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domenica 25 gennaio 2026

"Qualcosa di gentile", di Antony Martinez Babalibri, a Rifreddo con Giovani di Turno


Il 24 gennaio in Val di Po, nello spazio comunale, il "Rifreddo Landscape Lab" dove opera l'associazione Giovani di Turno, che - tramite la Casa Editrice Babalibri - mi ha ospitata per condurre il laboratorio "Qualcosa di gentile", tratto dall'omonimo libro di Anthony Martinez (qui).

Ad accogliermi Alessandra e Andrea, che mi hanno fatto visitare il luogo, caldo e molto confortevole, dove svolgono attività con bambini e bambine (insieme ai loro genitori o ai nonni) e adolescenti per creare uno spazio di relazione educante. Sono rimasta molto colpita da questa piccola realtà in crescita, piena di idee e progetti realizzati, che vuole fare comunità sul territorio, offrendo le proprie competenze.





Per il nostro incontro ho "apparecchiato" la tavola di sopra, dove il legno, insieme alle vetrate erano il contesto adatto per lo svolgimento.


Ho incontrato le famiglie, mamme e papà con bambini e bambine da 3 a 9 anni (la più piccola di 2 ha accompagnato il fratello) e abbiamo avuto anche Mia, una cagnolina di 3 anni.


Per preparare questo appuntamento ho letto e studiato tanto, a partire da due persone che da anni sono i miei "fari" sia perché sono scrittrici e poetesse sia perché sanno parlare ai bambini e alle bambine e sanno scegliere con cura le parole. Mi riferisco a Silvia Vecchini e Cristina Bellemo, autrici di moltissime opere interessanti, tra le quali posso citare "C'è una poesia che ti aspetta" (Topipittori, qui) e "La cura delle parole" (Edizioni Il Messaggero, Padova, qui).

Ho anche ritrovato riflessioni profonde in Alberto Pellai che in diversi incontri e testi parla della gentilezza. Passando in rassegna le settimane della gentilezza curate per tanti anni da Alberto Ardizzone…. 

Come mai? Perché questo incontro ha voluto essere non solo un momento di lettura con laboratorio ma qualcosa in più, perché in un mondo sempre più faticoso saper selezionare con cura le parole e capire cosa dire e cosa scegliere di non dire è molto importante.




Ma partiamo dal libro: "Qualcosa di gentile" (qui) è un piccolo tesoro non solo per la storia dolcissima di un incontro tra due animali, la donnola Nic, in cerca di un amico, e l'anatra Sam, capace di ascoltarlo e aiutarlo concretamente.

Il testo, semplice ma scritto con una grande attenzione alle parole, ci mostra come relazionarsi a una persona in difficoltà, con gesti e frasi che non sono giudicanti ma  possono aiutarla. Naturalmente ci sono piccoli momenti di grande tenerezza che lo rendono un testo adatto a persone di diversa età.

Ogni ritrovo è speciale, in questo ho sentito una grande energia arrivare da tutto il gruppo (ultimamente mi capita spesso e forse ho la fortuna di andare in posti magici)....

fatto sta che non solo quando ho chiesto un. momento di silenzio, siamo riusciti a sentire le campane suonare da lontano, ma ho sentito che ognuno si è messo in ascolto.





E così, grazie anche alla partecipazione attiva degli adulti, abbiamo riflettuto sulla gentilezza, su come ce la immaginiamo, quali sono le parole "piccole" ricevute e da donare.








Poi occhi e mani hanno guidato i bambini e le bambine a scegliere come creare la loro custodia per le parole, ognuno si è fatto attirare dal materiale che sentiva più congeniale, sentendosi libero di esprimersi per il piacere e per il gusto di farlo.

Oggi ho postato qui un reel con una bambina che mi ha donato le parole scelte e ha voluto leggere le sue risposte. 

Ed ecco la carrellata (a volte fronte retro) delle "scatole" o "custodie" realizzate
 


















E prima dei ringraziamenti, ecco come ha partecipato la più piccolina... che andava in giro tenendo le matite e poi ha travasato stelline anche sui suoi pantaloni rosa...

(ognuno del resto partecipa come preferisce e la sua presenza ha sicuramente arricchito il laboratorio)



Ed eccomi qui a ringraziare Alessandra Pagano, presidente di Giovani di Turno, naturalmente senza tralasciare il grande aiuto fornito da Andrea Costa e dal sindaco Elia Giordanino.
Grazie a tutte le persone che hanno partecipato con testa e cuore e a Babalibri che da tantissimi anni ci dà fiducia, in particolare grazie sempre a Francesca Archinto, senza la quale non avrei cominciato a fare laboratori con gli albi illustrati.



sabato 3 aprile 2021

"Casa toracica" di Cristina Bellemo, Edizioni Anima Mundi

Sono lisca
che s'incarna
di parole
impastate a sudore e foglie
pazienze di sale
Sono scheletro 
che si rimpolpa
di facce
vicoli bui
trasparenze
di vetri e assenze
Sono intelaiatura
a fili
di memorie e santini
e musi di cani
e mani
callose
Sono cartilagine
che s'innerva
di sassi
risposte
cercate tazze
di colazioni e calzini
Sono schema di ossa
che si fa
vene di fiumi
e organi
di pane raffermo
inzuppato nelle stagioni
[Io sono 
minuscolo
magneticoniente
che s'ispessisce
di strati di storie]



Senza esserne consapevole ho conosciuto Cristina Bellemo anni fa, quando ho preso l'albo "La leggerezza perduta" edito da Topipittori e illustrato da Alicia Baladan (qui). Senza rendermene conto ero affascinata da quelle parole che raccontavano tanto, senza dire tutto, e lasciavano spazio all'immaginazione.



Ma il colpo di fulmine è arrivato a ciel sereno grazie a un incontro realizzato da Sara Costanzo con il supporto di Alberto Ardizzone nel ciclo degli incontri "Abitare poeticamente il mondo", una sera di gennaio. Sulla pagina facebook di "Fare anima in educazione" (qui) potete ritrovare la registrazione della serata, a cui ha partecipato anche la poetessa Silvia Vecchini, che seguo da ormai un decennio.

In questa serata, a dir poco emozionante, ho scoperto come Cristina abbia scelto di diventare poetessa, sin da piccola. E come il dolore a volte può trasformarsi in parole che curano e confortano.

Le poesie di Cristina Bellemo sono così, come quella che inizia con questi versi:

"Scegli per me
parole
silenziose nel chiasso
che ferisce le orecchie
..."

Una poesia che mi accompagna in questi tempi in cui tutto è sospeso, in cui "siamo / così esposti così / pelle / di carta velina". Tempi in cui valgono carezze più di tanti altri gesti.

Una lettura intensa e profonda, che cura le ferite di questo periodo. Parole che accudiscono il cuore. Parole che fanno riflettere a lungo.

Per finire, se non vi avessi ancora convinti, il libro fa parte della "collana piccole gigantesche cose". Per me questo è già sufficiente per renderla speciale.

L'editore è Anima Mundi, di Otranto (qui).




Qui, sul canale youtube, potete ascoltare dalla voce di Alessia Canducci alcune poesie.