lunedì 18 aprile 2016

"Amleto" del National Theatre al cinema nelle sale italiane solo il 19 e 20 aprile

Una delle produzioni visivamente e atmosfericamente
più strabilianti che io abbia mai visto.
Time Out


Martedì 19 aprile e mercoledì 20 aprile nelle sale italiane sarà possibile assistere al cinema alla rappresentazione di Amleto del National Theatre (qui il link) di Londra, che vede protagonista Benedict Cumberbatch, conosciuto ormai al grande pubblico per la fortunata serie televisiva di Sherlok Holmes. Lo spettacolo da record arriva nelle sale italiane in occasione del quattrocentesimo anniversario della morte di Shakespeare (1564-1616) nell’ambito del progetto Shakespeare Lives (qui il link) un importante programma internazionale che, nel 2016, celebra il lavoro di Shakespeare e la sua influenza sulla cultura, l’istruzione e la società in generale, promosso dal British Council, l’ente culturale britannico, e dai partner della campagna GREAT Britain, ovvero il Ministero degli Esteri britannico, UK Trade and Investment e VisitBritain.


Il teatro al cinema
Immaginatevi di essere a teatro e assistere per tre ore a uno spettacolo dal vivo. Eppure siete al cinema. E' la nuova magia di oggi, consentire a persone di tutto il mondo in contemporanea di assistere a uno spettacolo teatrale (girato lo scorso anno!), dove si percepiscono le stesse emozioni vissute quando di fronte a voi non c'è uno schermo ma un palco, e riuscite a vedere le espressioni dei volti, il sudore sulla fronte, il trucco che cola e le fatiche degli attori, messi a dura prova da questa potente interpretazione. Il tutto grazie alla sapiente regia di Lyndsey Turner (qui la sua biografia) e a una meravigliosa scenografia di Es Devlin,  alla semplicità e alla bellezza dei costumi di Katrina Lindsay, il video di Luca Halls, l'illuminazione dell'americana Jane Cox, le musiche del compositore britannico Jon Hopkins. Il progetto propone sul grande schermo la produzione teatrale londinese in lingua originale sottotitolata in italiano.


Il vero protagonista, che ha richiamato ben 225.000 spettatori - che lo scorso ottobre, da 25 diversi paesi, si sono collegati in diretta via satellite con il National Theater di Londra per la trasmissione di Amleto di Shakespeare - è il candidato all'Oscar Benedict Cumberbatch nel ruolo del principe danese della tragedia di Shakespeare. Un record assoluto per il progetto del National Theatre Live, che l'attore ha interpretato da agosto a ottobre 2015 al London Barbican Centre.

Benedict Cumberbatch è "un ardente Amleto a cinque stelle", come è stato definito dal critico teatrale del Daily Telegraph Dominic Cavendish (qui e qui due articoli). In effetti non si può non essere d'accordo. L'attore conquista con la sua recitazione, un'interpretazione non facile, dato che moltissimi attori famosi in passato e al presente hanno ricoperto questo ruolo (sempre  qui i 10 migliori Amleti dei nostri giorni) e in cui riesce molto credibile, pieno di intensità e capace di emozionare anche se è un principe anticonvenzionale.

Come ha raccontato qui in un'intervista, questo è una specie di prova del nove, un cerchio in cui saltare, mettersi alla prova; Cumberbatch ha spiegato che avrebbe preferito farlo prima di diventare padre e che ha dovuto rivivere il suo ruolo di figlio, un figlio che, come si sa si trova da un momento all'altro il padre morto e la madre sposa allo zio fratricida quando il "cadavere è ancora caldo"

Benedict Cumberbatch ha dichiarato "È veramente emozionante poter aprire la nostra produzione teatrale di Amleto a un più vasto pubblico con il National Theatre Live. L'idea che le persone che, per un qualsiasi motivo, non possono raggiungere il teatro possano invece unirsi a noi per una notte nelle sale cinematografiche di tutto il mondo è straordinaria. Ogni proiezione sarà senza dubbio caratterizzata da una propria atmosfera, ma ovunque si stia guardando lo spettacolo, grazie alla brillante squadra del National Theatre Live, sarete proprio nel cuore dell'azione e nel miglior posto disponibile in sala".



La scenografia e i costumi
Mi ha colpito molto, appunto, la scenografia essenziale e al tempo stesso "calda" o fredda a seconda dei momenti, con un inizio avvincente in cui il giovane Amleto si ritrova ad ascoltare al grammofono la canzone Nature Boy di Nat King Cole, che gli fa ripensare al padre e cerca, tra vecchie scatole di legno (quelle che ora chiameremmo vintage), i vestiti paterni alla ricerca del suo odore, di ogni piccolo dettaglio che gli consenta di non dimenticare. Perché lui non riesce a dimenticare ed è pieno di dolore, mentre il resto delle persone che lo circondano, a partire dalla madre, sono di nuovo allegre e spensierate e sembrano già averlo dimenticato. 

Un sapiente gioco di luci riesce a farci capire quando Amleto in mezzo alla confusione si estranea a pensare al suo dolore e a quello che prova (durante il banchetto, dove sul tavolo in mezzo ai boccali di vino spuntano palchi di daini e animali tassidermizzati sono appesi alle pareti). 



I costumi della regina madre Gertrude - interpretata da Anastasia Hille - sono semplici ed eleganti e l'atmosfera è un misto di passato e presente, con un Amleto in maglietta (con tanto di dedica allo scoparso David Bowie) che indossa una giacca lunga con scritto dietro a mano "King" e con scarpe da ginnastica (qui un pezzo dedicato ai costumi).




Intensa ed emozionante anche l'interpretazione della giovane Ofelia impersonata dall'attrice britannica Siân Brooke che compare a osservare le scene con una vecchia macchina fotografica e suona struggenti melodie al pianoforte. 


Delicata e impotente davanti alla finta pazzia di Amleto che la farà crollare, mettendo a nudo tutte le sue fragilità.

La figura dello zio Claudio è interpretato da Ciarán Hinds un attore irlandese - noto per chi come la sottoscritta lo ha conosciuto nella versione del 1995 di Persuasione di Jane Austen - ma non appare completamente negativa, specie nei confronti dell'amore appassionato per la regina, che cerca di accontentare a tutti i costi.



Non mancano colpi di scena (che naturalmente non rivelerò) per cui la scenografia cambia in modo incredibile sul finale, facendoci vivere anche la guerra e mutando l'atmosfera iniziale fino a creare una profonda desolazione che ci porta al finale.


Mi piace anche l'idea finale di lanciare un messaggio a favore di Savethechildren e in particolare per i profughi siriani: sulla pagina facebook (qui) dell'attore è stato segnalato che al 10 aprile sono stati raccolte più di 150mila sterline. Qui un altro articolo più vecchio del Guardian sull'argomento.


Qui anche il link al suo sito e in particolare alla pagina dedicata ad Amleto.
Alcune notizie su Benedict Cumberbatch: pluripremiato attore teatrale, televisivo e cinematografico. I suoi recenti lavori teatrali per il National Theatre includono Dopo la Danza e la produzione teatrale di Danny Boyle Frankenstein, grazie a cui ha ricevuto un Olivier e riconoscimenti della critica come migliore attore dall’Evening Standard e dal Circle. Attualmente è meglio conosciuto per aver interpretato il ruolo principale in "Sherlock" della BBC e lo si vedrà il prossimo anno, nel ruolo di Riccardo III in The Hollow Crown: The Wars of the Roses
Tra i film in cui ha lavorato: Tinker Tailor Soldier Spy, Star Trek Into Darkness, 12 Anni Schiavo, Il Quinto Stato, August: Osage County e il ruolo di Smaug nella trilogia de Lo Hobbit. Cumberbatch è stato nominato ai BAFTA, al Golden Globe e agli Oscar per il suo ruolo come Alan Turing nel film The Imitation Game.



Se volete vedere il trailer di Amleto, lo trovate qui.
Presentato in anteprima al Torino Film Festival, lo spettacolo verrà trasmesso nei cinema italiani domani e dopodomani: l'elenco delle sale disponibili lo trovate su www.nexodigital.it)
Naturalmente, se riuscite, non perdetevelo!

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