martedì 18 maggio 2021

Papaveri ed evoluzioni

 


In questi giorni assisto meravigliata alla fioritura dei papaveri, che stanno tinteggiando di rosso i campi, le strade e le rotaie, anche quelle non abbandonate. Un colore, raccontano gli scienziati, concentrato di pigmenti disposti su una speciale "architettura" dei petali, leggerissimi, costituiti da soli tre strati di cellule. Non appena il fiore ha attirato (anche con lo stratagemma del nero vicino al pistillo, che simula il colore dei coleotteri) gli insetti, che siano api (in Europa) o coleotteri (in Oriente), i fragili petali cascano subito e rimane la capsula globosa traforata che porta in sé i semi.

Prima, invece, sullo stelo peloso,  compaiono boccioli disposti a goccia e piegati in forme sinuose. E ammantati dalle spighe ancora verdi.

Fiori bellissimi anche dopo una pioggia primaverile, fragili come questa vita. Resilienti come noi.
Per alcune informazioni sui due tipi di papaveri più comuni, vi rimando alle schede "Curiosi di natura" (qui) che ho curato per Bambini e Natura, un'associazione che per me è un grande riferimento per chi si occupa di natura e bambini.



Intanto, anche i rovi sprigionano i fiori bianchi spiegazzati come delicata carta velina


mentre nelle pozze crescono i girini del rospo smeraldino, piccoli pesciolini che aspettano solo di compiere la loro metamorfosi, per farci meravigliare ogni volta, ancora.


La vita continua e io continuo a sorprendermi della bellezza di queste piccole cose.
Grata di poter assistere a queste continue trasformazioni.

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