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lunedì 22 settembre 2014

Sguardi - tra illustrazione e fotografia



Settembre, tempo di riflessioni? Per me sì, quest'anno, visto che durante l'estate sono riuscita a portare avanti alcuni progetti bellissimi. Il primo è stato - scusate il giro di parole - il mio primo summer camp come docente. Mi sono messa alla prova per cinque giorni di seguito, dalle 9 alle 16, e ho avuto la fortuna di incontrare e conoscere due persone meravigliose, Lara e Caterina, che mi hanno fornito questa opportunità. Sicuramente un corso con due sole persone - due ragazze di prima media - è davvero sperimentale e il fatto che si conoscessero già e fossero amiche mi ha permesso di partire avvantaggiata.

L'idea era di lavorare sullo sguardo, in particolare sull'uso della fotografia come mezzo di espressione, ma un corso totalmente incentrato su questo medium - che mi affascina molto ma sul quale mi sento ancora molto ignorante - non avrei potuto tenerlo. Però, mi son detta, un percorso tra fotografia e illustrazione sì. Incentrato sulla sperimentazione. Per lavorare sullo sguardo sotto diverse diverse angolazioni, compreso il punto di vista.
Quello che mi è piaciuto di più è stato che il canovaccio che mi ero creata per le cinque giornate venisse rivoluzionato e stravolto anche in base agli imput che arrivavano dalle mie giovani "allieve".

E così partendo dal raccontarsi e descriversi attraverso un disegno - visto che entrambe ne sono appassionate - siamo arrivate a lavorare sulla loro foto (di fronte e di profilo) che poi veniva rielaborata artisticamente - con suggestioni dalle opere di Andy Wharol - utilizzando diverse modalità espressive e sperimentando diverse tecniche. Anche i travestimenti con parrucche e fotografie successive hanno aiutato sia a sbloccare sia a lavorare su fotografie in cui l'immagine era già trasformata in partenza e quindi, forse, più interessante e "neutra". Le due ragazze potevano decidere di lavorare sia sulla loro foto sia su quella dell'amica.

La proposta di spunti di artisti (sotto forma di immagini o di brani e testi letti insieme) o di tecniche veniva accompagnata dalla totale libertà di espressione, cercando di supportare o suggerire laddove ci fosse bisogno. Naturalmente nei suggerimenti non sono mancate proposte di albi illustrati, cercando di osservare le immagini e confrontarle anche con le fotografie. Per esempio uno sviluppo interessante è stato partire con Caterina da "Il raffreddore di Amos Perbacco" e arrivare agli elefanti di Gregory Colbert. In entrambi i casi si tratta di immagini poetiche e molto emozionanti. Lara è rimasta invece colpita dagli acquarelli di Marina Marcolin in "Poesie della notte, del giorno e di ogni cosa intorno" (di questo bellissimo libro edito da Topipittori avevo parlato qui) e ha provato a rifare un'immagine secondo il suo stile.
Io penso che il risultato di queste giornate sia sorprendente. Sicuramente ne sono uscita molto arricchita e rimango ancora dell'idea che dare spazio alle giovani menti, disposte a mettersi in gioco, non può che essere meraviglioso per tutti.
Ecco alcuni scatti che riprendono alcuni momenti significativi e alcuni dei lavori di Lara e Caterina. Cosa ne pensate?




























domenica 22 giugno 2014

Acquerelli e poesie



Poesie della notte, del giorno e di ogni cosa intorno, il libro di Silvia Vecchini, mirabilmente illustrato da Marina Marcolin, edito da Topipittori (se non conoscete il blog, fatevi un giro e vi perderete nei post), è un piacere per gli occhi e per le orecchie, per recuperare il gusto dell'attimo fuggente catturato al tempo stesso da una penna sapiente e da un pennello delicato. Mi piace molto l'accostamento dell'acquerello alle poesie, due tocchi tenui per esprimere lievi pensieri, sensazioni ed emozioni quasi inafferrabili. Un piacere da gustare nei momenti di calma, quando si conquistano piccoli spazi per sé o si decide di condividerlo e assaporarselo con altri.
E così, i giorni passati ho portato con me questo libro - acquistato in aprile in occasione di un bellissimo corso con Miguel Tanco allo spazio Bk (se non avete mai fatto un giro, approfittatene. Solo attenzione, vi verrà sicuramente voglia di "svaligiare" tutta la libreria) - tenuto in serbo per un'occasione speciale. Infatti, ho deciso di concedermi questo tempo di lettura in campagna, dove il sottofondo è il canto dei grilli intercalato dai richiami dei fringuelli; insomma, dove la Natura la fa da padrone con le sue braccia accoglienti. E dopo la degustazione in solitaria, ho provato a leggere queste bellissime poesie a Marco e al suo amico del cuore Pietro, mentre si asciugavano al sole dopo un bagno nel lago ghiacciato. Hanno ascoltato con cura. E apprezzato.

Ho scoperto su Zazie news - guarda caso Grazia Gotti mi accompagna spesso in questo periodo - che Silvia Vecchini ha appena pubblicato Parole giuste, un romanzo edito da Giunti che ha per protagonista un'adolescente di seconda media. Naturalmente, sono curiosa di leggerlo.

Mi è venuta anche voglia di seguire prima o poi un corso con Marina Marcolin. In effetti, se ho scoperto questa bravissima illustratrice è merito di Maria Giaramidaro, di Oliver, che lo scorso anno ha organizzato un corso in Sicilia. Tenete d'occhio il blog, soprattutto se vivete dalle parti di Mazara del Vallo (TP), perché le inizitive sono sempre interessantissime, come Mattine in campagna, un progetto che vuole portare i bambini a contatto con la natura (non vi parlo del corso Libri in campagna con Paolo Canton, editore di Topipittori, perché potreste rosicare come la sottoscritta, visto che è già passato).
Con la bella stagione arrivano le Mattine in Campagna, un progetto che porta i bambini nella natura alla scoperta del mutevole, differente, selvatico. - See more at: http://www.oliverlab.it/?p=2097#sthash.wd3kfrAs.dpuf

Per tornare al libro di poesie, non so perché ma mi è venuto naturale accostare due libri che hanno accompagnato la mia infanzia e la mia adolescenza, che mi hanno guidato alla scoperta dell'acquarello e della natura, Il diario di campagna di una signora inglese del primo Novecento e Appunti sulla natura di Edith Holden, edito da Mondadori. Fa effetto pensare che questa illustratrice sia vissuta oltre un secolo fa e che potesse passeggiare e schizzare ad acquarello, in tutta libertà e solitudine per la campagna inglese.