sabato 30 dicembre 2023

Bilancio del 2023


Chiusa in camera ascolto l'Adolescente del cuore parlare fluentemente in inglese. Dice che deve registrare un audio per scuola e ogni volta c'è qualche rumore. Dall'altro lato della casa per fortuna silenzio, il PreA ha iniziato a giocare con urla ma forse la sua amica del cuore non c'è.
Siamo a fine anno e se devo fare un bilancio non può che essere positivo. Ho finalmente superato lo scoglio dei 50 che mette un po' ansia, ma sono uguale a prima, anzi più invecchio più mi sento giovane dentro e con la voglia di sperimentare. Inoltre la menopausa ha deciso di farmi visita e quindi aspetto che sia acclamata. Ecco, più che questo passaggio con qualche vampata e tantissima stanchezza ho dovuto elaborare a lungo l'idea di non poter più avere figli, non perché ne volessi ancora ma per l'idea che c'è una fase della vita che finisce. Per fortuna, la fase successiva viene anche chiamata la Luna nuova e dunque si tratta solo di una svolta, che nelle donne è palese.



Per quanto riguarda il fronte lavoro finalmente le ABC stanno iniziando a essere chiamate di più per i laboratori e soprattutto apprezzate, quindi sono felice dopo dieci e passa anni di festeggiare questo risultato con le mie due meravigliose compagne di viaggio Barbara Archetti e Cristina Zeppini.


Anche sull'altro fronte giornale, sono molto felice di essere in una redazione dove si sta bene, dove continuo a imparare e a rimanere aggiornata sul fronte delle piante e altro.

Intanto nella testa frullano da diversi mesi alcuni progetti che spero di portare avanti
Sul fronte famiglia sapere che siamo tutti in salute è un dono, che siamo uniti, anche e che sono circondata da persone che mi vogliono bene

Auguro a ciascuno di voi di avere il meglio di quello che desiderate e di non arrendervi per ottenerlo, di essere in salute accanto ai vostri cari. Troppe persone soffrono e come vorrei avere la bacchetta magica per liberarle dal dolore. Spero solo che il ricordo delle persone amate sia pian piano un modo per soffrire meno.
E dunque, anticipatamente questo augurio, non sapendo quanto "rutilante" sarà la giornata di domani, anche se ora mi prendo il tempo per sostare e osservare.

venerdì 29 dicembre 2023

Se la felicità si potesse conservare...



Se la felicità si potesse racchiudere in una bottiglia e si potesse dispensare un po' alla volta, oggi ne avrei fatto il pieno. Pieno di cosa? A guardare quello che è successo forse si tratta di piccole cose, ma a pensarci non sono le piccole cose viste con occhi nuovi a donarci benessere e piacere? Per esempio, riuscire a lavorare con gusto, poi trovarsi a pranzo con fratello e nipotino (wow, ho visto L più volte in questi giorni che in altri momenti) e figli. E ancora, giocare con gusto in piazzetta a ping pong e stracciare il PreA, incredulo che sua mamma fosse in grado di giocare e di essere bravina.




E ancora, passeggiare nel parco pieno di luci e persone e andare alla ricerca del profumo del calicanto. Sì, perché con questi cambiamenti climatici è già fiorito ed emana un aroma indescrivibile che ho imparato ad amare e inseguire.
E ancora, prendere la mia prima lezione di pattinaggio su ghiaccio e scoprire che la mia insegnante sta studiando per diventare insegnante alla primaria. E infine, ritrovarsi con un'amica del cuore che non vedevo da tempo. E' stato così facile organizzare che penso domani nevicherà.
Godersi le piccole cose, pensare che donano energia creativa e sono un motore per un cambiamento interiore.


E dunque, anche se non posso donarvi il piacere del suo profumo, ecco il calicanto in tutto il suo splendore. Per la cronaca, ho imparato ad amare anche le sue foglie che sono dotate di una strana peluria che al tatto sembra cartavetrata fine e all'aspetto, quando iniziano a seccare, sembrano carta velina... e poi che sfumature di colore quando stanno per cadere e passano dal verde chiaro al giallo pagliericcio...

lunedì 25 dicembre 2023

Cos'è il Natale?





Quest'anno la gratitudine è ancora più d'obbligo. In questo periodo non è scontato avere una famiglia, una casa, amiche e amici cari, genitori (e nonni per i figli), un nipote, un fratello e una cognata meravigliosi.

Ringrazio dunque per tutte le parole, le poesie, le immagini e i pensieri ricevuti da cuore di ognuno.

Ringrazio per essere in salute, per godere delle piccole e grandi cose

Per lo stupore dell'attesa e l'impazienza negli occhi del PreA, le sorprese di Massimo (innanzitutto un ciondolo speciale e fatto a mano) e la sua creatività nel preparare con cura i suoi regali. Ho inseguito un filo di lana rosso per tutta la casa creando un gomitolo per arrivare al vero regalo (uno dei propositi che mi ero fatta per il nuovo anno si avvererà). Lo ringrazio per aver depistato con imballaggi creativi i due figli fino a farli stupire per l'inatteso.

Ringrazio A per il suo disegno e la poesia fatte con il cuore

Ringrazio l'adolescente del cuore per un messaggio che leggeremo stasera.

Oggi c'è il sole ma risplendo dentro e fuori, Questa forse si chiama felicità


Mi auguro che ognuno di voi possa godere di affetto, salute, piccole gioie e gratitudine non solo per ogni ma anche per ogni dono che riceve in tutte le sue forme possibili.

sabato 23 dicembre 2023

Osservarti crescere e cambiare


Circondata dalle lucine in casa e dal silenzio, osservando la luce crescere dalle finestre [vedo uno spicchio di nuvola rosa] ripenso alla bellezza di avere in casa ieri il mio nipotino. Una gioia che non si riesce a descrivere perché è diversa da quella dei figli ma altrettanto potente. Inoltre è una persona che stiamo.imparando a conoscere e che continua a sorprendere. Ieri è rimasto incantato da un arco dei playmobil che dirava le frecce e ha passato non so quanto tempo a ripetere il gesto di prendere la freccia, inserirla nel modo giusto, prendere la mira e tirare. Mi domandavo chissà quanta fisica sta sperimentando, quanta motricità fine deve raffinare per ruotare nel modo giusto la freccia perché entri. Intanto gli preparavo i bersagli da colpire e giovamo insieme per le sue conquiste. La sua aria concentrata mi rimarrà impressa nella memoria.

E poi le parole da decifrare insieme ai discorsi. Alcune più chiare e altre misteriose.
Però Tilly è diventata Selli, Iaia Gala riconosce ncione [arancione], blu, osso [rosso] vedde [verde], blu, la fisarmonkca è un nome bellissimo m improponibile [troppo complesso ancora], Macco [Marco] e zio. Che bello sentire proninciare le parole zio e zia. Vederlo correre incontro a Massimo dopo che ci aveva passato la mattina, guardare con diffidenza e curiosità Andrea dopo che non lo aveva visto da alcuni mesi. E poi di fronte a qualche rumore "chi è?"con aria stupita e un po' impaurita se il rumore non era familiare [es. le impalcature che stanno.montando vicino a casa].
Inizio questa nuova giornata con gratitudine perché avere un nipote è un grande dono e solo quando si passa del tempo insieme si può decifrare quella persona in fieri.
Buon sabato a tutti, che sia di riflessione e riposo. Che non sia di frenesia ma di preparazione a giornate dense e ricche di poesia e magia.

giovedì 21 dicembre 2023

I doni delle amiche e degli amici




Da qualche giorno, forse da domenica da quando sono andata a visitare Claudia Souza e mi sono concessa una pausa, da quando il calendario del Solstizio di Betty è stato un crescendo di emozioni e raccoglimento, insomma da un po' di giorni sono piena di gratitudine, di stupore, di meraviglia nonostante il tran tran quotidiano. Sicuramente è frutto di una serie di circostanze ma questo questo stato dell'animo ci pervade non possiamo non essere grati e felici.



Avere l'adolescente del cuore a casa [non sta molto bene] mi fa uno strano piacevole effetto. La sua calma compensa l'energia turbinosa e scoppiettante del preA che non finisce di stupirci ogni giorno.

Oggi oltre al lavoro è dedicato a me [dai miei parrucchieri del cuore] e ad amiche preziose.
In realtà, mi piacerebbe e voglio trovare il tempo per tutte le persone care che non riesco a vedere da tempo, anche se so che sono sempre qui nel cuore.
E dunque buona giornata a voi

mercoledì 20 dicembre 2023

So-stare alla nuova Libreria Extraterrestre di Claudia Souza






Quando nasce una nuova libreria il cuore sussulta, perché chi ha preso questa decisione compie una scelta coraggiosa, creando intorno a sé un nuovo polo culturale. Così festeggiamo la nascita della Libreria Extraterrestre, messa in piedi con grande cura  e passione da Claudia Souza, conosciuta da tante persone del settore come psicologa, educatrice e soprattutto come autrice di albi e storie di successo, non solamente nel nostro Paese ma soprattutto in Brasile, dove alcuni suoi libri sono dei best seller e hanno venduto decine di migliaia di copie. Mi chiedo se i suoi interlocutori - che ora entrano in questa deliziosa libreria  - si rendano conto della persona con cui hanno a che fare… ma forse pian piano lo scopriranno.



Comunque presa come altre persone da grande curiosità, sono andata a trovare Claudia e ho approfittato di questa ghiotta occasione per intervistarla e chiederle un po’ di cose.


Partiamo dalla tua storia e arriviamo al perché di questa scelta e perché ora….

Claudia
sin da piccola ho sempre scritto, disegnato e letto tantissimo, sono sempre stata immersa “nel mondo delle storie”, ma al momento di decidere “cosa fare della mia vita “, anche in relazione a quello che mi stava accadendo a livello personale, mi è sembrato naturale scegliere la facoltà di psicologia. Una volta laureata, mi sono innamorata dell’educazione, della psicopedagogia e del lavoro con e per i bambini e le bambine. Allo stesso tempo non ho mai smesso di scrivere, soprattutto articoli (in quel periodo ho partecipato a tantissime ricerche e a diversi studi). Quando sono arrivata in Italia, mi è sembrato naturale continuare questa carriera, anche perché la mia figura era richiesta, specie nelle scuole internazionali a cui mi sono rivolta, visto il mio plurilinguismo e sono rimasta coinvolta a lungo nella psicopedagogia; l’ultimo lavoro in questo ambito è stato in un asilo nido dove ho  trovato un gruppo di lavoro eccezionale, legato non solo dalla stima reciproca ma anche da affetto e ho pensato di finire lì la mia carriera. Nel frattempo ho sempre mantenuto la parte letteraria, le traduzioni e la sfera di bookscouting, ovvero la scoperta dei libri alle fiere, che ho sempre amato fare, ma come fosse un hobby.

Come mai questa svolta?
ClaudiaCon gli anni il gruppo è cambiato e ho iniziato a pensare che volevo chiudere quel capitolo della mia vita e aprirne un altro, lasciandomi dietro i bei ricordi (allontanarmi da quel nido, dalla direttrice e dalla proprietaria è stato difficile). Inoltre mi rimane il ricordo indelebile della scuola che ho fondato e diretto in Brasile, ancora attiva, e dove ho ancora mamme che mi scrivono e figli di quasi 40 anni che si ricordano di me.
L'opportunità di rimettermi in gioco e alla prova è arrivata per caso: essendo membro dell'ICWA (Italian's Children Autors Associations, qui) ho sentito che 
Sara Dutto, della Libreria Sottobosco di Lomazzo (qui), aveva bisogno di qualcuno per mezza giornata. È stata lei a insegnarmi le basi, ho scoperto stando in libreria che quel mestiere mi piaceva tantissimo, tanto che è iniziata a crescere dentro di me la voglia di avere un mio spazio. Pian piano l’idea ha preso forma, finché non mi sono decisa a compiere il grande passo.

Ho iniziato a cercare le risorse, poi sono stata molto fortunata perché un sacco di gente si è mossa per aiutarmi: c'è chi si è messo con me a cercare lo spazio, chi mi ha aiutato ad allestirlo, chi mi ha fornito suggerimenti per la scelta dei titoli. Sono rimasta davvero sorpresa e colpita dalla generosità che ho ricevuto (a partire dal proprietario del negozio fino a chi ha fatto i lavori, dalla ragazza che mi ha aiutato con l’allestimento, a mio figlio e mio marito Marco...). Sono debitrice a tantissime persone.
Non ultima, l'assessore alla Cultura di Sedriano: le ho scritto perché mi sembrava giusto informarla di questa nuova apertura: non solo mi ha risposto nel giro di due ore, ma ha anche presenziato all'inaugurazione e ogni tanto fa capolino dalla porta per sapere come sto.



Come hai scelto il nome?


Claudia: a essere sincera mi sono sempre sentita un'extraterrestre. 
Un''extraterrestre sotto tanti punti di vista: non avendo una sola nazionalità mi sento un'ibrida, né brasiliana quando sono in Brasile, né italiana quando sono in Italia (qui mi sono sentita per tanto tempo  estranea e straniera, diciamo anche "extracomunitaria", nonostante le migliori intenzioni degli altri...). Poi ho iniziato a scherzarci con mio marito Marco, che ha cominciato a salutarmi dicendomi: "Ciao extraterrestre!" Del resto, a pensarci, anche l'infanzia è un periodo in cui il bambino è un po' un extraterrestre, perché non è ancora omologato, non ha un genere e una sua identità, che sviluppa pian piano. Quindi questo nome è perfetto per questo mio piccolo "regno".


Quale impostazione hai dato alla tua libreria?

Claudiaper condensare il mio pensiero, quando qualcuno entra, dico che la mia libreria è di ispirazione montessoriana, sia perché sarebbe difficile citare tutte le persone che hanno contribuito a formarmi (da Pickler a Piaget da Dewey a Munari, per citare solo alcuni nomi) sia per omaggio e tributo a questa grande donna italiana. Gli arredi sono semplici ed essenziali: gli albi illustrati, che richiedono di essere apprezzati sin dalla copertina sono disposti a vista, mentre le letture per i più grandi sono invece posizionate in una sezione apposita.  Niente è disposto a caso.

Accanto agli scaffali c'è una stanza con un tappeto, una libreria posizionata a terra vuota e una poltrona. Lascio apposta così perché chi viene possa sostare e scegliere i libri che preferisce con tutta la calma possibile. Inoltre ho scoperto che qui il cellulare dei clienti non prende. Quindi è come se, senza pensarci, avessi predisposto uno spazio di cura per chi è preso dal turbinio quotidiano. Quando vengono qui, le persone possono riposarsi, ricaricarsi, prendersi del tempo per scegliere con cura i libri. Inoltre i bambini e le bambine possono sfogliare gli albi o i libri che preferiscono e li lasciano nella libreria; così un lettore che entrerà dopo troverà questi libri e chissà, magari li sfoglierò, magari no. Lo spazio vuoto serve perché ognuno possa riempirlo e sentirsi un po' a casa.







Come scegli i titoli?

Claudia: mi faccio guidare dagli autori, conoscendo tantissime persone "di persona" (scusate il gioco di parole), mi lascio incuriosire dalle loro opere: è successo per esempio con alcuni libri di Luisa Mattia, Gabriele Clima, Daniela Palumbo.
Inoltre faccio un grande lavoro di ricerca, continuo a leggere e formarmi. Mi sento un po', in questa ricerca, come un'archeologa, una biologa o anche una formichina che raccoglie briciole di bellezza qua e là, lasciandosi guidare dall'istinto.
Ogni titolo è scelto con attenzione e cura
 Volutamente non ho molti titoli in esposizione, anche se naturalmente sono disponibile a procurare qualsiasi libro mi venga richiesto (è il mio lavoro). Quando procuro un titolo alle persone magari ne propongo altri due o tre per la stessa fascia di età in modo da dare l'opportunità di conoscere altro.



Che dire, se non grazie Claudia per questa chiacchierata! A furia di osservare i libri sugli scaffali grazie a te ho trovato il titolo "La lepre e il Rosso" di Francesca Casadio Montanari con le illustrazioni di Natascia Ugliano, Edizioni Terra Santa (qui), che cercavo da tempo!

PS in libreria potete anche trovare volumi firmati: eh sì, perché tanti autori e illustratori passano a trovare Claudia e lei approfitta per farsi autografare i libri. Occhio dunque, potreste trovare dei tesori doppiamente preziosi.

NB: Claudia ringrazia: Marco e Davi, che si sono messi in linea di fronte insieme a me, ognuno facendo quello che poteva; Paolo Sormani il proprietario del negozio, che ha facilitato tutto per noi; Mariana, Tiffany e Hermano che mi hanno aiutato con idee per l’allestimento; Caterina che ha aiutato nel montaggio dei mobili; Dardo che ha fatto l’intervento di ristrutturazione; il vicino signor Rolla, che si è reso sempre disponibile; l’assessora alla cultura di Sedriano, Valentina Ceccarelli che ha risposto prontamente al mio invito di collaborare con grande accoglienza, e infine i bravissimi commercialisti Jacopo Meregalli e Flaminia Delicato che ci hanno aiutato a navigare in questo mare di burocrazia che sembrava infinito.

venerdì 15 dicembre 2023

Voglia di poltrire e ricordi

 


Oggi il mio corpo con tutto sé stesso voleva rimanere a letto. Ho spento la sveglia e fatto finta di poterlo fare. Poi ha prevalso la volontà e il desiderio di andare in un luogo bello, l'idea dello sciopero dei mezzi che ha cambiato i piani. 
Sally che era avvoltolata in mezzo alle mie gambe è scesa in un lampo e si è riaccoccolata sul divano. Quando assume la forma quasi sferica mi fa venire in mente gli animali selvatici, le volpi addormentate o i piccoli di capriolo. Sarà anche per il suo manto beige che ora ritrovo in tantissimi altri cani e che quando ero piccola mi sembrava meno comune. I miei preferiti erano i barboncini e li disegnavo a frotte. In un tema ho anche scritto alla scuola elementare [come si chiamava allora] che avrei voluto fare la "baby sitter dei cani". A quel tempo ancora non si usava parlare di dog sitter. 
 
Nel silenzio sono andata in cucina, ho messo i cereali nella tazza orso che mi sono regalata [dotata di vestito di lana per non scottarsi] e mi sono sentita come Amos Perbacco, il meraviglioso personaggio inventato dagli Stead [edito da Babalibri ]che al mattino chiedeva "un cucchiaino di zucchero per me e uno per la mia tazza" o qualcosa di simile. Sono ancora legata a questo stato di meraviglia e forse non crescerò mai ma penso che una tazza faccia la differenza per gustarsi qualcosa. 
 
Anche in Grecia ne ho presa una fatta a mano e l'ho usata tanto. È completamente diversa e mi ricorda l'estate, per cui ho sentito la necessità di metterla da parte.
Ora sono qui, fuori dal luogo magico dove entrerò tra poco, con il naso gelato e i piedi caldi, ad ascoltare il canto dei parrocchetti che ormai sono ovunque in città. Sono qui ad ammirare il sole che oggi ci fa compagnia e gli alberi spogli che lasciano intravvedere la bellezza dei loro rami.
Buona giornata

giovedì 14 dicembre 2023

Diario del 14 dicembre

 

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6.55 Ogni la sveglia suona e io indugio tra le coperte calde. La spengo e mi godo alcuni minuti a rincorrere un sogno che sta svanendo. Poi mi alzo nel silenzio. I ragazzi sono ammalati e dunque nessun tran tran, nessun bagno occupato [che poi è l'unico anche sd grande], nessun vociare. Sento Sally che scatta. Mi chiedo se abbia dormito con Marco. Chissà. A lui fa piacere specie quando non è a posto.
Il ticchettìo dell'orologo in cucina e lo scivolare delle macchine fuori, più lieve di ieri. Il tram che passa. Ma è uno nuovo, non fa il cigolio che amo sulle rotaie. Sono cresciuta con il 23 e ancora non mi capacito che non ci sia più se non nei miei ricordi bambini. Lo prendevo per andare a danza fino in Duomo, in via Dogana, quando la mia insegnante si era dovuta trasferire. Quando uscivo rimanevo estasiata per la nebbia che nascondeva il Duomo.
Buona giornata a tutti e buon giovedì.
Che sia fruttuoso e che ci doni piccole felicità
 

14-30 

È tornata la calma dopo il pranzo. Il PreA alla domanda "allora ieri c'era l'incontro per le superiori, mi racconti" ha risposto di andare a prendergli gli appunti. Evidentemente non l'ha colpito nessuna scuola o è stato affascinato da molte. Stare insieme a tavola con lui è come stare di fronte a un mare in burrasca, non sai mai se ti bagnerai o sarai abbagliato e affascinato dalle onde. Oggi, per esempio, ha dato modo di osservare i tempi di attesa per gustare il gelato; lo tira fuori dal frigo e dopo neanche un secondo prova a tagliarlo [era una simil Viennetta acquistata due giorni fa per festeggiare la pagella del grande]: il risultato è un coltello spaccato a metà. Forse non era particolarmente resistente oppure... mi chiedo quando imparerà ad aspettare a gustare il senso dell'attesa. In fondo questo periodo, i tempi lenti della natura, le giornate che diventano corte all'improvviso regalandoci poche ore di luce dovrebbero aiutarci in tal senso.

 
E invece, anche in giro, nelle città quanta frenesia mentre sto imparando sempre più a desiderare la lentezza. A rallentare appena si può per gustare i dettagli.
Come ora che Sally è salita con Shifu in bocca sul divano tra me e M, lo lecca, fa quelle che io chiamo "fusa" un ron ron delicato di compiacimento, e torna a leccarlo e a dargli la zampa. Un momento di coccole, di scambio di relazioni tra esseri diversi, un arricchimento per entrambi. Lui che passa delicatamente le mani sul suo manto morbido e lei che ha l'aria goduriosa di chi è felice. E lo dimostra con altre leccate [ma sbava sui suoi occhiali].
Questi momenti preziosi sono perle nella giornata. Momenti di passaggio prima di tornare al lavoro [bello ma sempre lavoro]. Relax in questa atmosfera prenatalizia, ricca di rosso e verde, almeno in salotto.
Buon pomeriggio e buon proseguimento a voi

lunedì 4 dicembre 2023

Insonnia...

 


L’insonnia è tornata a trovarmi così, poco dopo le 5.00, io e Sally ci siamo spostate sul divano, lei accoccolata con il muso ai miei piedi. 
Nel silenzio, il fragore della caldaia in movimento e il ticchettìo dell’orologio riecheggiano intorno a me.
Devo ancora riabituarmi a tutto: ai pasti caldi in famiglia, alle squillanti discussioni a tavola, al frigo aperto e chiuso, ai piatti lasciati nel lavello …
 
Quando sono rientrata sono stata accolta con calore e affetto, il PreA del cuore ha detto che era felice di vedermi così allegra, il grande mi ha abbracciato stringendomi forte e Sally ha saltato saltato, scodinzolato ed è tornata a essere la mia ombra seguendomi ovunque.
 
Impossibile ancora decifrare una settimana ricca e densa, tra cuscini sottiletta, la palestra piena di libri in mostra con le classi che arrivavano e le letture che partivano con emozione. Preparare e risistemare, confrontarsi, andare al Caffè all’angolo alle 15 o alle 16, parlare con amici, assistere a presentazioni, cercare di conoscere le strade e i luoghi. Luoghi che iniziano a diventare familiari, specie per il calore delle persone.
 
Ora sono qui con lo sbadiglio in testa e il corpo che non prende sonno. Sono qui a pensare alle giornate che mi aspettano, agli impegni, agli incontri, alla pagella dell’adolescente del cuore che ha dimostrato una grandissima forza di volontà. E ancora il PreA che, nonostante la stanchezza, prosegue a studiare e continua a sognare il suo futuro nel tennis.
 
Non so se alla sua età avessi un sogno così grande o forse sì, quello di diventare come Gerald Durrell e andare per il mondo a studiare gli animali [o forse a parlarne in un documentario come faceva lui in quei bellissimi filmati ora introvabili]. E il sogno di un cane, coltivato dall’età di due anni, che si è avverato grazie ai miei genitori, un rapporto che mi ha definito nel tempo.
 
E qui, sul divano, con Sally che sbuffa e la caldaia che rumoreggia, il cigolio delle rotaie del tram che passa, mi interrogo sulla mia vita passata e futura.
I nuovi progetti si affacciano alla mente, così come le scadenze. Idee per il mio blog e per quella parte di me che si esalta nell’incontrare bambine e bambini, per leggere storie o parlare di natura con i miei reperti e libri fantastici… e dunque eccomi qui, indecisa se alzarmi già o poltrire ancora un po’ sul divano.
È iniziato un nuovo giorno e vi auguro di goderne appieno.
Buondì