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venerdì 10 giugno 2016

Le vie del cinema: i film dai festival internazionali dal 14 al 20 giugno a Milano e altro ancora...


Ritorna a Milano dal 14 al 20 giugno "Le vie del Cinema", una rassegna di film dai festival internazionali: Cannes, Locarno, Venezia e Torino.  
Anteprima: un omaggio a Olmi
Oggi 10 giugno ci sarà un'importante anteprima, dedicata quest'anno al regista Ermanno Olmi. Allo Spazio Oberdan (viale Vittorio Veneto 2), a partire dalle ore 16, saranno presentati tre suoi capolavori: Il mestiere delle armi (2001), alle 18 L'albero degli zoccoli (1978) - in versione bergamasca sottotitolata in italiano - per concludere alle 21.15 con Il posto (1961).
Alla conferenza stampa di inaugurazione, coordinata da Stefano Losurdo, segretario di Agis Lombarda (Associazione Generale Italiana dello Spettacolo),  la figlia Betta Olmi ha ringraziato gli organizzatori per aver dedicato questa rassegna al padre. Per l'occasione è stato presentato un breve teaser sull'ultimo lavoro "Vedete sono uno di voi" a cui il maestro si sta dedicando, un omaggio al Cardinal Carlo Maria Martini, a cui il regista era molto legato e che racconta gli ultimi momenti di vita del sacerdote, con spezzoni ripresi dall'Istituto Luce.
Da sinistra Betta Olmi, Enrico Signorelli, presidente Anec Lombardia e Stefano Losurdo, segretario di Agis lombarda.
Betta Olmi ha anche ringraziato gli organizzatori perché per la prima volta ha potuto vedere un piccolo spezzone (per altro molto emozionante) del nuovo lavoro di suo padre, che è così geloso del suo lavoro da non farlo mai vedere in anteprima alla figlia.
Stefano Losurdo ha proseguito spiegando che il ricco palinsesto permette ai cittadini milanesi di vedersi al tempo stesso film noti, come l'ultimo lavoro di Ken Loach, premiato con la Palma D'Oro, insieme a piccoli capolavori poco noti ma di grande qualità.
Da sinistra l'assessore alla cultura Filippo del Corno, Stefano Losurdo, segretario di Agis lombarda
ed Enrico Signorelli, presidente Anec Lombardia.
Ha chiamato dunque a parlare Enrico Signorelli, presidente di Anec Lombardia, ha spiegato che hanno tentato di operare scelte di qualità, stando attenti a quello che il pubblico richiede e ha raccontato come ormai le sale cinematografiche stiano acquisendo un importante ruolo di presidio culturale sul territorio. Quindi, al passo con i tempi, ma senza perdere di vista il prodotto culturale di qualità.

Le pagine del Corriere della Sera del 9 giugno scorso dedicate alla rassegna.
Le vie del Cinema  
“Le vie del cinema” è un’iniziativa promossa da AGIS lombarda e Comune di Milano, in collaborazione con Corriere della Sera, con il sostegno di MiBACT, Regione Lombardia, Consolato Generale di Svizzera a Milano, Ticino Turismo e Sky Cinema.

Cannes e dintorni, la rassegna che porta a Milano dal 14 al 20 giugno il grande cinema del Festival internazionale, (47 proiezioni di 25 film in 14 sale cinematografiche) vede anche quest’anno la collaborazione con il Corriere della Sera e con il suo settimanale ViviMilano. I milanesi appassionati di cinema potranno conoscere il Festival e accedere alle tante iniziative in palinsesto attraverso le pagine culturali del Corriere, il supplemento Vivimilano, il sito, il settimanale la Lettura, gli speciali, e la vasta offerta informativa digitale.
ViviMilano
inoltre metterà a disposizione dei lettori alcuni inviti per poter vedere tre film della rassegna:
Sieranevad
Sieranevada di Cristi Puiu (in Concorso)
 
Wolf and Sheep.
Wolf and Sheep di Shahrbanoo Sadat (Quinzaine des Réalisateurs, premio Art Cinema)
 
I tempi felici verranno presto
I tempi felici verranno presto di Alessandro Comodin (da la "Semaine de la Critique")
Di questo ultimo ha parlato anche il produttore Paolo Venzi. Un film - proiettato in anteprima alla conferenza stampa - che parla di un rapporto molto intenso tra uomo e natura, "profondamente intriso di cinema", un' "opera audace". Un racconto di esplorazioni, ricerca di selvatichezza, fuga, evasione, pregiudizio, amore, caccia al lupo... tutta una serie di tematiche che si intrecciano in modo molto interessante (e che ... a me che vado sempre in cerca di un filo rosso - ha fatto ripensare anche all'albo molto interessante "C'era una volta una bambina" che rivisita la classica fiaba di Cappuccetto e il Lupo, edito dai Topipittori, di cui ho parlato qui).
 
Julieta, di Pedro Almodovar.
I, Daniel Black di Ken Loach
Il Festival di Cannes, che anche quest’anno si è distinto per il valore e la varietà dei titoli proposti, sarà presente in questa edizione de le vie del cinema con sei film dal Concorso più il film Palma d'Oro assegnata a I, Daniel Black di Ken Loach, (qui un approfondimento): il Premio ex aequo Miglior Regia BACALAUREAT di Cristian Mungiu, il Premio Migliore Sceneggiatura e Miglior Attore THE SALESMAN di Asghar Farhadi, il Grand Prix JUSTE LA FIN DU MONDE di Xavier Dolan, SIERANEVADA di Cristi Puiu, AQUARIUS di Kleber Mendonça Filho, JULIETA di Pedro Almodóvar.
La pazza gioia, di Paolo Virzì


Dalla Quinzaine des Réalisateurs: il Premio Art Cinema WOLF AND SHEEP di Shahrbanoo Sadat, DOG EAT DOG di Paul Schrader con Willem Dafoe e Nicholas Cage, FIORE di Claudio Giovannesi, LA PAZZA GIOIA di Paolo Virzì, L’EFFET AQUATIQUE di Sólveig Anspach, MA VIE DE COURGETTE di Claude Barras, MEAN DREAMS di Nathan Morlando, NERUDA di Pablo Larraín con Gael García Bernal, TOUR DE FRANCE di Rachid Djaïdani con Gérard Depardieu, TWO LOVERS AND A BEAR di Kim Nguyen.
 
Enclave di Goran Radovanovic.

Rassegna e dintorni
Si aggiunge inoltre alla programmazione la ricca sezione dintorni: il vincitore del 
34° Bergamo Film Meeting ENCLAVE di Goran Radovanovic,

Tokyo Love Hotel, di Hiroki Ryuichi.

dal 17° Far East Film Festival TOKYO LOVE HOTEL di Hiroki Ryuichi
The Ecstasy of Wilko Johnson di Julien Temple


THE ECSTASY OF WILKO JOHNSON di Julien Temple dal 33° Torino Film Festival; due anteprime nazionali: NAHID di Ida Panahandeh dalla sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes 2015, uno dei quattro titoli di Nuovo Cinema Teheran, un viaggio cinematografico in Iran, nelle sale italiane dal 23 giugno grazie a Academy Two (vedi sezione sotto),  
Maggie's Plan di Rebecca Miller.

MAGGIE’S PLAN di Rebecca Miller con Julianne Moore e Ethan Hawke, già presentato al Sundance, a Toronto e a Berlino;  
Nessuno mi troverà di Egidio Eronico.

NESSUNO MI TROVERÀ di Egidio Eronico, uno dei documentari dell’iniziativa FICE, Racconti Italiani e un omaggio a Studio Azzurro con proiezione del film FACCE DI FESTA e di video inediti.


La parola all'assessore alla cultura
Come ha ricordato l'assessore alla cultura Filippo dal Corno, anche quest'anno il Comune di Milano ha contribuito a realizzare l'iniziativa (qui il link alla notizia dove sono riportate anche le informazioni pratiche per visionare i film o accedere al servizio card che consente sconti a chi volesse vedere più film).

Anche l'assessore ha sottolineato come le sale cinematografiche siano un elemento prezioso, che hanno un valore culturale e di presidio sociale. Precise risorse sono state impegnate per iniziative di qualità. In particolare, ha ricordato come il Comune abbia acquistato lo Spazio Oberdan (vedi notizia qui), che verrà ristrutturato per offrire cultura a 360°. Una specie di cittadella del cinema, con servizi accessori. Ha anche spiegato che se verrà approvata la nuova Legge sul Cinema del Ministro Franceschini, ci sarà un investimento su tutta la filiera del cinema di 400 milioni di euro, di cui una parte andrà per ammodernare e ristrutturare le strutture. Come si legge nel comunicato ufficiale del Comune del 26 maggio scorso (qui) "Lo Spazio Oberdan resterà luogo dedicato all’arte del cinema. La Giunta comunale ha infatti approvato le linee guida per la sottoscrizione dell’accordo tra Comune di Milano, Città Metropolitana e Fondazione Cineteca Italiana, che garantirà fino al 31 dicembre 2019 la salvaguardia della funzione pubblica e culturale dello Spazio Oberdan."

Le vie del cinema ha comportato una spesa di 220mila euro, di cui una parte verrà coperta dal Comune (80mila euro), una parte grazie a Sky Cinema, mentre il resto, il 55%, si pensa - come in passato - di ottenerlo attraverso introiti dei biglietti.

Info pratiche
Il programma completo della manifestazione è disponibile online su leviedelcinema.lombardiaspettacolo.com e su https://www.facebook.com/agis.lombarda.
BIGLIETTI E CINECARD (acquistabili anche online)
Biglietto intero 8,00 euro
Cinecard (non più di due biglietti per film): 27 euro (valida per 6 ingressi); 48 euro (valida per 12 ingressi)
INFO: AGIS lombarda 02 67397825 – info@agislombarda.it – lombardiaspettacolo.com
Il trailer de Le vie del cinema qui.

Nuovo Cinema Teheran, dal 23 al 30 giugno
Per questo, tra le proposte, c'è anche "Nuovo Cinema Teheran", in sala dal 23 giugno, quattro film, tre opere prime e una conferma, realizzati da giovani registi iraniani provenienti dai più importanti festival internazionali. Un mercoledi di Maggio di Vahid Jalilvand, in Concorso nella sezione Orizzonti all'ultima Mostra del Cinema di Venezia (dove ha vinto il Premio Fipresci). Nahid, della regista Ida Panahandeh, Future Promising Prize al Festival di Cannes 2015, A Girl Walks Home Alone At Night, di Ana Lily Amirpour, con protagonista una ragazza vampiro, presentato al Sundance Film Festival e il nuovo film divertente e avventuroso di Mani Haghighi, A Dragon Arrives!, presentato in Concorso alla 66esima Berlinale.
Il 23 giugno arriverà al cinema Un mercoledi di maggio, il 27 Giugno Nahid (versione originale sottotitolata), il 28 Giugno A dragon arrives! (versione originale sottotitolata) e il 30 giugno la versione italiana di A girl walks home alone at night.
Come ha spiegato  Alessandro Giacobbe, di Academy Two  sarà possibile avere un quadro del panorama molto fertile del cinema iraniano, avendo la possibilità di vedere quattro film completamente differenti, due che trattano la sociologia iraniana e le problematiche familiari, due "fuori dagli schemi", che trattano più temi fantasiosi.

Milano città amante del cinema d'essai

Mimmo (Domenico) di Noia, presidente della Fice, (Federazione italiana cinema d’essai) è intervenuto spiegando che in estate c'è sempre un "gap" di film interessanti fino ad arrivare al Festival di Venezia. Ha ricordato come Milano sia una delle città più cinefile d'Italia e quindi saranno messe in atto iniziative collaterali per soddisfare le esigenze di chi richiede film di qualità. Ha citato per l'omaggio all'esperienza ormai quarantennale di Studio Azzurro di cui c'è una mostra a Palazzo Reale aperta fino al 4 settembre (Appartamenti del Principe, Sala delle 4 Colonne, Sala delle 8 Colonne, Sala delle Cariatidi) dove si susseguono videoambienti, ambienti sensibili (videoinstallazioni interattive) e sale di videodocumentazione del vasto corpus di opere realizzate da Studio Azzurro dal 1982 a oggi.

sabato 21 marzo 2015

In tutti i sensi - Arte e tecnologia per la partecipazione


Lunedì 16 marzo sono andata all'Università degli Studi Milano Bicocca a "In tutti i sensi - Arte e tecnologia per la partecipazione", la prima lezione aperta sulla prospettiva inclusiva nell'ambito del corso di Pedagogia Speciale della Facoltà di Scienze della Formazione Primaria.

L'incontro era preceduto - per chi lo volesse - da un "assaggio" della mostra Sensoltre, un percorso sensoriale al buio tra quadri tattili realizzati dall'artista Giovanni Pedote, organizzato in collaborazione con Informatici senza frontiere. Questa associazione ha sviluppato un software in sistema NFC (near field communication - comunicazione di prossimità) che consente al passaggio davanti al quadro di captare il segnale e ascoltare la registrazione in audio, spiega la curatrice Emanuela Ferri  (nel video che potete vedere qui). Il senso della mostra è anche riportato in questo breve video esplicativo che potete vedere qui. Qui invece il video dell'esperienza a Bologna. 


A chi non ha avuto occasione di "toccare e sentire" in quadri in mostra consiglio di fare un salto a Torino alla Biblioteca civica Villa Amoretti, all'interno del Parco Rignon, dal 24 al 28 marzo. Qui troverete in esposizione 10 quadri. Il progetto è finalista al prestigioso premio Wsis (World Summit on the Information Society) 2015, il premio su comunicazione e tecnologia delle Nazioni Unite. E' candidato nella sezione C9 media che trovate qui. C'è tempo fino al 1° maggio per votarlo, basta andare qui. Il senso del premio lo trovate qui. Vi invito a votare per supportare un bel progetto e con l'orgoglio che sia portato avanti da italiani che vivono in Italia (di questi tempi ci vuole).

Da sinistra, Andrea Mangiatordi, Emanuela Ferri, Roberta Garbo, Andrea Rudelli e Roberto Andreoni.

La lezione aperta ha visto riuniti Roberta Garbo, docente di pedagogia speciale e pedagogia dell'integrazione, Andrea Mangiatordi assegnista di ricerca nell'ambito dell'accessibilità 2.0 e dei processi di inclusione e integrazione scolastica (ho avuto la fortuna di conoscerlo e sentirlo parlare al Digital Readers 4 nel 2013... e se non ci fosse stata quella occasione forse non ci sarebbe questo post ), il compositore Roberto Andreoni, la pianista e curatrice della mostra Sensoltre Emanuela Ferri, l'avvocato Andrea Rudelli, coordinatore della sezione Lombardia di Informatici senza frontiere. 


Progettare esperienze inclusive e innovative
Roberta Garbo ha introdotto il tema dell'incontro e tenuto le fila del discorso, con una riflessione profonda sul tema della sinestesia, ovvero una "contaminazione" dei sensi nella percezione. Da una parte infatti, si è dato modo ai partecipanti di avere un'esperienza tattile al buio (sinestesia di suono e percezione tattile) e di assistere a una performance artistica e musicale in diretta (di cui parlerò sotto), dall'altro si è cercato di far valutare come questi stimoli diversi possano avere una ricaduta nella costruzione di modi e mondi possibili. Ovvero la possibilità di far entrare questi strumenti a supporto della didattica. Non solo quindi adattare e trovare forme di partecipazione per chi ha diverse abilità, ma anche pensare a questi strumenti come una possibilità di apprendimento che si rivolge a tutti: in un'ottica inclusiva, trovare modalità innovative e differenti (wow!). Si tratta quindi di un esempio di proposta didattica inclusiva che ha a che vedere con una modalità di esperienza inclusiva. Progettare esperienze che provano a ridurre le barriere.

Arte, tecnologia e design
Andrea Mangiatordi ha mostrato diverse modalità di intreccio tra arte e tecnologia, a partire dall'esempio di Paul Smith, affetto da paralisi cerebrale, che ha trovato un suo modo di partecipare al linguaggio artistico, attraverso l'uso, inconsueto, della macchina da scrivere. Ha anche parlato dell'Universal design, ideato dall'architetto Ronald Mace, che ha proposto di progettare edifici a partire dai casi limite. Questi infatti, anche se sono meno probabili sono i casi più problematici; in questo modo un progetto può essere inclusivo e accessibile sin dalla nascita a ogni categoria di persone. 

Andrea Mangiatordi ha invitato a riflettere sull'impiego della progettazione universale anche per la didattica. Per spiegare meglio, ha usato un esempio calzante (in tutti i sensi!). Ha proposto di pensare di essere invitati a partecipare a una maratona e di poter indossare un paio di scarpe, tutte numero 37. In effetti, non tutti sarebbero a loro agio (io per prima, dopo due gravidanze sono passata dal 37 al 39!). Lo stesso discorso vale per la didattica. Se uso lo stesso metodo di insegnamento per tutti, sto "imponendo" qualcosa di simile. Di fatto è nato l'universal design for learning (Center for applied Special tecnology), una metodologia di costruzione dei contenuti didattici e per la progettazione di corsi che tenga conto delle differenze.

La teoria dell'apprendimento sulla ricerca neuroscientifica ci viene incontro. Il nostro cervello può essere "suddiviso" in tre reti di neuroni (le cellule nervose); il network di riconoscimento, che identifica e interpreta strutture ricorrenti di suoni, immagini, gusti, odori e sensazioni tattili, il network strategico, che pianifica, esegue e controlla azioni e abilità, il network affettivo, che valuta e stabilisce le nostre priorità sulla base delle nostre emozioni (se l'ansia tende a frenarci, l'euforia tende al contrario a spronarci). Quest'ultimo è quello più difficile da tenere sotto controllo.
Un uso sapiente della tecnologia può rendere la didattica convolgente, specie per le nuove generazioni.

Sensoltre
Emanuela Ferri ha spiegato come la sinestesia sia un incontro tra sensi diversi: nel percorso offerto da Sensoltre, ad esempio, udito e tatto sono messi in primo piano. L'accostamento e la fusione delle arti non è una novità, ma l'uomo ha cercato sin dall'antichità di mettere in contatto musica, canto e danza. La mostra di quadri tattili è partita da una richiesta di un gruppo di persone non vedenti che chiedevano di poter fruire dell'arte. Il progetto in realtà è subito diventato più ampio ed è stato pensato come una mostra per tutti, vedenti e non, per consentire a ciascuno di poter godere dell'opera d'arte partendo da una base comune, anche se con risultati diversi per ognuno. Inaugurata a Bari nel dicembre 2013, l'esposizione ha fatto poi tappa a Benevento e Bologna. Informatici senza frontiere sono stati più volte sia a Milano, Roma sia a Bologna ma per incontri o convegni sulla tecnologia (Tech4social Milano, Codeweek Roma, Tedx Bologna). Emanuela Ferri ha poi anticipato che alla fine della lezione avremmo vissuto un'esperienza di fusione tra pittura e musica.


Musica e tecnologia
Roberto Andreoni ha riflettuto come come spesso dai "cortocircuiti" di alcune situazioni si aprano opportunità che consentono miglioramenti in relazione alla fruizione, all'inclusività e all'accessibilità. Ha raccontato come per esempio negli Stati Uniti, dove lavora, sia obbligatorio che nessuno sia escluso, anche a livello del web. Quindi per esempio, un materiale fornito esclusivamente in PDF (non accessibile ad alcune persone con disabilità) è un "reato" punito con una multa "salata" (come mi piacerebbe che questo accadesse anche in Italia!).
Ha spiegato che impiega ormai per il suo lavoro di compositore la tecnologia, che rompe i confini temporali e spaziali. In effetti questo avviene anche in Sensoltre, dove l'arte visiva viene fruita in relazione a parole e musica che sono sincronizzate alla visita del singolo quadro. Quando il compositore pensa alla musica da comporre, oggi come oggi lo spazio tra pensiero e partitura è quasi annullato, diventa un unicum. Se la tecnologia è il mezzo di trasporto, l'artista è il manovratore. Oggi però, purtroppo, grazie ai software sempre più sofisticati, c'è una grande accessibilità (che è un bene), ma senza la consapevolezza e la conoscenza della grammatica e della sintassi musicale. Quindi se da un lato chiunque può creare musica, dall'altro si assiste a un appiattimento e impoverimento musicale. Certo, ora la tecnologia può anche tirar fuori cose interessanti da suoni "non nobili" (persino dalle pernacchie). Si assiste però al primato dell'editing sul composing. Oggi come oggi il copyright  assume un confine sempre più frastagliato. Il rovescio della medaglia è che la musica ha una sua tracciabilità, riconoscibilità e archiviabilità.

Roberto Andreoni poi sorpreso la platea suonando al pianoforte un accordo in giro di DO, spiegando che è alla base di molte melodie di canzoni odierne. Ha anche suggerito di sfruttare le possibilità offerte da youtube, che è una grande biblioteca virtuale.
Per concludere, ha fatto riferimento a Studio Azzurro (ne ho parlato qui in relazione alla mostra del Touring), che realizza esposizioni in cui si lavora sull'elemento sorpresa, sullo stupore e dove c'è una decontestualizzazione del linguaggio (es. soffio sulla piuma e qualcosa si muove alle mie spalle).
L'arte può essere dunque un ponte per nuove vie da esplorare. Forse, grazie alla tecnologia, oggi Beethoven potrebbe sentire e Bach vedere.

Informatici senza frontiere
L'avvocato Andrea Rudelli ha raccontato l'esperienza di informatici senza frontiere, che a partire da un'esperienza di supporto a un medico in Uganda, si sono trovati a operare anche nel Carcere di Treviso. In seguito, hanno aiutato i migranti o i rifugiati politici (Naga). Si occupano anche di creare facilitatori del linguaggio per persone con disabilità, per consentire loro di esprimersi. Ad esempio, hanno aiutato un gruppo di persone con sindrome di Down che hanno richiesto dei mediatori informatici per esprimere delle scelte.
Per la mostra Sensoltre si sono occupati di sincronizzare la musica e la voce in relazione alla vicinanza ai quadri tattili (un po' come avviene con le audioguide).
Ha concluso con un appello, invitando chi vuole a dare una mano, visto che operano su base volontaria: cercano comunicatori e formatori (non occorre essere informatici). La prossima riunione a Milano è il 24 marzo al Museo della Scienza e della Tecnologia. Maggiori info qui.

Prima di lasciare spazio alla seconda parte, Roberta Garbo ha riflettuto come sia interessante il nesso tra tecnologia e impegno umanitario e come l'impiego delle tecnologie in ambito artistico possa consentire sperimentazione non solo per allargare la base di fruitori ma anche dare la possibilità di "frequentare" quel confine. Anche nella didattica la tecnologia può essere d'ausilio per fare emergere i talenti, a seconda dell'orientamento e della direzione che si prende.


Quando la pittura incontra la musica: fusione tra le arti.
Nella seconda parte, l'artista Cinzia Fiaschi ha dipinto in diretta due grandi tele mentre Emanuela Ferri, al pianoforte, eseguiva in sequenza brani: "Venite con noi" (raccolta da Sentiero di Rovi, 1902) di Leoš Janáček, un racconto del compositore ceco che passando di fronte all'abitazione della sua infanzia ricorda con piacere e malinconia un motivo che si ripete come un carillon rotto; "In a Landscape" di John Cage, musica ipnotica e meditativa, che si "inviluppa" in un continuum di note;
un componimento di Tōru Takemitsu, dove si assiste a un intreccio tra musica orientale e occidentale e una riconciliazione con la natura e i quattro elementi.
Emanuela Ferri ha anche fatto riferimento al libro di Alex Ross, "Il resto è rumore. Ascoltando il XX secolo" (edito da Bompiani).
Di seguito una sequenza di immagini di Cinzia Fiaschi all'opera. Immaginatela dipingere mentre Emanuela Ferri suona al piano... forse con la tecnologia si può anche questo...

La lezione aperta era la prima: il prossimo incontro sarà l'11 aprile, dedicato a Baskin, un'esperienza di Basket inclusivo. L'ultimo sarà a maggio, dedicato a lettura e scrittura inclusiva.
Lasciatemi ringraziare Andrea Mangiatordi, Roberta Garbo ed Emanuela Ferri per la grande disponibilità dimostrata.