I temi che mi stanno a cuore spaziano dalla fotografia alla Natura, dagli albi illustrati all'educazione, dalla biodiversità alla creatività, dalle notizie giornalistiche alle attività con i bambini. Ho scelto di chiamare il mio blog "A casa di Anna" perché spero che vi sentiate un po' a casa. Mettetevi comodi e leggete. E se avrete voglia di commentare mi farete solo piacere. Buona navigazione.
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domenica 4 marzo 2018
"Monky" di Dieter Schubert, Lemniscaat
"Monky" di Dieter Schubert, Lemniscaat è un albo senza parole che è conquista subito un posto nel cuore di grandi e piccini. Devo ringraziare Ibby Italia (qui la pagina fb) e la mostra sui silent book che ho seguito qualche anno fa (post qui) se ho scoperto questo libro (e diverse persone che me lo hanno fatto apprezzare) e ringrazio, oggi, La Libreria dei Ragazzi di Milano (qui il sito) che lo ha ripescato tra i fuori catalogo e lo mette a disposizione in questo mese (vi consiglio di affrettarvi a farci un giro).
Monky racconta la storia di una scimmia di pezza che è il pupazzo preferito di un bambino. Purtroppo durante un temporale la scimmia viene persa. Inutili sono le ricerche di mamma e bambino, sotto la pioggia. Il pupazzo nel frattempo è stato preso da un branco di topi e, successivamente, passa di mano a una famiglia di ricci (che l'accolgono tra loro anche se, nel coccolarla, le lasciano addosso i loro aculei). Seguiamo con trepidazione le vicende di questo animaletto di pezza che, fortunatamente, riuscirà a tornare nelle mani del suo proprietario.
Il formato cartonato consente di sfogliarlo anche con i più piccoli e coinvolgerli a osservare tutti i dettagli presenti nelle illustrazioni.
Una storia perfetta per fare diventare protagonisti i bambini, invitandoli a farsela raccontare. Scoprirete come ognuno darà la sua bellissima e unica versione.
Ecco quella dei miei due figli, che si sono subito appassionati alle vicende della scimmia.
Il racconto di Andrea (sette anni)
"Benvenuti a questa giornata di belle cose. Noi vi faremo ascoltare una bella storia."
C'era una volta una mamma e un bambino: il bambino si chiamava Jake e portava sempre la sua simmietta Widdy e dovevano sempre fare la scorciatoia per andare per andare al più possibile all'asilo. Così la mamma gli faceva fare la strada prima dei cigni, poi dei topi, poi dei ricci. Così loro iniziano a partire e vedono una gazza ladra e vanno alla strada dei cigni per riposarsi un pochino (e c'è ancora la gazza ladra che gli vuole rubare i vestiti...). E poi la mamma e Jake con la scimmietta Widdy scappano perché arriva una bufera.
Per la fretta Jake fa scappare la sua scimmietta e così torna a casa e piange. La mamma gli dice a Jake "Jake dobbiamo trovare per forza questa simmietta nella strada dei topi". Infatti, nella strada dei topi ci sono davvero dei topi che morsicchiano tutto, rompono tutto e rovinano tutto. Sono davvero cattivi. E vogliono rompere tutta questa simmietta che si chiama Widdy.
Questo riccio, un po' furbacchione, vede un topo e gli chiede "Potrei la scimmietta?". L'altro non sente, lui si arrabbia e gliela danno. Così lui se la porta a casa. Povera simmietta Widdy! Poverina, molto povera perché la rovinano adesso i ricci. Il più piccolo sta pensando "Quanto fa uno più uno?", quello medio "Quanto fa 10-8?", quello più grande "Quanto fanno i numeri binari 3+3?". E così arriva e si risolvono le domande. La scimmietta Widdy, poverina, dorme insieme a loro. Al sole del mattino i ricci la portano - con sé - però la mamma e il papà vedono una gazza ladra: eccome se li vuole mangiare! Li vuole mangiare perché sennò non può farsi la sua colazione. Però al posto dei ricci che scappano, gli lasciano la scimmietta.
La gazza ladra la porta al suo nido dove ha rubato: due occhi finti, una dentiera, un orologio d'oro da tasca, una collana d'oro e un occhiale tutto rovinato. La gazza ladra gli stacca un occhio e la simmietta casca in mare e ci sono tantissimi piraña dentro un fiume... scusate un lago. Questi piraña la morsicano e la rovinano e la mettono con tantissime alghe, gli staccano e mangiano quasi tutto il vestito. E un pescatore, che è molto intelligente, pesca questa poverina scimmietta, la porta al suo negozio di animali dove cura tutte le cose. Alla scimmietta gli rimette l'occhio, la ricuce e alla fine la mette nell'acqua, l'asciuga. E' così bella che la mette in vetrina. Il bambino vede la scimmietta e dice al negoziante "Scusi ma quella scimmietta è mia".
Vi è piaciuta la mia storia?
Il racconto di Marco (dieci anni e mezzo)
C'era un bambino di nome Gianni che aveva una scimmia. La scimmia rappresentava il suo migliore amico. La portava dappertutto. Al parco, a vedere le oche. Purtroppo quando la portava a vedere le oche c'era qualche piccolo problema, ma in ogni caso loro due stavano sempre insieme. Un giorno però arrivò un temporale mentre stavano andando dalle oche. Le oche fuggirono e Gianni, in tutta fretta, perse la scimmia. Quando tornò a casa vide che non c'era più la scimmia e si mise a piangere. Allora la mamma, insieme a Gianni, sotto l'acqua, andò a cercare la scimmia. La cercarono invano, ma la scimmia non riuscirono a trovarla. La scimmia in quel momento si trovava in una tana di topi era in pericolo, perché i topi volevano mangiarla. Passava di lì per caso un riccio e vide che i topolini stavano facendo male alla scimmia.
Il riccio riuscì a portar fuori la scimmia e la portò dai suoi cuccioli come piumone per dormire. La scimmia era ricoperta da cima a fondo di aculei. I ricci se la portarono dietro finché a un certo punto arrivò una gazza ladra - come sappiamo le gazze ladre si interessano agli oggetti. La gazza ladra mandò via i ricci e prese la scimmia e la portò in cima al suo nido pieno di cose e di oggetti interessanti.
La gazza ladra iniziò a rovinare tutta la scimmia, le staccò l'occhio, poi la scimmia cadde dall'albero in cui stavano in un fiume/lago dove la trovò un pesce (un luccio) che infine venne pescato da un pescatore che, trovata la scimmia, la portò in un centro medico per pelouche. Qui la riparò da tutti gli infortuni che aveva avuto; poi la lavò e la pulì e l'asciugò. Poi la mise in vetrina sopra a un'altra zebra. In quel momento stava passando di lì Gianni che rivedendo la scimmia chiamò la mamma e disse al negoziante che quella scimmia era sua. Allora Gianni la riavette. E allora Gianni e Monky vissero felici e contenti.
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martedì 22 dicembre 2015
La piscina, Orecchio Acerbo... e Libri Calzelunghe
Consacrato dalla blogger americana di critica letteraria sul suo Brainpicking tra i dieci migliori albi del 2015, La Piscina della coreana Ji Hyeon Lee edito da Orecchio Acerbo Editore è un albo senza parole di grande impatto emotivo. Riesce a catturare l'attenzione, anche dei più piccoli (Andrea, quattro anni e mezzo ne è rimasto "stregato"), e mantenerla fino alla fine, con il fiato sospeso e "un pizzico" di magia.
Un libro fatto di vuoti e di pieni, di grigi e colori, di silenzio e rumore.
Il protagonista, un ragazzino timido e con la faccia paffuta, risulta subito simpatico per il suo sguardo che va oltre. Resta lì. Fermo. In attesa, di fronte a una piscina vuota, che forse nasconde qualcosa (un vortice spezza la monotonia dell'acqua ferma).
Piccolo, di fronte all'immensità di quel bacino d'acqua.
Poi il silenzio, la sua contemplazione, viene interrotta da "un'orda barbarica", una fiumana di gente grezza e assordante, grassa e immersa nelle sue "ciambellone" (come le hanno definite i miei bimbi), che incurante di lui e di tutto, riempie la piscina; e si avverte il frastuono, un rumore tale da farti tappare le orecchie. Trovo ancora più bello che avvenga tutto questo in un albo senza parole. Che la potenza del disegno sia tale da farcelo intuire.
Il ragazzino osa. Prima immerge i piedi nell'acqua, poi in una pagina piena di schiamazzi, urla, strida, pistole a spruzzo, canoe, persone arrabbiate o spaventate, si tuffa. Si intravedono i suoi piedi (a ben guardare...).
E di nuovo una pagina vuota, piena di silenzio e di possibilità. Rende proprio la sensazione che provi al mare quando ti immergi nell'acqua e hai un'altra percezione del mondo, una parte dei sensi annebbiati e il pensiero vaga.
Da qui riprende il colore e avviene l'incontro. L'incontro inatteso con una ragazzina che ha come lui lo stesso desiderio di fuggire da tutta la confusione e di esplorare. Non so perché mi viene spontaneo il collegamento con Viaggio di Aaron Becker (Feltrinelli) di cui ho parlato qui.
E poi uno sviluppo all'insegna della fantasia - come ha detto Marco, il mio più grande di otto anni - dove è possibile incontrare (come avviene spesso nei libri senza parole, dove si passa dal reale al fantastico in un giro di pagina) un mondo inatteso, fatto di pesci strani, rossi con la "bocca a trombetta" che sembrano fare il solletico alle dita, o blu con una sorta di corno, e altri ancora rossi e bianchi che sembrano più tucani che rappresentanti della fauna ittica.
Inutile descrivere ogni tavola.
Bisogna aprire il libro e ammirare insieme tutte le sfumature e dare le proprie interpretazioni: i bambini si staranno nascondendo nei tubi/gallerie da cui escono alcune strane "murene" pezzate con le corna e due denti o staranno giocando a nascondino?
E ancora altri pesci, alcuni "simpatici" come ha detto Andrea, "perché hanno i denti all'insù e uno sguardo buffo", altri con gli occhi strabici, altri ancora con un'"aria severa". Ma i due bambini, impavidi, vi nuotano accanto, a una certa distanza.
Finché... l'incontro di tutti gli incontri. Con una sorta di cetaceo con dentini all'insù e un occhio azzurro dolce, quasi umano, e il pelo sul corpo (che capodogli e balene non hanno), come un cucciolo di foca appena nato, una sorta di gigante buono, di Totoro del mare/piscina...
E poi ancora in giro, a esplorare, finché non si ritorna alla realtà. Che però non sarà più la stessa, d'ora in avanti.
Il libro è dedicato a "tutte le persone che vogliono nuotare il mondo in piena libertà".
PS volevo regalarlo ai miei bambini per Natale ma non ho resistito...
Una disgressione... Libri calzelunghe
Alcune recensioni de La Piscina (tutte sono raccolte qui e aggiornate sul sito della casa editrice) che vi consiglio sono quelle di Marina Petruzio, Luuk Magazine (qui) e Carla Ghisalberti, Lettura Candita (qui). Ne approfitto per segnalarvi che entrambe, insieme a Matteo Biagi, Valeria Bodò, Angela Catrani, Carla Colussi, Barbara Ferraro, Francesca Mariucci, Federica Pizzi, Barbara Servidori, Beniamino Sidoti, Alessandra Starace, Virginia Stefanini, Francesca Tamberlani hanno da poco fondato Libri calzelunghe, letteratura per ragazzi... per filo e per segni,
un progetto che "Parte dal desiderio di conoscerci, o meglio, di ri-conoscerci. Parte dalla Letteratura per l’infanzia, parte da persone che in varia misura si occupano della letteratura per bambini e per ragazzi e che lavorano anche all’interno del mondo web.
Parte, soprattutto, dal desiderio di poterci confrontare rispetto alla letteratura per l’infanzia e per l’adolescenza, di dire la nostra.
Siamo blogger, siamo librai, siamo editor, siamo, finalmente, un gruppo.
Libri Calzelunghe: un progetto per fare rete"
E' bello pensare che ci sia voglia di fare un lavoro di gruppo (e che gruppo! se non li conoscete ancora, anche se dubito, è un'occasione ghiotta per spulciare non solo sul sito ma anche sui singoli blog...), un progettto corale che lasci spazio allo stesso tempo all'individualità e alle peculiarità di ognuno. Potete seguire Libri calzelunghe anche su facebook (qui) o twitter (qui). Ah, con il beneplacito, sulle pagine di Repubblica, della giornalista e scrittrice Loredana Lipperini che potete leggere qui. Il primo contributo è relativo al bianco e al nero.
Che dire se non che una bellissima avventura è iniziata. Un grosso in bocca al lupo!
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lunedì 20 luglio 2015
#senzaleparole Cartoline di pace per Lampedusa nelle Biblioteche rionali milanesi
Si è concluso a giugno il progetto partito a novembre scorso nelle biblioteche rionali milanesi che hanno supportato IBBY (IBBY - International Board on Books for Young People) Italia presentando mostre sui libri senza parole oltre a quella istituzionale, realizzata presso il MUBA (qui e qui trovate info) e incontrando le scuole e in alcuni casi anche le famiglie.
Un'iniziativa che ha riscosso molto successo e riassunta anche nell'articolo uscito su Milano Sud.
Biblioteca Sant'Ambrogio
La prima ad aprire e l'ultima mostra a chiudere i battenti (15/11/2014-15/06/2015), insieme alla Biblioteca Gallaratese, è stata quella organizzata presso la Biblioteca Sant'Ambrogio, grazie forse all'entusiasmo della bibliotecaria per ragazzi Gabriella Marinaccio (ormai nota agli amanti del mio blog dato che ne ho parlato qui e qui) che insieme a Cristina Honorati, Referente Ufficio Acquisto Libri e Progetto Ragazzi, hanno coinvolto così bene i colleghi che il progetto si è esteso al sistema bibliotecario urbano (e oltre...).
Qui sotto vedete "concentrate" le cartoline realizzate nell'ambito di alcuni incontri.
La classe IV della scuola primaria di San Colombano
Classe 2B della scuola primaria di Pescarenico
IV B - Scuola primaria San Paolino
Biblioteca Villapizzone
Riprendo il commento diretto di Gilda Tella che insieme alla collega Lucilla Rigoberto ha inviato a Gabriella le sue impressioni sugli incontri realizzati. Non tutte le classi che hanno partecipato al laboratorio sui Silent Book hanno disegnato la cartolina. La mostra è durata dal 1° dicembre 2014 al 28 febbraio 2015.
Le cartoline esposte sono quelle della classe 1A della scuola primaria Console Marcello accompagnata dalla maestra Rampi. In questa occasione sono stati letti i libri Oh no, In linea, Abbracciami, Telefono senza fili.
I bambini hanno poi avuto modo di guardare e sfogliare i libri in mostra e per concludere hanno giocato al telefono senza fili.
In altre occasioni i bambini si sono cimentati nel gioco del mimo di alcuni titoli dei libri in mostra
In altre ancora sono stati divisi in gruppo e invitati a scrivere i dialoghi delle storie, in particolare Il mio leone, Il bradipo dormiglione, L'onda.
Gilda prosegue dicendo "Mi ha colpito in particolare vedere come ognuno ha scelto di mandare il suo messaggio, la sua cartolina ai "bambini di Lampedusa" così tanto distanti da loro. Molti l'hanno fatto rappresentando delle immagini della storia, altri utilizzando case, parco giochi/ponti o navi che trasportano i libri e le cartoline.
E' piaciuto molto il libro "Oh no" (alcuni bambini infatti hanno riprodotto l'immagine sulla cartolina). In particolare i bambini si sono divertiti a provare ad anticipare cosa sarebbe successo.
Tutti hanno mostrato interesse a guardare i libri in mostra e a giocare con alcuni (es. ricerca del pallone giallo), o a far parlare i personaggi.
La lettura del libro Il telefono senza fili ha dato lo spunto al gioco che, come spesso succede, ha prodotto frasi completamente diverse rispetto a quelle iniziali e grandi risate."
Tutti hanno mostrato interesse a guardare i libri in mostra e a giocare con alcuni (es. ricerca del pallone giallo), o a far parlare i personaggi.
La lettura del libro Il telefono senza fili ha dato lo spunto al gioco che, come spesso succede, ha prodotto frasi completamente diverse rispetto a quelle iniziali e grandi risate."
Biblioteca Baggio
Nadia Antoci racconta che le cartoline sono state prodotte dagli allievi di una classe III e una classe IV della scuola "Nagib Mahfuz" Scuola Araba bilingue (via Stratico 7). Durante i due incontri sono stati letti tanti libri; solo per citarne alcuni Zoom, Il Viaggio, Torte in tavola.
Nadia prosegue "I ragazzi hanno reagito entustiasticamente e hanno coralmente letto i libri proposti, dimostrando coinvolgimento e divertimento. Le cartoline esprimono le suggestioni date dalle letture affrontate, il pensiero rivolto a una persona o un luogo lontani e per un gruppetto di bambine ha rappresentato l'occasione di dedicare un pensiero e/o un disegno alla loro mamma in quanto l'incontro coincideva con la data della festa della mamma in Egitto".
La mostra è durata dal 5 al 28 marzo 2015.
Biblioteca Accursio
Rosa Restelli racconta che le cartoline inviate alcune delle quali già pubblicate su Facebook gruppo sperimentale ragazzi, sono quelle degli studenti della scuola primaria Magreglio II°A II°B, III°B
che hanno apprezzato molto gli album esposti e "letti" in particolare "Onda" di Susy Lee e Il pappagallo di Monsieur Hulo. "Inoltre l 'insegnante della III°B signora Graziella Rocchi con studi di grafica e illustratrice ha portato a scuola le cartoline per far creare anche ai suoi studenti un album illustrato, che forse verrà concluso nel corso del prossimo anno scolastico.
l libri esposti sono piaciuti molto anche a studenti universitari che abitualmente vengono a studiare , adulti che hanno "scoperto" il libri senza parole."
La mostra è durata dal 14 novembre al 14 dicembre 2014.
Francesca Barzo e Mariagrazia Nobile hanno raccontato a Gabriella la loro esperienza. La Biblioteca rionale Gallaratese allestito nella propria sede una piccola mostra con i Silent Book posseduti e proponendo alle scuole attività collaterali fino al 15 giugno.
"Con l’inizio del nuovo anno abbiamo pensato di promuovere l’iniziativa inviando una lettera, insieme al relativo materiale (brochure, depliant, locandina) ai referenti scolastici, con cui abbiamo rapporti di collaborazione ormai da diversi anni, invitandoli a venire con le classi in biblioteca per far conoscere ai ragazzi un libro, quello dei senza parole, che offre un tipo di lettura basata esclusivamente sulle immagini, soprattutto nel caso in cui non ci fosse stata la possibilità di visitare la mostra del MUBA.
La visita sarebbe stata accompagnata da un laboratorio in cui avremmo letto un libro senza parole lasciando parlare le immagini e, infine, proposto ai ragazzi di illustrare la cartolina bianca, appositamente realizzata per l'evento, ispirandosi al silent book.
Purtroppo, la nostra proposta non aveva suscitato alcun interesse, nessuna scuola ci aveva contattato e quando arrivavano le classi per le consuete visite guidate alla proposta del laboratorio con i Silent book le insegnanti rifiutavano optando per altre attività.
Francesca ed io ci siamo interrogate sulla causa di questo rifiuto e abbiamo pensato che probabilmente fosse dettato dalla paura di cimentarsi in qualcosa di insolito, di dare vita a diverse storie possibili che ciascuno avrebbe potuto leggere a suo modo, senza una narrazione precostruita.
Così, durante una visita guidata con una classe, molto motivata, di seconda elementare al termine della tradizionale lettura ad alta voce, abbiamo preso Il telefono senza fili, che per le caratteristiche e le grandi dimensioni delle immagini si presta ad essere visto bene anche da lontano, e abbiamo iniziato a “raccontare” le immagini mostrandole ai ragazzi. E’ stato un successo clamoroso: i bambini si sono uniti a noi, ognuno diceva quello che l’immagine gli trasmetteva, divertendosi tantissimo. Molti bambini hanno chiesto di prendere in prestito un senza parole. Le insegnanti, visto tanto successo, ci hanno chiesto maggiori informazioni sull’iniziativa, prendendo il catalogo della mostra del MUBA e le cartoline bianche che avrebbero fatto disegnare in classe (causa mancanza di tempo) e poi ci avrebbero restituito.
Anche se ormai in primavera inoltrata, abbiamo ripetuto l’esperimento con altre scuole primarie: Cilea 2^ A, Cilea 2^ B e Viscontini 2^ B. Il successo maggiore lo abbiamo avuto con le scuole dell’infanzia “Betti – Visconti” e “Cilea”, probabilmente perché, non sapendo ancora leggere, i bambini si lasciavano completamente guidare dalle immagini e dalle sensazioni che queste trasmettevano loro. Ogni bambino ha letto una pagina del libro, creando, una catena di storie diverse che si intrecciavano tra loro. E’ stata un’esperienza stupefacente anche per gli insegnanti che hanno visto partecipare attivamente bambini timidi, introversi, e quelli con difficoltà cognitive, tanto da ripetere l’esperienza in classe prendendo in prestito alcuni senza parole.
I titoli che hanno riscosso maggior successo tra i bambini della scuola materna (Vado a scuola, Basta pannolini, Due amici in città) sono quelli in cui, sfogliando tra le pagine, hanno potuto riconoscere scene a loro familiari, individuare oggetti noti, che fanno parte della loro vita quotidiana a cui sanno dare un nome. In questo modo, sollecitati dalle nostre domande, hanno saputo individuare i nessi logici esistenti tra le immagini e, con le parole giuste, raccontare ognuno la propria storia.
C’è posto per tutti, Non perdere il filo, Tortintavola. Ma la torta dov’è?, Il telefono senza fili e Il viaggio, sono stati, invece, molto apprezzati dai bambini della scuola primaria.
Nel complesso è stata un’esperienza molto emozionante e stimolante anche per noi perché ci siamo dovute mettere in discussione, liberandoci dal ruolo di adulte e … ritornare un po’ bambine, lasciando libero sfogo alla fantasia, al sogno."
La mostra è durata dal 14 novembre 2014 al 14 giugno 2015.
Non ho parlato della mostra presso la Biblioteca Venezia ma ricordo che trovate info qui (e ho messo anche altri link all'inizio del post).
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mercoledì 1 luglio 2015
Area onlus, la mostra Vietato non sfogliare e Librabile
Se siete in cerca di una raccolta di libri accessibili per bambini con necessità speciali, allora non potete non visitare “Vietato non sfogliare - Libri speciali in mostra”, un'esposizione itinerante ideata da Area Onlus, associazione torinese che “dal 1982 si prende cura di bambini, adolescenti e giovani adulti a cui è stata diagnosticata una disabilità complessa derivante da sindromi genetiche, neurologiche o da esiti di sofferenze perinatali”, come recita la presentazione. Qui potete scaricare un dossier che presenta la mostra, a cura di Scuola Italiana Moderna.
Ho avuto modo di visitare la mostra in occasione del #SalTo2015 (del Salone internazionale del Libro di Torino ho avuto modo di parlare qui, qui qui e qui) e farmi raccontare la storia dell'esposizione dalla psicologa e psicoterapeuta Rossella Bo, consigliere delegato di Area Onlus, che insieme a Elena Corniglia, dottoressa in Letteratura, filologia e linguistica italiana, specializzata in Letteratura per l’infanzia, si occupa di seguire il progetto della mostra che include la migliore produzione editoriale di libri per disabili.
Rossella spiega che “come esseri umani siamo fatti di storie, quindi cercare la storia giusta per ciascuno è importante per diventare lettori.” E prosegue aggiungendo che "avere accesso ai libri è un diritto di tutti": non vedenti, persone con disturbi specifici dell'apprendimento, autistici e sordi. I libri inclusivi impiegano spesso dei percorsi multicodice che aiutano la lettura.
La mostra, ideata da Franco Giulitti, prevede una forma più ampia, che Rossella spera diventi prima o poi permanenente a Torino, e una itinerante, costituita da diverse “casette” in legno cui tetti sono ricoperti dai libri: unità diverse, dedicate a tipologie di libri diversi:
libri tattili con traduzione in braille e lingua italiana dei segni (LIS)
audiolibri
libri ad alta leggibilità (con simboli
pcs, picture communication symbol)
La comunicazione aumentativa è curata in particolare da case editrici come Uovonero. Qui trovate una ricca spiegazione.
libri senza parole
Sui libri senza parole ho parlato molto, se vi siete persi alcuni post vi rimando qui, qui qui e qui.
I libri sono stati accuratamente scelti e per ogni libro è stata fatta una scheda reperibile anche sul sito Di.To (Disabilità a Torino).
Vietato Non Sfogliare "è una mostra di libri per l’infanzia accessibili in caso di necessità educative speciali dedicati al tema della disabilità: un centinaio di testi di recente pubblicazione che costituiscono uno strumento semplice ed efficace di condivisione e di crescita." La mostra è allestibile in spazi diversi, ha un costo - a mio parere - contenuto ed è semplice da montare, tutte le informazioni aggiuntive le trovate qui. Nelle diverse sezioni potrete trovare dalla fotogallery ai posti che l'hanno ospitata fino a una bibliografia dei libri selezionati per l'edizione 2015.
Spendo ancora due parole su Di.To ci si può "perdere" perché è una miniera di informazioni utili. Per esempio, attraverso questo link si accede al Progetto Librabile che come dice l'introduzione "promuove la diffusione e la conoscenza dei libri accessibili per lettori con bisogni speciali e il loro utilizzo attraverso le nuove tecnologie. I libri accessibili uniscono codici diversi, testo stampato anche ad alta leggibilità, Braille, simboli PCS e LIS, aprendo possibilità di letture senza frontiere per tutti e in particolare per bambini e ragazzi con disabilità o difficoltà di apprendimento."
Si può anche accedere a un database dove è possibile cercare libri accessibili e libri sulla disabilità, per poi selezionare il tipo di libro (es. audiolibro, libro per dislessia...) o il tipo di disabilità (intellettiva, motoria, uditiva, visiva, disturbi specifici di apprendimento, ), la fascia d'età (da zero a over 14 anni) o scegliere una ricerca per autore, titolo o parola chiave.
Un patrimonio accessibile a tutti, forse ancora poco conosciuto. Ma da far girare. Come sapete sono amante delle reti e dei contatti, quindi cerchiamo di crearli insieme, di sfruttare quello che esiste e mettere in relazione le persone che operano mettendo al centro i bambini e i ragazzi, qualunque necessità abbiano (anche solo quella di leggere un bel libro o un libro adatto a loro). Mi viene in mente a questo proposito Radio Magica, di cui ho parlato qui. Già due progetti bellissimi che mettono a disposizione gratuitamente molte risorse. Sfruttiamole!
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