martedì 6 gennaio 2026

Buoni propositi


In passato ho fatto danza e praticato yoga... Ora sono in un momento in cui cammino e basta Spinta anche dai miei figli e per iniziare in un modo nuovo l'anno a venire ho deciso di provare a cambiare qualcosa nella mia routine e ieri ho acquistato un orologio per capire alcuni dettagli.

Ho scoperto, per esempio, che stanotte ho trascorso ben 9 ore e 37 minuti di sonno, di cui 3.36 leggero, 3.54 profondo e 1.58 in fase Rem (Rapid Eye Movements). Effettivamente quando mi sono svegliata, il sogno che stavo facendo è improvvisamente evaporato. Poiché la fase Rem serve al consolidamento della memoria e dell'apprendimento, all'elaborazione emotiva e alla rigenerazione cerebrale forse posso considerarmi soddisfatta. 

Dopodiché, dopo veramente tantissimo tempo, mi sono dedicata allo yoga seguendo due video dedicati al risveglio uno molto delicato (l'ho ripetuto due volte per ricominciare a impratichirmi, qui) e uno tonificante (qui) decisamente strong. Ho scoperto di non avere perso del tutto il mantenimento delle posizioni, anche se ci devo lavorare e che quei gesti a me cari sono ritornati alla memoria.

Infine, prima di pranzo, ho deciso di fare una passeggiata di un'oretta con Sally, sia per approfittare della giornata soleggiata, sia per capire quanti passi in media faccio. Oggi - che era "il giorno dell'Epifania che tutte le feste porta via", ho deciso di "invertire il discorso" e provare a festeggiare e godere delle piccole cose da qui in avanti, ancora un pochino di più.

Appena entrati al parco, un trio molto vivace di parrocchetti dal collare (ha sorvolato sulle nostre teste, mentre canti natalizi risuonavano in tutto l'area (c'era ancora il Villaggio di Babbo Natale). Il sole caldo si faceva sentire sulle gote.
Camminavamo tra persone che correvano e altre che passeggiavano.

Nonostante il tempo, nell'area cani all'aperto il terreno era fangoso e scivoloso, non sentivo i miei passi scrocchianti come l'altro giorno al Forlanini. 
Intorno alla fontana, nella parte all'ombra le foglie erano ancora bianche, coperte da brina.


Gli alberi spogli disegnavano sul terreno una serie di arabeschi e intrecci neri delle linee a volte curve a volte dritte (l'immagine non rende). Chi mi conosce o mi ha letto sa quanto ami osservare come le ombre possano creare disegni ovunque.



Una cornacchia grigia si spostava di qua e di là, saltellando prima, e volando poi, al mio passaggio.




Il momento che trattengo nel cuore è quando siamo passate a trovare i calicanti dalle pallide o più accese foglie allungate: ogni volta che le osservo da vicino e le tocco mi sembrano "croccanti" e "delicate" al tempo stesso, con una consistenza fragrante. Sugli arbusti, attaccati alla prossimità dei rami, ecco i fiori, con l'inconfondibile fragranza. Alcuni sorridevano al sole splendenti e luminosi, altri, caduti ormai già a terra, apparivano più evanescenti ma bellissimi, come piccole ninfee adagiate sulle foglie.



 Non mi resta che augurarvi buon anno, nonostante tutto. Se volete saperne di più sul calicanto (non sarò mai abbastanza grata a Cinzia Chiesa per avermelo fatto scoprire e, soprattutto, avermi svelato la sua "leggenda"), potete leggere anche questo post qui e qui.

venerdì 12 dicembre 2025

"Inverno. Lucilla e i suoi amici" di Marianne Dubuc, La Margherita Edizioni, alla Biblioteca Don Milani di Bonate di Sopra

martedì 2 dicembre 2025

Sull'arteterapia: A colloquio con Tiziana Luciani

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Psicologa-psicoterapeuta, arteterapeuta e giornalista-pubblicista, autrice di libri come "E corrono ancora" Sperling and Kupfer (qui), una revisione del famoso testo di Clarissa Pinkola Estés, Donne che corrono coi lupi. Come si legge dal sito della Casa editrice: "Tiziana Luciani è stata tra le prime psicoterapeute in Italia a occuparsi in modo specifico di donne e di donne che vivono in contesti difficili, impegnandosi in attività di cura e di sostegno. Per i suoi gruppi di lavoro utilizza come riferimento i libri di Clarissa Pinkola Estés, e in particolare Donne che corrono coi lupi. "

Tiziana Luciani lavora soprattutto a Roma, a Milano e a Perugia.



Libro per ragazzi e ragazze ideato per Carthusia e realizzato con Bimba Lindmann



Tiziana è una persona eclettica, di grande cultura sia nel campo artistico sia nel campo della letteratura: quando si prepara a un incontro è sempre piena di citazioni, poesie che servono a dare pienezza e un input ricco per partire. Si torna ricchi di energia, grazie alle mani che lavorano e mettono in moto anche il cuore e i pensieri, in special modo i ricordi (ne ho parlato qui)

Basta leggere questo testo che ho trovato su questo sito qui (Libri Tattili Pro Ciechi) per intuire quanta ricerca continua effettui nel suo lavoro.

Formazione a La Cittadella di Assisi.

Tiziana insegna da quindici anni, cioè dalla sua fondazione, nella scuola di formazione in arteterapia de “La Cittadella” di Assisi. (qui) Mi sembrava, pertanto, la persona più adatta a parlare di arteterapia.


Come sei arrivata a essere arteterapeuta?

Ho da sempre utilizzato le attività espressive nel mio lavoro. Finito il liceo, insieme all’iscrizione all’Università, ho iniziato a seguire corsi sull’animazione pedagogica e sociale. Era il 1975.Poi, negli anni ’90 mi sono iscritta a una scuola quadriennale di formazione per arte terapeuti/e. 


Carta "Paura".


Cos'è l'arteterapia e in quale contesto nasce? 

L’arte terapia nasce nel secolo scorso per fronteggiare i traumi collettivi che il ‘900 ha attraversato, come sostegno ai reduci per il loro recupero psico-sociale e all’infanzia tragicamente coinvolta nelle guerre e nelle persecuzioni. 

I ricordi dei sensi

Libro "Preghiera"

Quali utilità può avere l'arteterapia?


L’impossibilità di contattare la propria storia, quale essa sia, è all’origine di profonde sofferenze. L’arte terapia è una delle possibili strade da percorrere, per ritrovarsi e avere cura di sé.

Il suo "vantaggio" è che a “parlare” sono le immagini che via, via vengono create, che non devono essere “belle” secondo i canoni estetici comuni, ma autentiche e significative per chi le realizza.


Per chi fosse interessato, quale preparazione serve?

Per divenire arte terapeuti/e ci si iscrive a una scuola di formazione. In internet si trovano corsi brevi e tutti on-line che vanno accuratamente evitati. 

Le scuole hanno una durata triennale, prevedono un monte ore di psicoterapia individuale o di gruppo, ore di tirocinio, di esperienze esterne, oltre alla frequentazione delle ore di corso previste dal piano formativo. Da un anno all’altro ci sono degli esami di passaggio, sino all’ultimo anno in cui si consegue il diploma. Alle scuole si iscrivono persone adulte che hanno percorsi lavorativi nel campo del sociale, dell’insegnamento o dell’arte. Oppure con altri itinerari di studio e/o professionali, ma con una profonda motivazione verso l’aiuto agli altri.

Materiali naturali in scatola scelti per un percorso apposito

Esempio di un "elaborato" realizzato dopo un incontro

A chi si può proporre l'arteterapia?

L’arteterapeuta può proporsi in contesti sanitari, sociali, riabilitativi, artistici, culturali. Può lavorare con minori, con persone adulte che vivono momenti di difficoltà, per esempio a causa del lavoro, della salute, delle loro relazioni familiari, con persone con disabilità o con problematiche psicologiche o psichiatriche, in generale con persone che devono rimettere insieme i pezzi delle loro vite.




Cosa hai in programma a breve?
In quest’ultimo periodo sto proponendo, in varie sedi e città, un incontro per persone adulte dal titolo: “Se i grandi fanno le guerre noi facciamo la pace”. Mi ha sempre colpito il fatto che, a partire dal ‘900, l’infanzia ha disegnato le tragedie della guerra e la speranza della pace, per contattare ferite e attivare balsami. 

Nel corso dell’incontro di arte terapia i e le partecipanti incontrano questi disegni e “rispondono”loro creando delle proprie immagini. Un modo per esplorare le emozioni che la condizione dell’infanzia nelle guerre suscita in noi, per conoscere la potenza e la bellezza delle raffigurazioni che bambini e bambine creano sulla pace e le immagini che realizzano sulle guerre: paesaggi senza strade perché non ci sono più luoghi familiari dove andare.

Da gennaio 2026 ci saranno degli appuntamenti di “Se i grandi fanno le guerre noi facciamo la pace” a Milano, città nella quale, inoltre, svolgo da dieci anni incontri di arte terapia tessile presso l’associazione “Tessere Incontri” (via Filippino Lippi  26, Milano. Per informazioni e iscrizioni: info@tessereincontri.org)

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