mercoledì 5 luglio 2017

"La signora degli abissi: Sylvia Earle si racconta", di Chiara Carminati e Mariachiara di Giorgio, Editoriale Scienza

Sarà che in questo periodo sto riandando con la memoria alle radici della mia passione per gli animali e per la natura - vedendo negli occhi di mio figlio Andrea lo stesso guizzo di meraviglia e la stessa curiosità che mi animava da piccola - o sarà forse per la bellezza della descrizione di questa biografia narrata da una scrittrice e poetessa, che gioca meravigliosamente con le parole (non a caso si è aggiudicata, tra gli altri, il premio Andersen, qui la motivazione), ma il libro "La signora degli abissi: Sylvia Earle si racconta", di Chiara Carminati (qui il suo sito), magistralmente illustrato da Mariachiara di Giorgio (qui), pubblicato da Editoriale Scienza (qui) ha colpito nel profondo e mi ha emozionato molto.


Questo romanzo, con le frasi che rimangono sospese nell'aria e nel cuore, le illustrazioni allo stesso tempo precise e minuziose e in qualche modo "oniriche", accompagnano in un viaggio alla scoperta di una scienziata di fama mondiale (che personalmente non conoscevo) "molto veloce", perché ti fa venire voglia di finirlo subito per vedere cosa succede. Così ti ritrovi a immaginarti il posto in cui è nata Sylvia Earle, nel New Jersey, dove "c'erano uno stagno, un torrente, e alberi, e frutta e prati e campi... e c'era la pioggia, che pettinava i rami del salice, lucidava gli acini d'uva e faceva cantare l'acqua dello stagno." La accompagni prima da piccola alla scoperta dei limuli - strani crostacei "preistorici", veri "fossili viventi" - nelle acque "grigie e roboanti" dell'Oceano Atlantico per passare con lei alla scoperta del Golfo del Messico, "turchese e cristallino" con le onde che "accarezzavano il bagnasciuga con gentilezza".

Sogni con lei, lasciata libera dai genitori di esplorare per ore e ore in mare, con la pelle diventata quasi squamosa da tanto si raggrinziva in acqua. Ti appassioni alle sue letture (William Beebe inventore di un sommergibile chiamato "Bathysphere" o Jacques Cousteau) e alla sua voglia di respirare sott'acqua. La accompagni da studentessa lungo il suo percorso, sempre dettato dalla passione e dalla voglia di conoscere. Scopri che nonostante la sua carriera di ricercatrice è riuscita a farsi una famiglia e ad avere tre figli (la terza l'ha portata con sé in grembo mentre faceva una delle sue immersioni da impresa al quinto mese di gravidanza... sarei curiosa di sapere chi è diventata sua figlia con un imprinting acquatico così forte e vivido).  Scopri che ha lottato contro i pregiudizi dell'essere donna facendo un mestiere riservato perlopiù agli uomini, e che li ha sconfitti sempre con la sua curiosità, la sua voglia di scoperte che ha avuto la meglio su tutto. Sempre di più ti appassioni alla sua vita, che sembra davvero un romanzo inventato, è invece è la realtà (che a volte supera la fantasia).

Scopri le sue tante ricerche ma più importante ancora che oggi va in giro con la sua organizzazione Mission Blue (qui) a parlare del mare per farlo proteggere. Perché "esplorare il mare è come esplorare lo spazio, con una grande differenza: siamo sicuri che qui esistono esseri viventi. E anzi non c'è nessun altro posto che comprenda una ricchezza di forme di vita così diverse tra loro come il pianeta blu degli oceani". Qui trovate un video in cui lancia il suo appello appassionato per preservarli. Il video si può anche scaricare e vedere con i sottotitoli per chi vuole.

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