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sabato 5 novembre 2022

Mi sei venuta a trovare



Era da tempo che l'insonnia non mi veniva a trovare. Anzi, dovrei dire che nell'ultimo periodo la stanchezza ha prevalso e mi ha privato delle energie necessarie. Mi sono svegliata per caso e da allora non riesco a riprender sonno.

Mi sono spostata in salotto mentre la casa dorme silenziosa. Unico suono che mi accompagna è il respiro cadenzato di Sally che non mi abbandona un attimo, vigile e attenta compagna, inseparabile ormai. Sento il suo fiato emesso dal naso e il respiro che spinge verso il divano. Acciambellata e arrotolata non si stacca mai, specie quando avverte che qualcosa non va.
E ora mi ritrovo qui a pensare alla mia vita, brevi bilanci di cose non fatte e di quel che ho realizzato e che avrei voluto fare se le condizioni fossero state diverse.

Ritorna in mente quella famosa frase "cosa intendi fare con la tua unica e preziosa vita?". Chissà se qualcuno la risposta ce l'ha, se nei bilanci è all'attivo o in passivo, se ha realizzato dei desideri o se la vita lo ha portato ad attraversare altri meandri.

Me lo chiedo come madre e come donna. Me lo chiedo come persona talmente curiosa da voler esplorare tanto, ma questo mi porterà o mi ha portato da qualche parte, per davvero?

Non so come misurare il successo, perché per me il vero successo è avere una vita serena, la curiosità, gli amori e gli affetti e passioni da coltivare a volte mi chiedo se ho un briciolo di qualcosa, se ho raccolto qualcosa di prezioso anche per gli altri o se no. Se ho fallito nel mio percorso o qualcosa rimarrà poi...

Certo ora il mio PreA del cuore mi ritiene indispensabile ma non so fino a quando e quanto la mi presenza sia utile o serva a qualcosa per il mio A del cuore, perché vive momenti di cambiamenti come è giusto che sia. Ora, come è giusto che sia, anche per interessi, il suo riferimento è il padre e non certo io.

Pensieri notturni sparsi. Riflessioni malinconiche che forse accompagnano prima o poi tutti noi, chi più chi meno.


Certo, se devo fare un bilancio di questo ultimo anno, posso dirmi che è stato in salita e difficoltoso per tantissimi aspetti e, tutto sommato, non ce la siamo cavata male, forse occorre aspettare che la tempesta sia passata del tutto per poterci ripensare.
Ma vivere è anche nel qui e ora e a volte questo non accade sempre, quando la quotidianità ci avvolge e si perdono di vista i progetti più ampi. I desiderata.

Ecco perché mi affido alle piccole cose, agli sguardi che donano quella gioia istantanea e sincera. Chissà dove mi sta portando questa strada, sempre diversa... ogni anno non so più come definirmi per quante strade nuove ho percorso e percorro anche se ho trovato una mia identità ma questa è fatta da tante anime, e ognuna trova spazio, chi più chi meno, nella mia quotidianità.
Insomma, sono un caos vivente ma un filo rosso esiste, so che c'è. A volte è più evidente a volte meno. L'importante è sapere che esiste e non perderlo di vista perché nonostante i nodi, gli intrecci, gli sfilacciamenti, c'è.

venerdì 19 luglio 2019

Al risveglio


Svegliarsi prima degli altri ha un che di magico. Ho rimboccato le coperte ai miei due "cuccioli" e ho detto che era ancora presto per alzarsi mentre Sally incalzata per uscire. Fuori è ancora fresco nonostante il sole sia già alto. Ed è un gorgogliare di uccelli di cui riconosco solo il canto dei verzellini, delle rondini e delle tortore. Ma so che in giro ci sono suoni a me sconosciuti. Sally esplora il giardino con il suo naso da segugio mentre la seguo infreddolita. Vorrebbe giocare ma sono ancora assonnata. Le macchine e i treni passano veloci e mi ricordano che oggi andremo a Pisa. Mi piace sentire il fischio dei treni mi sa di estate forse perché li sento spesso qui e a Rapallo. Mi sa di libertà e sogni. Oggi la seconda cicala mezza intorpidita. Ieri le upupe in giardino e tra i campi. È un rigoglio di natura a portata di mano. Basta solo passeggiare e stare in ascolto.
Oggi è un altro giorno e finché tutto tace mi dedicherò alla lettura. Poi un po' di compiti (forse abbiamo ingranato senza troppi problemi). Il mare lo abbiamo visto solo di sfuggita ma Marco dice che aspetta il babbo per andarci.
Ieri abbiamo parlato di migranti e di razzisti. Ha fatto alcuni discorsi che mi hanno sorpresa e spero abbia occasione di riparlarne con Sara per saperne di più. Essere riuscita a crescere un essere pensante che fa ragionamenti così arguti e preziosi mi fa essere orgogliosa. Per lui naturalmente. Spero che continui così.
Buon risveglio a tutti quelli che ancora sono tra le braccia di Morfeo e buona giornata a chi è già in piedi da tanto.

martedì 17 aprile 2018

Profumo di moka


Sono quasi le sei. Mentre la moka scoppietta sul fuoco e un merlo gorgheggia incessantemente da più di un'ora, ripenso a ieri. Alle risate squillanti e incontenibili di Andrea e Marco. Stavo cercando di addormentare Andrea con il treno dei sogni e invece lui aveva voglia di parlare e non la smetteva più, sempre più travolto dall'eccitazione... mi ha raccontato che si mette sotto le coperte fino a risultare invisibile - al mattino lo trovo avvolto nelle lenzuola tipo salma - perché sogna mostri orribili. Gli ho detto che domenica faremo un amuleto per sconfiggere i sogni brutti e magari scriveremo i nomi dei mostri leggendo "C'è un rinofante nel letto" (lui sarà ancora una volta il mio assistente personale). "Mamma , ma tu hai mai fatto brutti sogni alla mia età?" mi chiede. Certo che sì. Da piccola ho sognato di essere cappuccetto rosso e che il lupo mi inseguiva proprio sotto il tavolo di marmo che avevamo in cucina.

E c'è stato anche un periodo - quando dei colleghi magistrati di mio papà sono stati uccisi - che sognavo di essere rapita e messa nel bagagliaio di un'auto.
Dopo queste confidenze, ho cercato di tranquillizzarlo ma lui al posto di rilassarsi era sempre più chiacchierone... (chissà da chi avrà preso?)
Ormai sa che il treno dei sogni non parte se lui non chiude gli occhi e sta zitto.
Così quando ho detto "ora non parlare e chiudi gli occhi" lui ha risposto "Devo stare zitto?" e poi è scoppiato in una fragorosa risata che non finiva più. Marco sentendolo ridere di gusto si è associato - ha detto che la sua risata era contagiosa - e per almeno cinque minuti sono stata ad ascoltare i due che non la finivano più.
Pura gioia.
Ho cercato di riprendere in mano la situazione... Il treno dei sogni era evaporato insieme ai compagni di Andrea, perché qualche bambino birichino aveva chiacchierato un po' troppo (!) "cattiva mamma" ha risposto lui. Per fortuna il mago Merlone era al sicuro in una grotta e si stava coccolando un'orsa con i suoi piccoli, grattandole la pancia mentre lei allattava. Però quel mago sbadato aveva perso la sua bacchetta magica. Per ritrovarla Andrea ha chiamato in soccorso tutte le lumache bavose e tutte le lucciole perché con le loro tracce luminose e le loro lucine la ritrovassero al buio. Quella bacchetta birichina però non voleva farsi prendere e saltava da una parte all'altra. Allora Andrea ha chiesto aiuto ai ragni, facendo loro tessere delle ragnatele per catturarla. Una volta ripresa la bacchetta mago Merlone ha potuto fare l'incantesimo, sussurrando come sa fare solo lui, e il treno dei sogni è tornato. Meno male perché Andrea come avrebbe potuto fare senza le sue amiche e i suoi amici?
E quando dico che per la gioia Maria lo bacia sulla guancia Andrea mi risponde "Mamma, non raccontare storie d'amore!" e si mette con le mani a fare il cuore di "love". Gli spiego che un bacio sulla guancia può essere anche solo un ringraziamento. Non per forza amore. Ripartono riflessioni e confidenze del tipo "le mie amiche mi amano"... starei ad ascoltarlo per ore quando fa così ma il tempo incalza e vorrei andare a rilassarmi io... gli dico di rilassarsi... e mentre lui sembra più tranquillo parte il "trip" di Marco che vuole le coccole... con la sua vocina da aquilotto e la sua mano che cerca la mia allungandosi nel letto per raggiungermi... gli racconto che presto non le vorrà più e lui risponde che mai e poi mai succederà. Lui sarà sempre coccolone (in privato). Gli spiego che diventerà una sorta di "alieno", per cui la mamma non esisterà più e che mi dirà "Mamma scialla" (ripensando a quello che scrive ultimamente Claudia de Lillo). Risata... "Impossibile" risponde. "Scommettiamo?" chi vince avrà un bacio. "Mamma vedrai che non cambierò fino al liceo".
Vorrei tanto fosse così, ma so che sarà giusto diversamente...
Intanto mi godo questi momenti di gloria e coccole.
Buongiorno a tutti.