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domenica 23 novembre 2025

Arteterapia con Tiziana Luciani: diario di oggi




Ci sono persone, come Tiziana Luciani (qui qui, qui), che con competenza, ascolto e una grande umiltà ti spalancano porte di riflessione e pensiero. Psicologa, psicoterapeuta e arteterapeuta clinica, giornalista, docente alla Scuola di formazione per arteterapeuti de La Cittadella di Assisi, Tiziana lavora da anni negli ambiti sanitario, educativo e sociale. 



Lei sceglie e legge brani che ispirano all'azione, poi dispone sul tavolo materiale molto vario e - per quanto sembri folle - quello giusto per te, te lo trovi talvolta in mano nel momento in cui inizi a cercare. Mentre le mani si muovono e cuciono, l’idea iniziale prende forma: grazie ai materiali che incontri, ai colori, alle forme che ti colpiscono … nasce così la tua opera, un’opera che diventa anche parola, scrittura, gratitudine.






Oggi il tema era sulla ricerca della bellezza (se lo proporrà in altri ambiti vi consiglio di iscrivervi, potete trovarla su facebook qui) e ho dedicato la mia ricerca e il mio pensiero a tante persone che ho avuto la fortuna di incontrare nella mia vita che mi hanno permessa di trovarla, a partire dal mio papà a cui sono debitrice per la mia passione per la poesia. Tutte queste persone sono custodite con cura tra i bottoni attaccati al mio albero di stoffa, che appare dalla finestra.

In effetti, mentre dovevo creare una porta, mi sono ritrovata tra le mani una stoffa che mi ricordava il tronco di un albero e sono partita in un'altra direzione, creando un albero e pensando alla finestra di Miasino dalla quale osservo il noce, gli uccelli che vi si posano, le sue fronde.


La persona a cui ho pensato di più oggi è stata Meris (ne ho parlato qui), una Maestra che mi ha fatto incontrare la pittura.







Ecco quel che le ho scritto:


Odore di trementina e lavanda pizzicano delicatamente le mie narici, mentre sulla tavolozza impasto il colore.  Il pennello scivola sulla porcellana e dipinge i topolini di Beatrix Potter mentre tu osservi con un "pizzico" di disgusto come ho fatto bene quella coda quasi priva di peli. Io intanto sogno le casette decorate con le tende a quadretti e il thé che fuma dalle tazze di Jill Barklem (autrice di Boscodirovo). Ho solo 11 anni e da quel giorno, fino ai 30, continuerò a dipingere ogni venerdì.
Il venerdì, un giorno "sacro" tra chiacchiere e pittura, immersa in quel tuo studio caldo, pieno delle tue opere appese, che siano di porcellana, arazzi dipinti su stoffa o legno, orologi a cucù.

Io, la piccola, mi sento di poter fare qualsiasi cosa.

Cara Meris, manca la tua presenza costante, oggi avresti 96 anni.

Anna


Ringrazio Tiziana perché è una persona che dona moltissimo. Una persona che ho avuto la fortuna di conoscere tanti anni fa e sono così grata alla vita per questo incontro che mi ha cambiato la vita. 

Grazie alle compagne di oggi e a chi non è potuta venire.

lunedì 21 gennaio 2019

"L'albero di Anne" di Irène Cohen-Janca e Maurizio A.C.Quarello, Orecchio Acerbo


Si sta avvicinando il 27 gennaio, giorno della Memoria, e sto riflettendo da diverso tempo sugli albi e sui libri utili a raccontare un evento così tragico ai bambini. Uno che mi ha colpito particolarmente, per il taglio diverso, è sicuramente "L'albero di Anne" di Irène Cohen-Janca e Maurizio A.C.Quarello, edito da Orecchio Acerbo (qui il link). Un albo molto delicato, che narra la vicenda di Anna Frank attraverso la voce di un albero. Nessuno, infatti, pensa mai che questi giganti vivano così a lungo, a volte per secoli, sopravvivendo a eventi terribili (come quelli capitati durante la Seconda Guerra Mondiale agli Ebrei).

In questo caso la voce è quella di un ippocastano colpito dalla malattia causata dalla Cameraria ohridella, un insetto che sta decimando da diverso tempo questa specie molto impiegata nel verde pubblico (sarà un caso che sia stata scelta dall'autrice?). Non si tratta di un ippocastano qualsiasi, ma di un ippocastano del giardino al numero 263 di Prinsengracht, ad Amsterdam, dove è rifugiata dal 6 luglio 1942 Anna Frank insieme alla famiglia e al suo amico Peter. "Una ragazza di tredici anni, prigioniera - nella soffitta - come un uccello in gabbia" a cui l'albero ha regalato speranza e bellezza, facendole vivere lo spettacolo delle stagioni per i due anni di permanenza. 


La bellezza delle sue "candeline", come descrive i fiori Anna nel suo diario...

Il racconto va oltre, fino al destino tragico della ragazza, a cui sembra associarsi ora quello dell'albero malato, con la speranza che un germoglio - frutto di un suo seme - possa essere piantato al suo posto a ricordo di Anna e della sua storia.


Il tratto delicato quasi monocromatico, della matita di Maurizio Quarello, che illustra l'albero, contrasta con il colore piatto e denso delle parti dove piovono bombe o viene raffigurato il recinto con il filo spinato che delimita il campo di concentramento di Bergen-Belsen, accompagnando questo bellissimo racconto in prima persona. 

Un albo che consiglio, sarà anche perché in questo periodo la Natura mi richiama, sovrana dei miei pensieri, sarà per il contrasto tra la bellezza dell'albero e le brutture causate dall'uomo. Un libro che stimola molte domande e molte riflessioni.

Per chi volesse approfondire la storia di Anna Frank, c'è molta scelta, a partire dal suo diario. Anni fa ho letto e pubblicato la recensione del bel libro di Guia Risari "La porte di Anne", Mondadori, che trovate qui.

Se qualcuno si fosse domandato perché la celebrazione avviene il 27 gennaio... ecco la risposta
La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
In occasione del “Giorno della Memoria” di cui all’articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere
”(articoli 1 e 2 della legge 20 luglio 2000, n. 211)