioni italiane di persone con sindrome di Down Syndrome) celebra la Giornata Mondiale di Down celebra la giornata dedicata alle persone con sindrome di Down attraverso una campagna di comunicazione sociale internazionale realizzata, attraverso la collaborazione con agenzia pubblicitaria Saatchi & Saatchi, (sede di New York). 
Quest'anno il cortometraggio si intitola "How Do You See Me?" ovvero "Come mi vedi?" (qui il link per vederlo, la foto è quella a inizio post) ed è stato diretto da Reed Morano e ha avuto come protagoniste l'attrice americana Olivia Wilde, ambasciatore di varie associazioni senza scopo di lucro e AnnaRose, una giovane ragazza con sindrome di Down (qui la sua associazione Anna Foundation) che racconta la sua vita. Un video emozionante contro i pregiudizi, che mostra come si possa vedere la propria vita con occhi diversi a seconda di chi la guardi, dal di dentro o dal di fuori. E su come si possa essere felici e realizzare una vita piena. Gli hashtag ufficiali sono #HowDoYouSeeMe e #WDSD16. Guardate il video e fate girare! Vi invito anche a leggere il bellissimo post di Martina Fuga sul suo blog Imprevisti (qui). Qui anche il pezzo di oggi sul Corriere della Sera nella rubrica Invisibili (grazie Martina Gerosa per la segnalazione!).

AGPD
Martina Fuga fa parte anche di AGPD onlus, (Associazione Genitori e Persone con Sindrome di Down), come si legge sul sito (qui) è "un punto di riferimento in Lombardia per le persone con sindrome di Down e per le loro famiglie. Si batte da sempre e opera per l’integrazione, il rispetto, la dignità e la maggior autonomia possibile delle persone con sindrome di Down". Ora capitanata da Rita Viotti che, pur nella sua discrezione, ha dato una impronte di forte pragmaticità portando avanti l'associazione con iniziative davvero interessanti e alla portata del mondo esterno, per far conoscere la sindrome di Down attraverso campagne informative speciali.
All'interno del sito si possono vedere i progetti realizzati e in corso (qui). Qui invece si racconta come l'associazione lo scorso 12 settembre abbia incontrato il sindaco di Milano Giuliano Pisapia "con la sua capacità unica di essere vicino ai cittadini milanesi." Per il suo incredibile lavoro AGPD il 7 dicembre 2015 ha ricevuto l'Ambrogino d'oro, uno dei riconoscimenti più ambiti nella città, (qui il comunicato ufficiale).
Ma AGDP, sempre proiettata verso il futuro, lancia una nuova sfida, che vi invito a raccogliere: la  Milano Marathon 2016. Dopo l'esperienza dello scorso anno, l'associazione invita tutti per una staffetta il 3 aprile per le strade di Milano. In questo caso la corsa sarà legata al progetto: Liberi di scegliere. Liberi di abitare. Non importa se siate staffettisti o maratoneti. Se non amate correre potete anche invitare gli amici a una raccolta fondi. Per gareggiare occorre versare una quota minima che potete incrementare con le loro donazioni. Per la staffetta (quattro partecipanti) compilate il modulo qui, per la maratona (42,195 Km) se volete partecipare come singoli compilate il modulo qui. Altre info sulle quote di iscrizioni qui. Qui la rete del dono. Per info: maratona@agpdonlus.it


Lo zaino di Emma

Oggi mi sembra il giorno giusto per parlare di un libro "Lo zaino di Emma" di Martina Fuga, edito da Mondadori, (di cui hanno già parlato tutti: le principali recensioni le trovate riassunte qui) che ho letto tutto d'un fiato a marzo 2015 anche se in realtà, diversi pezzi del libro li avevo già letti sulla pagina facebook "Emma's Friends" e poi sul blog "Imprevisti".
Essendo al tempo stesso così intimo, prezioso, delicato ma anche potente e dirompente, pieno di domande, ha richiesto parecchia elaborazione prima di raccontarlo. Leggere tutte le riflessioni insieme è stato emozionante e mi ha fatto vedere tutte le fragilità e le potenzialità che ogni mamma ha (anche senza avere un figlio con la Sindrome di Down). Ma i genitori di persone con la Sindrome di Down, oltre ad affrontare tutte le problematiche con cui si ha a che fare quando si diventa genitori, hanno un mondo amplificato.
Come spiega Martina

E allora ripercorriamo con questa mamma i pensieri dalla nascita di sua figlia, i dubbi sul non aver fatto indagini prenatali, il rapporto con il marito che, dopo l'arrivo di Emma, li ha resi ancora più complici (purtroppo non è sempre così, perché immagino che un evento del genere sia davvero sconvolgente). Martina ci conduce attraverso le tappe che penso ogni mamma affronti, la confusione, il desiderio di capire di cosa si tratti, le ansie legate alla salute, lo sguardo degli altri.
Martina scrive "Prima della nascita di Emma non avevo mai conosciuto una persona con la sindrome di Down, un mondo che mi è passato tante volte accanto senza che lo incontrassi davvero. Ora che sono mamma di una bambina con la sindrome di Down, vorrei che lo sguardo degli altri fosse diverso, così come vorrei che anche il mio lo fosse stato da ragazza". La chiave forse sono i bambini che con la loro spontaneità "abbattono il muro del silenzio" perché si ha paura di chiedere e i genitori di persone con sindrome di Down si sentono sempre lo sguardo addosso.
Silenzi imbarazzati.
Poi le ansie da prestazione (che le mamme hanno sempre e comunque nei confronti dei figli, e qui si amplificano), che il proprio figlio non ce la faccia. Non sia in grado. Ma Martina ci rassicura (anche nell'introduzione la dedica è a tutti i figli e a Emma "maestra di vita, radiosa, determinata, felice") perché ogni giorno sua figlia è lì a dimostrarle che può farcela.  

Poi le frustrazioni per il carico di responsabilità che hanno i fratelli di Emma, Giulia "Ci sono bambini che hanno bisogno di tempo per crescere. Questi bambini si chiamano Down" e Cesare.
Negli ultimi anni si è dedicata maggiore attenzione a questo aspetto: per esempio a Torino lo scorso anno si è dedicato il convegno "Fratelli unici" - organizzato da Area Onlus - sui sibling, così vengono chiamati i fratelli dei disabili (ne ho accennato qui).

I capitoli si dipanano affrontando tutto: dalla rabbia alla burocrazia infinita, dalla scuola ai termini spregiativi usati nei confronti delle persone con sindrome di Down, dalle terapie infinite all'arte della pazienza, dalla maratona (Martina è anche una runner e ha fatto nel libro una dedica speciale) al rapporto meraviglioso con il marito e padre dei suoi figli.

Mi piace finire di parlare di questo libro con queste frasi che ha scritto Martina, perché sono collegate a un filo rosso a un albo che amo moltissimo... e di cui vi parlerò subito sotto.

"Quando cerco di spiegare ai bambini che cos'ha Emma, uso la metafora dello zaino"... E' come se Emma avesse uno zainetto pesante sulle spalle, che le complica un po' le cose, le fa fare più fatica in tutto, ma non c'è nulla che non proverà a fare se non lo vorrà. A volte quello zaino contiene solo il necessario, a volte ha un'attrezzatura più pesante, dipende dall'impresa che dovrà affrontare, una gita al parco con due panini e una coca cola o una scalata in montagna con scarponcini, corde e picchetti; più l'avventura sarà impegnativa, più il suo zaino peserà e lei dovrà metterci più impegno e farà più fatica".

 Il pentolino di Antonino


Quando ho letto "Il pentolino di Antonino" di Isabelle Carrier, Kite edizioni, ho pensato subito a un filo rosso che unisse questo albo alla metafora descritta da Martina Fuga.
Antonino è un essere speciale, a cui un giorno è capitato in testa un pentolino. Non si sa perché.
Fatto sta che da allora nonostante sia molto sensibile, abbia un grande senso artistico, la gente lo trova strano. Lo trova diverso.
Insomma, il pentolino gli complica la vita e le relazioni con gli altri.

All'inizio, dopo una fase di rabbia, Antonino decide di nascondersi...
finché non conosce una persona straordinaria...
che gli fa vedere le cose da un'altra prospettiva. Gli "insegna a convivere con il suo pentolino" (accettazione di sé). Gli mostra i "suoi punti forti" e addirittura, gli confeziona una "saccoccia" per il suo pentolino.
Mi piace festeggiare così la giornata dedicata alle persone con la Sindrome di Down e alle mamme che ho conosciuto in questi anni. Per me speciali (anche se non amano farselo dire).

giovedì 14 maggio 2015

Milano Mille Storie di Babalibri



Sabato 16 maggio, ore 15 alla piazza dei Mercanti c'è il primo dei due appuntamenti (il secondo sarà sabato 23 maggio ore 15 in piazza Sant'Eustorgio), in occasione di Expo, per poter conoscere cos'è Milano MilleStorie un libro scritto da Patrizia Zelioli, illustrato da Giulia Orecchia e pubblicato da Babalibri.


Nei due appuntamenti in programma, gratuiti (ma i posti sono limitati a 30 persone, tra grandi e piccini, quindi se interessati scrivete subito a info@milanomillestorie.it) 


l'autrice si trasformerà insieme a...

Barbara Archetti ...

... e Cristina Zeppini
 in una cantastorie per raccontare alcune curiosità su questa nostra città molto ricca e bella ma anche poco conosciuta.

Storie di luoghi e storie di persone. Patrizia mi ha raccontato che l'idea le è venuta alcuni anni fa e ha iniziato a leggere e studiare per oltre un anno (a partire da un libro per lei fondamentale del giornalista e scrittore Guido Lopez insieme a Silvestro Severgnini, Milano in mano, la cui prima edizione risale al 1965, ma qui si parla della guida aggiornata per Expo).

La guida non vuole essere la replica di una guida per adulti a misura di bambino ma un modo per incontrare i bambini di oggi (infatti, la guida è accompagnata dal sito http://www.milanomillestorie.it/ in cui si possono trovare contenuti aggiuntivi - alcuni disponibili per tutti, altri extra per chi acquista il libro tramite un apposito codice - percorsi con storie aggiuntive geolocalizzate sulle mappe, audiostorie da ascoltare... Insomma c'è anche una parte aperta alle nuove tecnologie e un apposito apparato social (twitter e facebook).

La guida riporta anche una presentazione del sindaco Giuliano Pisapia, che pare proprio si sia divertito a leggerla. Se volete qui sotto vi dice anche il perché.

La prima cosa interessante che si scopre da Patrizia è che tanti "numi tutelari" di Milano non erano affatto milanesi (uno per tutti Sant'Ambrogio che veniva dalla Germania, ma per me è stato sorprendente scoprire che Sant'Agostino era nordafricano), quindi Milano è davvero la città dell'accoglienza e il mio pensiero torna al neonato Mudec di cui ho parlato qui.

La guida è suddivisa in sette parti che si legano alle vecchie porte della città e all'arco della Pace per arrivare al cuore di Milano rappresentato dal Duomo.

Qui si parla di palazzi e personaggi (come il conte Giulio Renato Litta Visconti, unico milanese diventato cavaliere dell'ordine di Malta, che ha sconfitto i pirati ed è diventato un eroe in Russia), dei dolci (come quella del panettone)...  Si scopre che San Vittore era un legionario romano detto "Il Moro," venuto dall'Africa e martire (ucciso per la sua fede cristiana), protettore dei carcerati. Sepolto nella basilica di Sant'Ambrogio, nella cappella di "San Vittore in ciel d'oro", fu poi spostato nella chiesa di San Vittore al corpo. "Ma i monaci benedettini di Sant'Ambrogio, per nulla contenti di questo cambiamento, si procurarono un falso corpo del santo!"
 Si narra anche del perché Sant'Ambrogio (ci avete mai fatto caso?) abbia due campanili...

Insomma, vi ho incuriosito abbastanza? Se non siete soddisfatti vi consiglio di prenotarvi e seguire le narratrici che ne stanno inventando di belle, inoltre dal 21 maggio potrete trovare la guida in libreria.