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martedì 8 marzo 2016

Barbie al Mudec di Milano


C'è tempo fino al 13 marzo 2016, per vedere al MUDEC, il Museo delle Culture di Milano, la mostra Barbie. The Icon, prodotta da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e promossa dal Comune di Milano-Cultura e da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE in collaborazione con Mattel.

Devo dire sono stata spronata a vedere la mostra da un post di SerialMamma (che trovate qui) e mi sono incuriosita a tal punto da approfittare per andare a vederla. Mi sono chiesta cosa c'entrasse Barbie con Il MUDEC, che vuol essere un riferimento a Milano per tutte le culture. Beh, spero che dopo questo post, diventi chiaro anche a voi...

Innanzitutto, questa bambola "si è fatta interprete delle trasformazioni estetiche e culturali della società lungo oltre mezzo secolo di storia" resistendo senza risentire dello scorrere del tempo, anzi attraversando in oltre 50 anni di vista epoche e terre lontane, rappresentando ben 50 diverse
nazionalità. Anche se a tutti è conosciuta come Barbie, il suo vero nome è Barbara Millicent Roberts, La mostra, curata da Massimiliano Capella, vuole rendere omaggio a questa icona globale.
Dal suo debutto al New York International Toy Fair, il 9 marzo 1959, Barbie ha fatto di tutto, è diventata modella, hostess, è andata sulla Luna, è diventata anche ambasciatrice Unicef e ha indossato 1 miliardo di abiti per 980 milioni di metri di stoffa. E' stata vestita dai migliori stilisti, è diventata regina e ha rappresentato anche alcune icone del cinema.
Il percorso espositivo è studiato per offrire una vistia appassionante sia agli adulti nostalgici sia alle nuove generazioni: le informazioni di approfondimento storico e culturale si affiancano alle postazioni pensate per i bambini,

che attraverso dei telefoni posizionati nelle diverse sezioni e una serie di attività coinvolgenti potranno approfondire la storia di Barbie.

La mostra è articolata in 5 sezioni e preceduta da una sala introduttiva, Who Is Barbie?, dove si trovano i 7 pezzi iconici e rappresentativi per decadi dal 1959 ad oggi, oltre alle curiosità, ai numeri e al making of globale di Barbie per sapere subito “chi è Barbie”.

1. Barbie e la moda
Barbie è prima di tutto un’icona di stile e questo viene dichiarato fin dalla sua apparizione come Teen Age Fashion Model Doll e, un anno dopo, come Fashion Editor (1960).


Il suo grande successo è da subito legato alla possibilità di comprare separatamente i diversi set di accessori creati ogni anno per il suo guardaroba, lasciando alle bambine la libertà di creare nuovi look e stili infiniti.


Fin dal 1959 alcune creazioni sfoggiate da Barbie sono talmente in linea con le nuove
tendenze estetiche internazionali e rappresentano un vero campionario in miniatura dell’evoluzione della moda e dello stile. In questa sezione sono raccolte alcune creazioni che i più grandi stilisti del mondo hanno realizzato per Barbie nel corso dei decenni: da Valentino a Ferrè, da Versace a Dior, da Gucci a Calvin Klein, da Vivienne Westwood a Prada, Givency. Naturalmente queste bambole da collezione sono preparate con estrema cura e raffinatezza....


2. La grande famiglia di Barbie
La seconda sezione presenta la famiglia e gli amici di Barbie e si intitola Barbie Family.  comprende alcune sorelle e un fratello, amici, il fidanzato Ken e animali.


Sono anche presenti le diverse abitazioni di Barbie, partendo dal 1962 per arrivare ai giorni nostri.

Il percorso propone inoltre la ricostruzione della casa di Barbie, dove i piccoli visitatori possono entrare, conoscere e muoversinegli ambienti in cui lei vive e sentirsi parte della sua vita quotidiana oltre che scattarsi delle foto ricordo.



Ci sono anche postazioni digitali per vestire la Barbie con molti accessori con app davvero piacevoli e ben fatte (e qui penso alle mie amiche Elisa Salamini e Roberta Franceschetti di Mamamò che forse conoscono già questa app).


3. Tutte le carriere di Barbie
Barbie è nata come modella ma in 56 anni di vita ha intrapreso oltre 150 professioni messe in mostra nla terza sezione Barbie Careers, attraverso la collezione di carriere internazionali.


4. Un mondo di culture
La quarta sezione Dolls of the world rende onore a uno degli aspetti più originali e moderni della storia di Barbie: la ricerca, avviata fin dal 1964, di un legame tra le diverse culture, una varietà multietnica intesa come valore contemporaneo imprescindibile. In questa sezione si trovano Barbie Dolls vestite con i costumi tradizionali di diversi paesi del mondo e i modelli prodotti per celebrare importanti momenti della storia contemporanea, come la fine della Guerra Fredda tra Stati Uniti e Unione Sovietica o la cauta del Muro di Berlino.




Ho scoperto che in  questa sezione i bambini possono divertirsi ad associare le diverse etnie
delle Barbie esposte al loro contesto geografico e culturale attraverso una postazione che con voci provenienti da diversi paesi, abbinate a motivi musicali tradizionali, danno indicazioni per identificare il luogo suggerito e individuare la Barbie di riferimento.



5. Regina, diva e celebrity
Nella quinta e ultima sezione, forse quella che mi ha preso di più, Barbie si trasforma in regine e dive di Hollywood, cantanti... persone che grazie alla loro personalità, sono state vere e autentiche icone culturali, come Cleopatra, Elisabetta I, Caterina de’ Medici, Madame Pompadour.
 Ma non mancano anche i personaggi dei film... vediamo un po' se li riconoscete...




A fine percorso c'è una casella di posta dove i bambini possono lasciare a Barbie lettere, suggerimenti o disegni (sarei curiosa di leggerli!!).

E se proprio non ne avete ancora abbastanza di Barbie, potrete sbizzarrirvi nel bookshop e sfogliare o acquistare il catalogo...

Informazioni pratiche
MUDEC – Museo delle Culture | via Tortona 56, Milano.
Orari: mercoledì: 09.30‐19.30; da giovedì a domenica orario prolungato: 9.30‐22.30.
Info e prenotazioni: tel. +39 02 54917 | Link per prenotare online qui  | Sito qui
Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura.

venerdì 27 marzo 2015

Mudec, il Museo delle culture, a Milano.



Apre oggi 27 marzo 2015, il Mudec Museo delle Culture nell'area ex-Ansaldo, via Tortona 56.

Da sinistra, Natalina Costa, Filippo del Corno e Marina Pugliese.
Dopo una gestazione di 12 anni, prende forma il progetto fortemente voluto dall'allora assessore alla Cultura e Musei Salvatore Carrubba e dal direttore centrale Alessandra Mottola Molfino. Anche se con alcune modalità differenti. Infatti, per garantire la sostenibilità economica del progetto, il Museo prevede una governance mista, con la partecipazione di un soggetto privato, Il Sole24ore, responsabile degli allestimenti temporanei, e del Comune di Milano, che si occuperà delle collezioni permanenti, il tutto con una "cabina di regia condivisa" come ha spiegato ieri alla conferenza stampa l'assessore alla cultura Filippo del Corno. Questo vuol essere un modello da tenere presente e osservare per il futuro. Le due mostre temporanee che inaugurano, "Africa. La terra degli spiriti" e "Mondi a Milano", sono parte del fitto programma di appuntamenti che caratterizzano il semestre di Expo. L'assessore ha sottolineato come sia la prima volta che una città che ospita Expo accompagni questo evento con una proposta culturale così ricca. Questo luogo delle culture, fortemente immaginato e sognato, vuole essere un punto di incontro, scambio e dialogo tra culture diverse.
Ne è la prova la convenzione con l'Associazione Città Mondo, costituitasi a partire dal Forum Città Mondo (sostenuto dall'ex assessore alla cultura Stefano Boeri) che rappresenta le diverse associazioni culturali delle società migranti presenti a Milano. Anche questo accordo tra Comune e un'associazione di secondo livello vuole essere un modello per il futuro. L'assessore ha concluso ringraziando in prima battuta Salvatore Carrubba, che ha dato il via al progetto con il concorso per la riqualificazione dell'area industriale Ansaldo (che qui produceva locomotive, carrozze ferroviarie e tram), sottolieando come le idee possano perseguire percorsi diversi da quelli orginali. Ha ringraziato anche Marina Pugliese, già direttrice del Museo del Novecento (qui una sua intervista), che ha esteso la partecipazione a un soggetto privato, quale IlSole24ore, attraverso un approccio costruttivo e dialogante. L'assessore ha chiuso sottolineando come questo modello di convivenza e relazione tra le culture veda nella Pace il suo elemento fondamentale.

Da sinistra, Filippo del Corno, Marina Pugliese e Michel Kofi.
Marina Pugliese, Direttore del Polo di Arte Moderna e Contemporanea del Comune di Milano, ha spiegato come questo progetto "concepito visionariamente 12 anni fa da Salvatore Carrubba e Alessandra Mottola Molfino" dovesse fare i conti con la sostenibilità economica. Ha ribadito la centralità delle collezioni, che saranno visitabili attraverso un percorso permanente (su prenotazione). Lo spazio del Mudec, 17mila metri quadrati, è stato elaborato e condiviso con un soggetto privato ma il Comune mantiene la piena autonomia scientifica del patrimonio delle collezioni. Ha sottolineato il ruolo delle comunità presenti sul territorio nella rivisitazione degli studi post coloniali e l'importanza delle esplorazioni e delle collezioni private. Il cuore del museo ospiterà anche le associazioni che a ottobre costituiranno un comitato del Museo delle Culture. Un passaggio per me particolarmente significativo è stato quello di sottolineare come alla base di tutto ci debba essere la ricerca scientifica, in piena autonomia. E come da questa discenda anche la divulgazione, in un'ottica di inclusione. Marina Pugliese ha anche auspicato che sia mantenuto il dialogo con la contemporaneità, attraverso i settori di design e moda, e ha sottolineato quanto sia prezioso l'apporto di persone come Jolanda Ratti, conservatrice del Polo Arte Moderna e Contemporanea.
Ha concluso dicendo come questo sia un museo fecondo (diverse sono le mamme in attesa e neo mamme che hanno seguito il progetto!) e aperto al futuro. Come genitori come non esserne felici.

Da sinistra, Natalina Costa, Filippo del Corno e Marina Pugliese.
La parola è passata quindi a Natalina Costa, Amministratore Delegato 24 ORE Cultura, che ha sottolineato come la diversità sia la cifra stilistica distintiva di questo museo aperto non solo all'arte ma anche a tutto quello che ruota intorno alla moda. Ha anche spiegato che in questo caso Il Sole24ore abbia deciso di partecipare alla gara d'appalto in solitaria, senza costituire un'ATI (associazione temporanea d'imprese), per avere un controllo totale a garanzia della qualità, non solo per le esposizioni temporanee ma anche per l'area ristorante o per il bookshop dove si potranno trovare oggetti insoliti. Tra i partner sostenitori anche Michele Pontecorvo, Ferrarelle, Poltrona Frau (sedute bistrot e ristorante).

Da sinistra, Filippo del Corno, Marina Pugliese, Michel Kofi e Antonello Negri.
Michel Kofi ha ricordato come il Forum delle culture comprenda oltre 500 associazioni (Africa, Asia, America Latina, Europa) e ha spiegato che questo possa accadere solo in una città come Milano. Il Forum, che si è costituito per andare incontro alle "esigenze" di Expo, è stato fortemente sostenuto dai diversi assessori che si sono succeduti. Ha ricordato come sia una forma di "diplomazia parallela" a quella ufficiale, costituita dai corpi diplomatici e dai consoli, che stabilisce il contatto diretto, cercando di far valere i diritti delle comunità, che tanti attacchi hanno subito in passato. Il cammino di "interazione con la città" è partito da un comitato ristretto che desse consigli sul tema dell'intercultura per poi passare a veri e propri tavoli di lavoro. Uno dei temi affrontati dai tavoli di lavoro è stato quello del Museo delle culture, in cui il Forum ha creduto sin dagli esordi, iniziando uno stretto dialogo con i collezionisti presenti in città. Fino a creare un Forum delle associazioni di rappresentanza delle comunità migranti, a "rinforzo" delle fragilità delle associazioni (un tema molto sentito dalle comunità).
Filippo del Corno a questo proposito ha fatto un inciso importante: mentre in questi giorni il mondo non parla di cultura, questo spazio è dedicato alla celebrazione delle culture. Qui c'è la casa delle comunità migranti, che avrà proprio al Mudec la propria sede.
Inoltre, l'associazione lavorerà di concerto con il comitato scientifico del museo per formulare alcune proposte per lo spazio polivalente che siano in linea con la missione del Mudec. Tra queste ci sono già: la salvaguardia del patrimonio armeno (dialogo tra cultura armena e italiana), una conferenza congiunta tra la rappresentanza araba e indiana, la calligrafia come arte in Cina e Giappone, una selezione di 35 giochi di strada.

La conferenza si è conclusa con la presentazione delle due mostre da parte di Antonello Negri, membro del comitato scientifico della mostra Mondi a Milano. Culture ed esposizioni 1874-1940, e Claudia Zevi, curatrice della mostra Africa. La terra degli spiriti.


Qui il comunicato ufficiale del sito del Comune di Milano. Ecco intanto alcuni articoli scritti sull'argomento: qui, qui, qui qui.