giovedì 2 giugno 2016

Istanbul e il Museo dell’Innocenza di Pamuk, al cinema il 7 e l'8 giugno


Uscirà nelle sale italiane  il e l'8 giugno "Istanbul e il Museo dell’Innocenza di Pamuk" (qui il trailer), il film diretto da Grant Gee, prodotto da Hot Property Films in coproduzione con Illuminations Films, Venom, In Between Art Film e Vivo film e in associazione con Finite Films e con ARTE France-La Lucarne, distribuito da Nexo Digital.

Scren shot del film. Innocence of Memory 8 ORHAN PAMUK ©G.Gee

Il film è tratto dal romanzo "Il Museo dell'innocenza" dello scrittore turco Orhan Pamuk (Istanbul, 7 giugno 1952). Al romanzo, nel 2012 è seguita l'inaugurazione del Museo. Come è scritto nel post del blog Scoprire Istanbul (qui il link di una coppia che lo ha intervistato) "in pochi mesi, il museo è già divenuto una delle mete turistiche più frequentate della città, con diverse migliaia di visitatori, ma - come stabilito dallo stesso Kemal nei colloqui con Pamuk quando, alla fine del libro, gli chiede di essere lui a realizzare romanzo e museo - l’esposizione non accoglie più di cinquanta ospiti alla volta, e, dunque, è possibile godere con tranquillità della particolare atmosfera creata al suo interno." Qui il sito del museo. Qui la pagina facebook.


Orhan Pamuk ©Tommy Fitzgerald
Orhan Pamuk writing Studio ©Tommy Fitzgerald
nnocence of Memory 8 ORHAN PAMUK ©G.Gee
Il film dunque ci racconta come l'immaginazione possa diventare realtà grazie all'impegno di un uomo che ama la propria città e ancora una volta Nexo Digital sceglie di distribuire piccoli capolavori che consentono anche a chi non ha la possibilità di viaggiare dal vivo, di viaggiare sullo schermo, al cinema e poter visitare posti e luoghi (e persone) a volte lontani nel tempo o nello spazio.
L'amore per una donna si intreccia magicamente all'amore per una città, che come racconta lo scrittore si può conoscere e comprendere solo se si vive a lungo in essa.

Innocence of Memory 2  ©G.Gee
Innocence of Memory 4  ©G.Gee
Orhan Pamuk, premio Nobel nel 2006 per la Letteratura - ricevuto perché "nel ricercare l'anima malinconica della sua città natale, ha scoperto nuovi simboli per rappresentare scontri e legami fra diverse culture" - ha deciso di investire i soldi del Nobel in questo progetto ambizioso, realizzando al tempo stesso un romanzo e un museo.

©Tommy Fitzgerald
©Tommy Fitzgerald

Nel film, sarete trasportati nella magia di Istanbul notturna, là dove un tempo c'erano orde di cani che venivano rispettati come custodi della città e perché la ripulivano dai rifiuti. Poi, con la rabbia, sono stati sterminati quasi tutti e ora si vedono vagabondare tra i vicoli solo alcuni esemplari.

Bosphorus ©Tommy Fitzgerald
Il documentario si snoda attraverso un racconto a più voci, quello di Ayala, un'amica della protagonista del romanzo, che ritorna a Istanbul dopo tantissimi anni (dopo il colpo di stato militare del 1980 che l'aveva vista scappare fino al rientro nel 2013) e trova una città completamente diversa e va alla ricerca delle sue radici, dei suoi ricordi e si imbatte nel Museo dell'Innocenza dove ritrova parte della sua memoria. E così, con il suo racconto, quello di alcuni abitanti di notte (un tassista, un raccoglitore di spazzatura...)

Orhan Pamuk ©Tommy Fitzgerald
Orhan Pamuk ©Tommy Fitzgerald
e soprattutto stralci di interviste al premio Nobel (che non ha mai rinunciato a vivere nella città natale nonostante le difficoltà che ha incontrato, come anche quella di essere messo sotto scorta, privandosi in parte della sua libertà), si scopre una città che cambia dal giorno alla notte, che è cambiata nei decenni trasformandosi fino quasi a non riconoscerla più.

Il Museo dell'Innocenza: racconti di oggetti, racconti di vita.
Per ritrovarne il fascino discreto basta entrare nel Museo dell'innocenza di Pamuk, che ci conduce in una vecchia casa di un antico quartiere dove si possono ritrovare tantissimi oggetti, simbolo di una città perduta, cambiata, e al tempo stesso ripercorrere un'amore appassionato e totalizzante, quasi ossessivo, come quello di Kemal per la giovane Füsun (qui il lettore del romanzo, ritrova tutti gli oggetti descritti nel libro pubblicato in Italia da Einaudi).


Qui si ritrovano tutti gli oggetti che Kemal ha conservato e "rubato" sin dal loro primo incontro, a partire dall'orecchino da lei perso la prima volta che sono stati insieme (nel 1974), quello che lui ricorderà come "il momento più felice della mia vita", 
 
Innocence of Memory 32 ©G.Gee
Innocence of Memory 33 ©G.Gee

fino alla collezione di 4213 mozziconi di sigarette, raccolte costantemente e ossessivamente ogni volta che l'ha incontrata (anche quando sembrava averla perduta), per ricostruire il profumo delle sue dolci labbra e rivivere un'ebbrezza effimera.
Innocence of Memory 5  ©G.Gee
 Per ricostruire attimi di felicità, Kemal colleziona giorno per giorno - in modo quasi ossessivo - ogni ricordo di lei, dalla scarpa gialla che Füsun si sfilò nel negozio per prendere dalla vetrina la borsa che Kemal voleva acquistare per la fidanzata, e che fece notare a quel giovane di trent'anni una ragazza bellissima e diciottenne di cui si innamorò perdutamente.
Innocence of Memory 15 ©Ara Güler
Scarpe, vestiti, fotografie in bianco e nero del fotoreporter Ara Güler che raccontano un'epoca,

Innocence of Memory 16 ©G.Gee
Innocence of Memory 29 TÜRKAN ŞORAY  ©G.Gee
i melodrammi turchi in bianco e nero, come gli oltre 200 film di TÜRKAN ŞORAY,

Innocence of Memory 17 ©G.Gee
Innocence of Memory 21 ©G.Gee
la magia di oggetti di uso comune (qui in alto le parti del corpo colpite dall'amore e, qui sopra la mappa tracciata da Kemal delle strade di Istanbul da evitare per non incontrare la sua amata).

Il film - e il romanzo - ci insegna che tutti custodiamo nel cuore oggetti che ci portano alla memoria pezzi della nostra vita felice, della nostra infanzia, del nostro passato, che inevitabilmente si intreccia con una città che era diversa e cambia insieme a noi. Del resto, la collezione di oggetti non è altro che una collezione di storie.

Com'è nata la storia
Lo scrittore racconta che ha iniziato a interessarsi dei piccoli musei perché solo lì si può ritrovare la vera anima di una città: cita ad esempio il Museo di Edith Piaf, che riporta alla Parigi degli anni Cinquanta. Suo desiderio era quindi ricreare la stessa atmosfera attraverso un romanzo e un museo, raccogliendo la testimonianza di quello che ormai divenne un amico, Kemal (i due si mettevano davanti agli oggetti e il racconto dell'amico fluiva a volte in modo continuo e ininterrotto, a volte a pezzetti; i due si ritrovavano in soffitta, dove c'era un letto e lo scrittore ha poi ripreso le fila e ricostruito la storia d'amore nel romanzo divenuto ormai celebre dove non si sa quanto la finzione si sia mischiata alla realtà. Ma questa è l'abilità della scrittura).

Innocence of Memory 12 ©G.Gee
Innocence of Memory 18 ©G.Gee
Innocence of Memory 31 ©G.Gee
Innocence of Memory 37 ©G.Gee
Orhan Pamuk racconta anche che gli piace ritrovare le tracce della città vagando di notte, dove può cogliere dettagli misteriosi, atmosfere da sogno (che di giorno sembrano solo "brutture" perché la città diurna è difficile, faticosa). Non a caso quando si entra nel suo Museo l'atmosfera è soffusa e il visitatore è invitato attraverso la voce di Orhan Pamuk a riscoprire quella "malinconia turca":  la magia della case di legno, dei balconi sbilenchi, delle facciate sbeccate, i resti dell'Impero Ottomano che si mescolano alla trasformazione della città rappresentata dai grandi alberghi, dalle grandi strade.

Grant Gee_ ©Tommy Fitzgerald
Grant Gee ©Tommy Fitzgerald
Spiega il regista Grant Gee “Ero consapevole che Orhan aveva immaginato un luogo chiamato Il museo dell'innocenza e nel 2008 aveva pubblicato un grande romanzo con lo stesso titolo. Quello che invece non sapevo era che, due mesi dopo la mia prima visita a Istanbul nel 2012, Orhan avrebbe aperto le porte del vero Museo dell'innocenza. Un museo reale di oggetti reali - i resti e i tesori di un amore tragico che risale a 30 anni prima. Un museo che è diventato immediatamente parte integrante dell'itinerario istituzionale della Istanbul culturale: la crociera sul Bosforo, Santa Sofia, la Moschea Blu, il Grand Bazaar, il Museo dell'innocenza... Un museo reale che è una finzione”.

Non solo a Istanbul l’immaginazione di un grande scrittore è diventata dunque parte integrante dell'immagine stessa della città, ma una delle storie immaginate da Pamuk ha dato origine a un luogo fisico, a un museo vero e proprio da visitare ed esplorare con tutti i nostri sensi. Un tesoro nel cuore di Istanbul: una storia di collezionismo e amore, la celebrazione del potere dell’immaginazione di plasmare la realtà che ci circonda.

Spiega Franco di Sarro, amministratore delegato di Nexo Digital: “Questo è un film strabiliante e penso che la stagione della Grande Arte al Cinema non potesse concludersi in modo più sorprendente: intrecciando cinema, letteratura e arti visive. In questi mesi abbiamo portato sul grande schermo le storie dei pittori più amati, da Leonardo da Vinci a Goya, da Monet a Renoir, e alcuni dei musei più importanti del mondo. Siamo stati nella Firenze rinascimentale e abbiamo scoperto gli Uffizi, ci siamo immersi in quel Tempio di meraviglie che è il Teatro alla Scala di Milano, abbiamo riscoperto le magnifiche collezioni dell’Accademia Carrara di Bergamo ed esplorato i tesori delle Basiliche Papali di Roma. Ora, con ISTANBUL E IL MUSEO DELL’INNOCENZA DI PAMUK, ci spingiamo ancora oltre e ci interroghiamo sull’arte del collezionismo e sulla cultura turca raccontata dal Premio Nobel che ha dato vita al primo romanzo nella storia della letteratura… che è anche un museo vero e proprio”.

ORHAN PAMUK
Orhan Pamuk è nato nel 1952 a Istanbul, dove tutt’ora vive e lavora. Tradotte in tutte le principali lingue, le sue opere sono edite in Italia da Einaudi che ha finora pubblicato: Il castello bianco, La nuova vita, Il mio nome è rosso, Neve, La casa del silenzio, Istanbul, Il libro nero, La valigia di mio padre, Il Museo dell'innocenza, Altri colori, Il Signor Cevdet e i suoi figli, Romanzieri ingenui e sentimentali e L'innocenza degli oggetti. Nel 2006 è stato insignito del premio Nobel per la letteratura. Nella primavera del 2012 Pamuk ha finalmente realizzato il sogno di un progetto decennale, aprendo a Istanbul il Museo dell'Innocenza. Il museo incarna l’omonimo romanzo pubblicato nel 2008. Nel 2014 il Museo dell’Innocenza ha vinto il premio di Museo Europeo dell'Anno.

GRANT GEE
Grant Gee vive e lavora a Brighton, in Inghilterra. Ha realizzato film su anarchici, gruppi rock, scalatori e scrittori. Il suo film sui Radiohead, Meeting People is Easy (1997) ha ottenuto una nomination per i Grammy Awards. Ha anche diretto l'iconico video musicale di No Surprises, uno dei celebri brani del gruppo. Con il film Joy Division ha vinto il Grierson Award per il miglior documentario (2008). The Western Lands è stato premiato come miglior cortometraggio al Banff Film Festival (2008). Il suo film Patience (After Sebald) del 2012, sul capolavoro inclassificabile di WG Sebald Gli anelli di Saturno, è stato presentato in anteprima mondiale al New York Film Festival ed è stato distribuito in sala sia Regno Unito che negli Stati Uniti. Attualmente sta sviluppando il suo primo lungometraggio di finzione, un adattamento da The Lighthouse di Alison Moore.

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