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lunedì 24 ottobre 2016

VI incontro della Rete / La Terra dell'educazione: Seminare il futuro - Introduzione al convegno nazionale



Il Teatro Don Mazza di San Pietro in Cariano (VR) ha ospitato oltre 200 persone alla seduta plenaria del VI incontro nazionale della Rete di Cooperazione educativa C'è speranza se accade @ quest'anno dedicato a “La Terra dell'educazione: Seminare il futuro” (qui link).


È difficile riuscire a raccontare a chi non è potuto venire l'alchimia che si è creata da subito, le emozioni vissute, le energie che si sono smosse in questi due giorni, in cui abbiamo provato a riflettere insieme su tematiche che ci stanno a cuore e a lanciare semi da raccogliere pian piano, con la lentezza che guida, sotto lo sguardo vigile di Gianfranco Zavalloni (link qui) e Mario Lodi (link qui, attraverso questa rete di persone che si allarga sempre più.
Incontri tra persone che si sono conosciute solo virtualmente e ritrovi tra persone note. La rete è stato anche questo. 

Provo a narrarvelo, con il linguaggio a me più consono, quello giornalistico e del fotoracconto. A piccoli passi.



Carlo Ridolfi, presidente, ha aperto l'incontro, spiegando che a Negrar i festeggiamenti sono iniziati qualche giorno fa con una mostra “Disegnare una vita” dedicata a Gianfranco Zavalloni (per le vie del paese sono appese ai balconi delle case le tele di Pascucci), link qui, curata dall'associazione “La foglia al vento” che anche fatto alcuni laboratori con i bambini. Ieri, gli alunni della scuola primaria hanno avuto la possibilità di assistere anche alla rappresentazione dello spettacolo di Emanuela Bussolati Il Museo nomade” (link), un museo su ruote itinerante che – si spera - andrà in giro per l'Italia. Ha ricordato anche Mario Lodi e le terre di Cremona.

Ridolfi ha lasciato spazio al sindaco di Negrar (18mila abitanti), Roberto Grison (link) ,che oltre agli auguri di prassi ha colto l'occasione per riflettere, da insegnante, sul grande disagio che vive la società odierna: quello della fretta, ovvero la mancanza di tempo per il dialogo, il confronto e l'ascolto, dove il pensiero lascia spazio all'azione “frenetica”. Purtroppo, questo difetto si respira anche nelle scuole e nelle famiglie, che hanno, quindi, necessità di rallentare. 


Carlo Ridolfi ha ricordato che il convegno è stato reso possibile grazie a un circolo virtuoso formato da tantissime persone - citerei per prima una delle anime, Luciana Bertinato (link) - che si sono spese in prima persona, a partire dalla giunta, in particolare l'assessorato all'educazione e alla cultura (Camilla Coeli, link) e 

l'assessorato alle politiche sociali rappresentato da Ulyana Avola (link), per continuare con la comunità di Negrar, non solo La ProLoco, ma anche con l'Associazione genitori (link fb), di cui una figura centrale è Franca Righetti
Non ultimo, l'Istituto Comprensivo di Negrar che ospita le stanze, rappresentato dalla dirigente Carla Aschieri, che ha dato anche lei il suo benvenuto.


Il ringraziamento è andato a tutti i volontari, a Silvio Boselli che ha curato il logo di quest'anno e a Emanuela Bussolati che ha seguito tutta la grafica.
Carlo Ridolfi ha ricordato anche il rapporto di cuginanza con il Movimento di cooperazione educativa (MCE), del quale Mario Lodi è stato anche presidente onorario.



Il presidente, ci ha appassionato ed emozionato con due video, uno di riflessione su quello che rappresenta la rete, il secondo sulle tappe finora incontrate. 


Un brano di Kahlil Gibran (1883-1931) letto dagli attori Susanna Groppello e Antonio Pannella ci ha invitati a una prima riflessione.
E un mercante chiese. “Parlaci del commercio”.
Ed egli rispose dicendo:
“La terra vi concede il suo frutto e basterà, se voi
saprete riempirvene le mani.
Scambiandovi i doni della terra,
vi sazierete di ricchezze rivelate.
Ma se lo scambio non avverrà in amore e in benefica giustizia,
farà gli uni avidi e gli altri affamati.
Quando voi, lavoratori del mare, dei campi e delle vigne,
incontrerete sulle piazze del mercato i tessitori, i vasai e gli speziali,
invocate che lo Spirito supremo della terra discenda su di voi
per consacrare le bilance e il calcolo sicché valore corrisponda a valore.
E se colà verranno i danzatori e i cantanti
e i suonatori di flauto, comprate pure i loro doni,
poiché anch’essi raccolgono incenso e frutta
e recano all’anima vostra cibo e ornamento,
quantunque lo facciano in sogno.
E prima di lasciare la piazza del mercato,
badate che nessuno sia andato via a mani vuote.
Poiché lo Spirito supremo della terra non dormirà pacifico nel vento
finché il bisogno dell’ultimo fra voi non sia saziato
”.

Spero che seguiranno altri post con altri interventi. Termino questo con una parte che rende lo spirito con cui siamo stati insieme questi due giorni pieni.



lunedì 20 ottobre 2014

Dall'incontro della Rete di cooperazione educativa



Partecipare a convegni che diano spunti e riflessioni sull'educazione è sempre molto arricchente, soprattutto se lo scopo è mettere in rete le persone e al centro i bambini. Sono quindi molto contenta di essere riuscita ad andare al quarto incontro nazionale organizzato dalla Rete di Cooperazione Educativa lo scorso fine settimana. 
Carlo Ridolfi, una delle anime della rete, ha coordinato gli interventi del mattino mettendo l'accento sulla speranza, un termine molto azzardato di questi tempi ma che va usato con convinzione. Ha anche ricordato come la rete sia legata a un'intuizione del maestro e pedagogista Mario Lodi (scomparso il 2 marzo 2014), per creare sinergia e connessione tra le persone che in italia lavorano in campo educativo, non solo insegnanti ma anche genitori e molti altri. Lo spazio dell'educazione coincide con lo spazio del mondo, dunque qualsiasi spazio può essere educativo o diseducativo. E tutti facciamo la nostra parte.

La parola è passata a Maria de Biase, dirigente scolastica salernitana, che dopo anni sul campo a Napoli - con forte impegno civile rispetto al degrado, alle devastazioni ambientali e all'illegalità - si è spostata nel Cilento quasi una decina di anni fa provare a sperimentare una scuola differente. E in effetti, come tutte le persone straordinarie e all'avanguardia, ha portato una rivoluzione dietro di sé. Maria è arrivata in quella terra bella e selvaggia - patria della dieta mediterranea - con tanta voglia di sporcarsi le mani (non solo figurativamente parlando) e come prima cosa ha proposto un progetto di educazione alla ruralità. In più, visto che l'Italia è uno dei Paesi più a rischio per disturbi alimentari infantili, ha attuato un progetto di educazione alimentare introducendo l'ecomerenda a scuola (pane e olio al posto delle merendine confezionate). Dal 2007 il progetto si è arricchito e oggi lavorano sull'educazione ecosostenibile, di cui l'educazione alimentare è solo un percorso. Per lei non esiste una scuola senza speranza (meno male!) tanto che chiama le sue maestre affettuosamente "le speranti", ma la scuola va reinventata a partire dai bambini. I bambini ben educati possono proteggere e tutelare (e apprezzare) il proprio territorio.
Naturalmente questo percorso di cambiamento ha comportato il superamento di molti ostacoli, dovuti a iniziale diffidenza, delusione e ostilità. Ma come tutti i cambiamenti che portano il segno, ora accanto a lei ci sono persone che hanno recuperato l'amore per la propria terra. Dall'ecomerenda passare al compostaggio e alla raccolta differenziata è stato naturale. Le difficoltà che incontra questa persona meravigliosamente battagliera e tenace sta nel trovare altre persone disposte a fare rete sul territorio. 
Di questo incontro, la frase che più mi ha fatto riflettere è stata quella che "se le cose non le racconti non esistono". E dunque, ecco il potere della rete, per dare voce a queste buone pratiche. E spero nel mio piccolo di poter contribuire a far conoscere.
Nel frattempo Maria è diventata reggente in 19 plessi, raccogliendo tra le realtà che le competono anche piccole scuole dove non avveniva la raccolta dell'olio esausto. Aprendo la scuola al territorio e alla sapienza degli anziani, creando una vera e propria comunità accanto alla scuola, la soluzione è stata presto trovata e ora con l'olio si fanno i saponi. E la merenda si è arricchita con i prodotti dell'orto, coltivato da un'intera comunità, preparata da genitori, bidelli e maestre.
Ciliegina sulla torta, da diverso tempo si sono iscritti anche al movimento "transiction town". Se approfondite aprite molte nuove strade. Vi consiglierei di partire da qui. Trovate anche il video youtube sull'ecomerenda.
Poiché gli spunti sono molti, vi rimando a un prossimo post, dove spero di raccontare altro su questo illuminante convegno.

PS Notizia dell'ultima ora: Maria De Biase è tra i finalisti del premio Cittadino europeo per il suo lavoro. Qui potete leggere la sua nota appassionata, che vi fa comprendere anche meglio chi è questa donna straordinaria.